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Caso migranti, Scala al vetriolo: «Noi razzisti? No, maggioranza in malafede»

Impazza ancora, sull’isola di Procida, il dibattito sul referendum chiesto dai consiglieri comunali di minoranza per dare la parola ai cittadini sull’opportunità o meno di ospitare i 34 migranti. Dopo l’intervento nei giorni scorsi dell’assessore Rossella Lauro, raccogliamo le impressioni del consigliere di minoranza Menico Scala in questa intervista.

Inutile nasconderlo, il vostro è un atteggiamento che rischia di bollare il gruppo “Per Procida” come xenofobo.

«L’intervista dell’assessore Lauro  di qualche giorno fa ha lasciato tutti sconcertati. Come più di uno ha detto, in tale caso nessuno è contrario a forme di solidarietà concrete, ma  il tema posto al centro è un altro : perché il Comune di Procida che è un ente territoriale e non legislativo ha preso una iniziativa del genere? Quale utilità ha per la comunità procidana? Chi la butta nella rissa è irresponsabile perché favorisce gli estremismi. Noi abbiamo sottoscritto la richiesta del Comitato dei cittadini (Antonella Battinelli, Giuseppe Giaquinto e Domenico Scotto di Perta, ndr) perché abbiamo ritenuto giusto sottoporre all’attenzione del popolo sovrano una tematica oggettivamente complessa e che non era stata al centro di alcun dibattito in campagna elettorale né era contenuta nel programma delle coalizioni che si sono affrontate».

Ma il sindaco dice che ormai è tardi…

«Il sindaco dice una cosa poco corretta perché non c’è una scadenza, si potrebbe ad esempio posticipare il progetto al 2019 ma in ogni caso la richiesta è tempestiva anche perché Dino Ambrosino (alla faccia della trasparenza) ha indetto una gara in pieno mese di agosto con una brevissima pubblicazione sui siti ed una pubblicità quasi inesistenti. Per magia, poi, alle prime richieste di chiarimenti si è visto che il lavoro di comunicazione era  già bello e confezionato… dalla ditta che poi ha vinto! Inoltre il progetto spende la maggior parte dei soldi in comunicazione e servizi, un vero spreco: ma questa è altra storia».

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Il sindaco in una sua intervista ha detto che nutre dubbi sulla legittimità perché la problematica riguarderebbe questioni nazionali.

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«Questa è bella, davvero. Il referendum non è ammissibile perché riguarda problemi nazionali…invece è ammissibile che il Sindaco si occupi di problemi nazionali e non dei procidani. La verità è che la materia rientra pienamente nella competenza di un referendum locale proprio perché è stata la Giunta ad attivare il procedimento ed a richiedere l’adesione alla rete SPAR. Inoltre il referendum è consultivo e quindi non incide su alcuna scelta obbligata per legge. Ma i fautori della partecipazione popolare non erano loro?».

Ma gli assessori e i difensori del progetto sostengono che l’isola di Procida finirebbe con l’accogliere solo famiglie.

«Questa mi sembra la più grossa dichiarazione razzista che abbia mai sentito: e come se una persona che voglia adottare un figlio scelga il colore della pelle, l’altezza o il sesso. Cioè, quindi se ho ben compreso l’amministrazione dice “scegliamo noi chi dobbiamo accogliere,  non vogliamo quelli brutti, sporchi e cattivi ma soltanto le dolci famiglie da ricongiungere. Allora lasciatemelo dire senza mezzi termini, questo è razzismo allo stato puro. Cioè affermare che la solidarietà vale solo nei confronti delle persone che a noi vanno a genio, è veramente il colmo, siamo all’assurdo».

Ma su questa tematica l’opposizione è compatta?

«Non siamo un regime: il gruppo per Procida ha firmato in maniera unitaria e dunque compatta la richiesta dei cittadini per garantire la consultazione democratica ma c’è libertà di opinione e di voto, nel merito della questione. Giusto per essere precisi e coerenti, fino in fondo».

I maligni affermano che cercate lo scontro a tutti i costi.

«Non è assolutamente cosi! Sono rispettivamente il Sindaco e l’Amministrazione che hanno scelto di spaccare il paese con una richiesta di finanziamenti ed una ricaduta a favore delle “solite” associazioni che nulla a vedere con il bene comune. Il Sindaco continua ad attaccare il passato: a proposito, perché nei 20 anni di opposizione circa non ha mai proposto un referendum esistente per legge e per statuto dal 2000? Ve lo dico io, perché appunto non ha il senso dell’istituzione e preferisce la confusione perché sa che nel confronto pacato ci perde e pure di brutto. Ora è stata fatta una proposta di rinvio al prossimo Consiglio Comunale relativamente alla nomina della Commissione dei Garanti evidenziando (con seri dubbi) alcune  questioni di interpretazione della norma e sopratutto per meglio chiarire altri aspetti. Ricordo che la nomina dei garanti sarebbe dovuta avvenire anche senza questo iter referendario in quanto previsto da Regolamento. E nonostante  la nostra linea politica, definita in passato autoritaria,senza partecipazione democratica  abbiamo accolto con molta semplicità e senza fare polemiche questa proposta,  a differenza dell’attuale amministrazione che dovrebbe incentivare e supportare la democrazia in tutte le forme possibili, e  cerca invece  di fare melina e di evitare che il popolo possa esprimere il suo voto su una materia cosi delicata, prevista dal regolamento comunale».

Corrado Roveda

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