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Caso di meningite a Fiaiano, ma i medici rassicurano: «Non è meningococco»

ISCHIA. Ieri mattina l’isola ha vissuto momenti d’apprensione. Un bimbo di Fiaiano dell’età di quattro anni era stato trasferito nella notte presso l’ospedale Cotugno di Napoli. Nel nosocomio partenopeo al piccolo è stata diagnosticata la meningite. Tuttavia, a scanso di equivoci, va subito precisato che dal Cotugno in giornata sono arrivate notizie piuttosto rassicuranti: il sindaco di Barano, Dionigi Gaudioso, si è tenuto in contatto col noto pediatra, dottor Pietro Buono, e con il Direttore Generale dell’Asl Napoli 2 Nord, Antonio D’Amore. Entrambi hanno testimoniato delle buone condizioni del bambino, che non era affatto in pericolo di vita ma che anzi col passare delle ore era notevolmente migliorato. A quanto si è appreso, la forma di meningite diagnosticata non è quella provocata dal famigerato e temuto meningococco. Una notizia che ha fatto immediatamente tirare un comprensibilissimo sospiro di sollievo all’intera comunità isolana. Sembra dunque del tutto scongiurata l’esigenza della profilassi, come confermato anche dalla preside dell’asilo frequentato dal piccolo, dottoressa Mazzella. Nella mattinata di ieri si era sparsa la voce, infondata, di una chiusura della scuola dell’infanzia a scopo precauzionale. In realtà, i timori diffusi dalla malattia del bimbo avevano indotto la maggior parte dei genitori a non portare a scuola i propri figli. La dirigente Mazzella ha invece dichiarato che, avendo ricevuto le opportune rassicurazioni da parte delle autorità sanitarie, lunedì l’asilo accoglierà regolarmente i bambini.

Naturalmente i medici nelle prossime ore cercheranno di risalire alla possibile causa che ha provocato l’insorgere della malattia per il bimbo di Fiaiano, a cui va un grande augurio da parte di tutti per una rapida e completa guarigione, ma l’esclusione del meningococco come fattore scatenante è indubbiamente un dato importante. Sono passati soltanto pochi mesi dalla psicosi che si scatenò tra gli abitanti della nostra isola: è infatti ancora cronaca, che tutti ricordano, quella della morte di due persone, un 29enne e la sua nipotina di un anno, portati via dal pericoloso meningococco. I due decessi si verificarono tra il gennaio e il febbraio scorso, gettando letteralmente nel panico mezza isola, che non attese la conferma ufficiale dei medici del Cotugno per dare l’assalto alle scorte di vaccini nelle farmacie, rapidamente esauritesi nel giro di pochi giorni e costringendo i titolari a continui rifornimenti. A marzo, nel giro di una decina di giorni, erano oltre 2.300 le persone vaccinate. Del resto negli ultimi tempi l’allarme-meningite, giustificato o meno, si è riproposto ciclicamente sulla nostra isola: i timori di pochi mesi fa erano stati preceduti da ansie generate da un sospetto caso di meningite nell’inverno tra il 2016 e il 2017, ma soprattutto per il clamore mediatico di alcuni casi registrati in Toscana e nel resto della Campania. Anche in quel caso ci fu una corsa al vaccino, seppur di dimensioni molto minori, proprio in un momento in cui la comunità si interrogava su una certa flessione del numero delle vaccinazioni nel corso degli ultimi anni. Non è nemmeno il caso di ricordare che il ricorso al siero antimeningococco è comunque una forma di prevenzione fondamentale a tutela della propria vita e ovviamente dell’intera comunità.

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