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Caso polifunzionale, Calise sollecita l’acquisizione dell’ala

di Francesco Castaldi

ISCHIA – Il preside del Liceo di Ischia, il professor Gianpietro Calise, nel corso della giornata di ieri ha provveduto a inviare una breve nota al sindaco e ai dirigenti della Città metropolitana di Napoli, nella quale sollecita l’ente di piazza Matteotti a velocizzare l’acquisizione dell’ulteriore ala del polifunzionale di via Morgioni. «Nel rappresentare l’importanza della questione per garantire sull’isola d’Ischia il diritto allo studio alle nuove generazioni – scrive il dirigente scolastico – si sottolinea l’urgenza di avviare quanto prima la proceduta formale di acquisizione anche in ragione dell’imminente conclusione del mandato dell’attuale amministrazione comunale di Ischia».

Una richiesta, quella del preside Calise, che è largamente condivisa dal corpo docente, dai genitori e dagli studenti che ogni giorno frequentano il plesso ischitano, che infatti hanno sottoscritto una petizione ad hoc che abbiamo avuto già modo di pubblicare nelle scorse settimane. In un’altra missiva – datata 30 dicembre e indirizzata al responsabile dell’area edilizia scolastica – il dirigente scolastico ha elencato tutte le problematiche emerse nel corso di due distinte riunioni, e che si riferiscono non solo al polifunzionale, ma anche alla sede distaccata di Lacco Ameno. «In ben due riunioni tenutesi il 26 ottobre e il 7 dicembre – esordisce Calise – il Consiglio d’istituto […] ha dato mandato al dirigente scolastico di diffidare codesta Amministrazione a risolvere le problematiche, mai avviate a conclusione, […], assegnando alla stessa un termine (quindici giorni, ndr) oltre il quale le eventuali inadempienze saranno segnalate alle autorità preposte».

Per quanto concerne la sede di Lacco Ameno, il Consiglio ha osservato che «nel mese di aprile 2016, riscontrando una diffusa situazione di pericolo, causata dall’ossidazione dei ferri di armatura delle parti strutturali (travi emergenti) del laboratorio di fisica e informatica del piano terra, si è proceduto a rimuovere estese zone di copriferro che avrebbero potuto causare danni a persone o cose, e a interdire contestualmente l’utilizzo del laboratorio, con notevoli ripercussioni sulla qualità del servizio erogato dalla scuola all’utenza». Se ciò non bastasse, «nei primi giorni del mese di novembre si sono verificati distacchi d’intonaco nell’area esterna posta a sud del primo piano. Più precisamente sul balcone che affaccia sulla rampa di accesso al cortile interno, sono caduti dall’alto parti d’intonaco staccatisi a seguito delle abbondanti precipitazioni meteoriche verificatesi. L’area è stata prontamente interdetta, ma si teme che possano verificarsi ulteriori distacchi. Sempre nel mese di novembre, in seguito ad avverse condizioni meteo, si è verificata una copiosa infiltrazione di acqua piovana all’interno del locale tecnico esterno, che ha provocato un guasto al quadro elettrico dal quale è alimentato il cancello carrabile».

La sede ischitana del liceo non se la passa meglio, dal momento che «negli ultimi mesi si sono verificati diversi distacchi d’intonaco e calcestruzzo dall’intradosso delle rampe ai vari livelli della scala di sicurezza esterna e dalle pareti perimetrali che delimitano il vano scala, causati da ammaloramenti diffusi e generalizzati dei copriferri dovuti all’ossidazione delle armature presenti. Nel mese di ottobre 2016, nel corso di un regolare controllo periodico effettuato da funzionari della locale Asl […], è stato notificato a questo liceo il verbale che dispone il fermo amministrativo dell’impianto ascensore, a causa delle continue infiltrazioni di acqua meteorica che si verificano all’interno del vano corsa. Da anni si verificano copiose infiltrazioni di acqua meteorica in corrispondenza dei giunti strutturali della sede che causano evidenti macchie di umidità all’intradosso dei solai di copertura e nelle parti immediatamente sottostanti delle pareti interne, con tipiche efflorescenze nell’intonaco causate da infiltrazioni di acqua. Questa situazione si ripete anche ai piani sottostanti e, nonostante le continue sistematiche segnalazioni di intervento, non è mai stata affrontata in termini risolutivi».

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