CRONACAPRIMO PIANO

“Rotonda sul Mare”, annullata l’assoluzione di Colella

Colpo di scena giudiziario sul caso legato alla struttura turistico-ricettiva di Forio, il cui proprietario era uscito “pulito” dal processo nel luglio dello scorso anno per tenuità del fatto contestato: la Cassazione ha accolto il ricorso del pubblico ministero Vanacore, ci sarà un processo bis. E adesso…

La vicenda giudiziaria che riguarda Amerigo Colella, imprenditore ischitano e titolare della storica struttura turistico-ricettiva “La Rotonda sul Mare” di Forio, torna nuovamente al centro delle aule di giustizia dopo che pareva essere andata definitivamente in archivio lo scorso anno. La TerzaSezione della Corte Suprema di Cassazione, riunita in camera di consiglio il 12 febbraio 2026, ha infatti annullato con rinvio la sentenza di assoluzione pronunciata in primo grado, disponendo un nuovo giudizio davanti a un diverso giudice del Tribunale. La decisione della Suprema Corte arriva al termine del ricorso presentato dal pubblico ministero Giulio Vanacore, che aveva impugnato la sentenza con cui il giudice monocratico aveva assolto l’imprenditore per intervenuto ripristino dello stato dei luoghi e per la particolare tenuità del fatto. I giudici della Cassazione hanno dunque ritenuto necessario un nuovo esame della vicenda processuale, stabilendo che il procedimento torni al vaglio del giudice di primo grado. Il provvedimento riapre di fatto un contenzioso che sembrava ormai definitivamente chiuso. L’assoluzione pronunciata nel luglio 2025 aveva infatti segnato un passaggio importante nella lunga vicenda giudiziaria legata alla struttura turistica affacciata sul lungomare di Forio, con il dissequestro dell’immobile e la conclusione del processo con esito favorevole per l’imputato. Ora, però, l’annullamento disposto dalla Cassazione riporta l’intera vicenda davanti al tribunale per una nuova valutazione dei fatti contestati.

Il procedimento riguarda una serie di presunti abusi edilizi che, secondo l’impostazione accusatoria, sarebbero stati realizzati all’interno del complesso turistico “La Rotonda sul Mare”, struttura storica del territorio foriano. Le contestazioni riguardano interventi edilizi ritenuti eseguiti in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e demaniale, senza le necessarie autorizzazioni edilizie, paesaggistiche e sismiche. Tra le opere indicate nell’imputazione figurano ampliamenti e modifiche strutturali realizzati nell’area del ristorante e della struttura alberghiera, tra cui la trasformazione di alcuni locali, la creazione di nuovi ambienti di servizio e la modifica dei prospetti mediante l’apertura di nuovi vani. Nel fascicolo d’indagine sono stati inoltre indicati uno sbancamento di circa 150 metri quadrati con asportazione di terreno vegetale e la realizzazione di una scogliera mediante la posa di massi tufacei che, secondo l’accusa, avrebbe determinato anche l’occupazione dello specchio acqueo antistante la struttura.

Il 17 luglio 2025 il giudice monocratico del Tribunale di Ischia, Mariafranca Palagano, aveva assolto Amerigo Colella dalle accuse contestate, ritenendo determinante l’avvenuto ripristino dello stato dei luoghi e la particolare tenuità del fatto. La sentenza era arrivata al termine di un procedimento nato nell’ottobre 2023, quando la Capitaneria di Porto di Forio, su delega della Procura della Repubblica di Napoli, aveva disposto il sequestro della struttura. L’operazione era stata condotta dall’Ufficio Locale Marittimo della Guardia Costiera con il supporto della Polizia Municipale. All’epoca gli investigatori avevano ipotizzato l’esistenza di un complesso turistico completamente abusivo affacciato sul lungomare del comune isolano. L’immobile risultava composto da tre piani e nove appartamenti: sei al piano terra, due al primo piano e uno al secondo. Ai proprietari venivano contestati i reati di costruzione abusiva, violazioni della normativa paesaggistica e sismica e occupazione illecita di demanio marittimo. Secondo l’accusa, nell’immobile sarebbero state eseguite opere edilizie rilevanti, tra cui uno sbancamento di circa 150 metri quadrati con asportazione di circa 450 metri cubi di terreno vegetale, la realizzazione di una scogliera privata di circa 80 metri quadrati priva di concessione, la costruzione di nuovi locali a servizio della struttura e la modifica dei prospetti mediante l’apertura di nuovi vani. La difesa di Amerigo Colella, rappresentata dagli avvocati Bruno Molinaro e Ivan Colella, aveva invece sostenuto che gli interventi contestati fossero stati oggetto di successivo ripristino, con il ritorno dei luoghi allo stato originario. Nella memoria difensiva era stato evidenziato come la rimessione in pristino determinasse l’estinzione del reato paesaggistico previsto dall’articolo 181 del decreto legislativo 42 del 2004 e facesse venir meno l’antigiuridicità delle altre contestazioni. Secondo la difesa, inoltre, il provvedimento di sequestro avrebbe dovuto essere limitato esclusivamente alle porzioni eventualmente interessate dalle opere contestate, nel rispetto del principio di proporzionalità che regola le misure cautelari reali. Nella memoria depositata in giudizio veniva inoltre sottolineato come il protrarsi dell’inutilizzabilità della struttura avrebbe potuto determinare conseguenze rilevanti non solo per l’attività imprenditoriale, ma anche per l’immagine turistica dell’isola d’Ischia, già segnata dagli effetti dell’alluvione del 2022 e impegnata in una fase di rilancio del settore turistico. Il giudice monocratico aveva accolto tali argomentazioni, pronunciando l’assoluzione e disponendo contestualmente il dissequestro dell’immobile. Con la decisione della Corte di Cassazione, la vicenda torna ora davanti al tribunale per un nuovo esame. L’annullamento con rinvio della sentenza comporta infatti la celebrazione di un nuovo processo di primo grado davanti a un diverso giudice, che dovrà rivalutare la posizione dell’imputato alla luce delle contestazioni formulate dalla Procura. La storia giudiziaria legata alla “Rotonda sul Mare”, dunque, non può ancora dirsi conclusa. Dopo il sequestro del 2023, il processo di primo grado e l’assoluzione del 2025, il caso approda nuovamente in tribunale, dove sarà chiamato a un nuovo giudizio che dovrà definire nuovamente il quadro delle responsabilità contestate.

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