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Castagna rompe gli indugi: Acquistare test rapidi per Covid-19

Il sindaco di Casamicciola vara un’ordinanza ad hoc con la quale viene dato incarico un medico specializzato incaricato di effettuare gli esimi e di sottoporre apposita convenzione. Individuate anche le quattro categorie che avranno priorità nel sostenere l’importante esame preliminare

Accelerare, e farlo subito. Il sindaco di Casamicciola, Giovan Battista Castagna, rompe gli indugi e firma un’ordinanza avente ad oggetto “Ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19: ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3 della legge 23 dicembre 1978 n. 833, acquisto test rapidi per la ricerca degli anticorpi anti Covid 19. Nel dispositivo il primo cittadino ha ordinato al responsabile dell’area tecnico Mimmo Baldino di “ individuare ad horas mediante indagine speditiva da effettuarsi anche in via telefonica o telematica, un medico specializzato che si impegni alla fornitura e somministrazione dei test Rapidi per la ricerca degli anticorpi anti-Covid19, strumento diagnostico professionale medico certificato presso il Ministero della Salute e fornire i relativi risultati all’ASL Napoli 2Nord ed al Comune di Casamicciola Terme, oltre che all’interessato” oltre che “stipulare apposita convenzione con il medico specialista”. Di fatto Castagna si rivolge a un medico perché più abilitato a poter utilizzare presidi sanitari ma è chiaro che l’iniziativa porta l’egida del Comune termale. Ovviamente nell’ordinanza viene chiesto anche di “predisporre apposita liberatoria, sotto forma di dichiarazione, che tutti i soggetti che saranno sottoposti ai test rapidi per la ricerca degli anticorpi anti Covid 19, dovranno sottoscrivere prima della somministrazione e ancora che “i cittadini residenti o dimoranti sul territorio comunale appartenenti alle categoria A, B, C e D saranno sottoposti previo rilascio di consenso informato e di liberatoria, al test in vitro veloce al fine di svolgere l’indagine epidemiologica di cui in premessa”.

Detto che l’ordinanza in questione è stata inviata all’Asl Na 2 Nord, al Prefetto di Napoli ed al presidente della giunta regionale della Campania, è il caso di sottolineare le categorie che rientrano nelle categorie sopra indicate e che avranno priorità tra coloro che saranno sottoposti al cosiddetto test rapido. Nell’ordine si tratta di soggetti potenzialmente collegati ad un cluster o comunque esposti a contagio (contatti famigliari, lavorativi o sociali/occasionali di casi sospetti o confermati) che sono stati o possono essere stati a contatto con un caso confermato o probabile di COVID-19, focalizzando la ricerca degli stessi con particolare attenzione alle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi fino al momento della diagnosi e dell’isolamento del caso; personale del Servizio Sanitario Regionale, i medici di medicina generale (medici di famiglia), i pediatra di libera scelta, i farmacisti, gli operatori delle Strutture per non autosufficienti; alcune categorie di lavoratori dei “Servizi Essenziali” con priorità verso quelli con maggiore contatto con la popolazione generale, iniziando pertanto con gli addetti alle casse dei supermercati e negozi alimentari e la cui attività non è sospesa, Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine, con possibilità di ampliamento al variare dello scenario epidemiologico; i soggetti rientrati sul territorio comunale e loro familiari e/o contatti”.

Nella sua ordinanza Giovan Battista Castagna ricorda anche che “la conformazione del territorio e la sua insularità, in uno alla elevata densità di popolazione rendono quanto mai elevato il rischio di contagio che, in considerazione della morfologia sul territorio, potrebbe anche interessare la popolazione del Comune di Casamicciola Terme” e poi cita anche la lettera inviata insieme agli altri colleghi sindaci nella quale si rammenta ad Asl, De Luca e Prefetti che ci sono oltre 40 pazienti in attesa di conoscere l’esito del tampone o addirittura in attesa della sua effettuazione, anche ad oltre sette giorni dalla richiesta”. Tempi oggettivamente inaccettabili e che rischiano davvero di causare un effetto domino dalle conseguenze preoccupanti. In altra parte del documento, ancora, viene sottolineato come “l’attività di test rapido non è in contrasto con le attività diagnostiche previste dai protocolli ufficiali, ai quali è necessario sempre attenersi come stabilito dal ministero della Salute e dall’ISS per quanto riguarda l’accertamento diagnostico per COVID-19” e che “l’implementazione del test rapido è da intendersi quale supporto aggiuntivo, ai protocolli diagnostici ufficiali, e come elemento di tutela della popolazione locale”. Insomma, non resta di capire adesso quali saranno i tempi per arrivare a dama, come si dice in gergo. E’ ovvio che questi test potrebbero rappresentare un alleato preliminare al tampone classico anche perché, lo ricordiamo, sono attendibili al 97 per cento in caso di eventuale positività del paziente. Ecco perché, sempre nella sua ordinanza, Castagna ribadisce che “i test non sono né alternativi né sostitutivi del cosiddetto tampone ma possono fornire in determinati casi (eventuale positività del paziente) dei risultati non certi ma altamente probabili, importantissimi nella prima fase dell’emergenza”.

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