POLITICA

Castagna pensa alla salute: «Viene prima di tutto»

Il sindaco di Casamicciola respinge le polemiche sulla scelta di mettere un albergo a disposizione di chi non sa dove trascorrere la quarantena e rilancia: «Mi vergogno per chi mi ha chiuso la porta in faccia»

«Un sindaco dimostra di essere tale quando opera nell’interesse della comunità. Non sono un sindaco solo di rappresentanza. Ci sono quando c’è da indossare la fascia tricolore alle processioni, ma ci sono anche e soprattutto quando c’è da prendersi delle responsabilità. L’ho sempre fatto. E non mi sono tirato indietro questa volta».  A parlare è Giovanbattista Castagna il sindaco di Casamicciola dopo le polemiche scatenate per aver stipulato la convenzione per l’affidamento del servizio di vitto ed alloggio per le persone che mancano dall’isola d’Ischia da più di 48 ore e che chiedono di trascorrere l’isolamento fiduciario dei 14 giorni presso una struttura alberghiera. Il primo cittadino di Casamicciola ci spiega da com’è nata questa esigenza.  ««L’esigenza di trovare una struttura per far trascorrere la quarantena a chi torna sull’isola, è nata nel non voler lasciare nessuno da solo. Non ho voluto che i miei compaesani venissero lasciati per strada».

Giovanbattista Castagna è chiaro: «chi è tornato dall’estero e non poteva fare la quarantena in casa, davvero non aveva dove andare. E non me la sono sentita di essere indifferente rispetto alle richieste della mia comunità». Castagna è il sindaco che nei primi giorni di marzo ha chiesto al ministero della Difesa di “utilizzare l’attuale sede del Palazzo Reale di Ischia come area da destinare a zona di quarantena oltre che luogo di degenza per eventuali e ulteriori ricoveri in caso di sovraffollamento dell’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno”.   «Quando e se la struttura sarà messa a disposizione – chiarisce – per quel che mi riguarda il problema sarà risolto. Fino ad allora, per i miei concittadini che ne fanno richiesta e che vengono dalla terraferma, c’è un posto sicuro dove fare la quarantena». Castagna è amareggiato. Le polemiche degli ultimi giorni l’hanno colpito. Ma non affondato. «Probabilmente se mi avessero dato ascolto sull’isola avremmo qualche caso in meno. Con i ‘se’ e con i ‘ma’ la storia non si scrive, ed allora mentre il medico studia, l’ammalato muore. E così ho deciso di muovermi da solo». Giovanbattista Castagna è lo stesso sindaco che ha affrontato l’emergenza terremoto. Ed oggi, come allora, non si preoccupa di fare delle scelte che non piacciono a tutti.  

«Non è stato semplice trovare una struttura idonea», ci confida il sindaco. Il Marina 10 è stato scelto perché soddisfa i requisiti richiesti allo scopo, a partire dalla ridotta distanza dall’ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno, quindi facilmente raggiungibile in caso di necessità da mezzi di soccorso, senza gli ostacoli di un centro densamente abitato. L’hotel ha venti camere, tutte pronte ad ospitare i soggetti interessati dall’iniziativa, e il titolare ha dato la completa disponibilità a offrire un servizio di assistenza alla popolazione secondo le modalità già messe in atto durante il sisma del 21 agosto 2017, garantendo il rispetto delle norme per la sicurezza dei lavoratori. Il vitto è garantito con le modalità di pasti preconfezionati in monoporzione e vettovaglie monouso. La polemica adesso a sollevarla è il sindaco. Non per aver scelto di offrire una possibilità ai casamicciolesi che devono fare la quarantena, ma per chi «mi ha chiuso la porta in faccia».  «Molti albergatori – conferma Castagna – non hanno fatto bella figura perché mi hanno chiuso la porta in faccia. C’è chi non ha avuto remore a chiamare me e gli altri sindaci la famosa ordinanza del 23 febbraio per criticarci aspramente, eppure oggi ci danno ragione. Malgrado ciò non hanno imparato la lezione. Nemmeno l’associazione degli albergatori mi è stata vicino. Mi sarei aspettato un comportamento diverso. Si dice che ci si aiuta nel momento del bisogno, ed in questo momento ho capito su chi poter contare. E non solo coloro che mi hanno chiuso la porta in faccia. Sono stati tanti i proprietari di alberghi che ho contattato che mi hanno opposto un fermo e secco rifiuto».  «E questo mi fa male – ha spiegato il sindaco – Non per me, ma per chi ne ha bisogno». Per questo Giovanbattista Castagna ha deciso che «Quando tutto ciò sarà finito ringrazierò con un encomio le persone che hanno messo a disposizione le proprie strutture. Soprattutto rispetto a chi non l’ha fatto». Castagna è davvero ferito dall’atteggiamento inaspettato di alcuni albergatori.  «Evidentemente non hanno capito che chi al momento sta trascorrendo la propria quarantena in albergo sta lì per necessità, non per farsi una vacanza. Stanno chiusi in camera, non vedono nessuno e non possono uscire dalla camera. I pasti gli vengono consegnati fuori la porta e quando l’addetto si allontana, aprono la porta e prendono i vassoi», ci spiega. E ci assicura; «Questa di certo non è una vacanza». Le persone che stanno trascorrendo la quarantena in albergo sono in contatto con il sindaco, con i medici di base e con l’Asl.  «Al termine dei 14 giorni se (come ci auguriamo) stanno bene, torneranno nella propria abitazione con i propri familiari senza mettere a rischio la salute dei propri cari».

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