CRONACA

Cava Cappella, l’acquisizione sanante è realtà

Il Consiglio Comunale di Barano d’Ischia chiude il lungo contenzioso sull’esproprio, si chiude così una controversia che si trascinava davvero da tempo immemore

Dopo anni di sollecitazioni, sentenze e atti amministrativi, arriva finalmente il provvedimento che mette la parola “fine” alla lunga vicenda della Cava Cappella. Il Consiglio comunale di Barano d’Ischia ha approvato la delibera per l’acquisizione sanante del terreno occupato senza titolo, chiudendo così il contenzioso con i proprietari del bene, i Di Scala.

UN PERCORSO TORTUOSO FRA GIUSTIZIA E PUBBLICA UTILITÀ
La vicenda prende le mosse dalla delibera di Giunta del 1999, che prevedeva la realizzazione di impianti sportivi su un’area dichiarata di pubblica utilità. Il Comune aveva occupato una particella di 256 mq del terreno, di cui 100 mq dal luglio 2000 e i restanti 156 mq da marzo 2001. Tuttavia, all’occupazione non seguì il provvedimento di esproprio definitivo, rendendo inefficace la dichiarazione di pubblica utilità e, di conseguenza, illegittima l’occupazione stessa. È tutto scritto agli atti del municipio. Ma andiamo con ordine e leggiamo i documenti pubblici. Nel corso degli anni, la trasformazione irreversibile di circa 200 mq del fondo, con la distruzione del manufatto interrato adibito a cellaio/grotta, ha reso impossibile il ritorno allo status quo ante. Nel febbraio 2023, una delibera di Giunta diede indirizzo all’Ufficio Tecnico Comunale di predisporre tutti gli atti necessari per l’acquisizione dell’area, compresa la comunicazione agli interessati e la quantificazione dell’indennità dovuta, ma il TAR ritenne insufficiente tale atto, ordinando una deliberazione espressa.

L’ACQUISIZIONE SANANTE: L’UNICA VIA PERCORRIBILE
Il Consiglio comunale ha motivato la scelta dell’acquisizione sanante sottolineando che non vi erano soluzioni alternative praticabili, in quanto l’interesse pubblico alla realizzazione e al mantenimento della struttura sportiva rimaneva attuale e imprescindibile. Restituire il terreno avrebbe comportato costi ingenti senza alcun vantaggio per il patrimonio comunale, mentre l’acquisizione permetteva di conservare un bene ormai utilizzato da diverse associazioni sportive dilettantistiche. La vicenda si è conclusa con il deposito, presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Territoriale dello Stato di Napoli, della somma di 14.209,56 euro, relativa all’indennità legittima da corrispondere ai proprietari, con relativi interessi. La perizia tecnica ha fissato l’indennità totale in 25.342,83 euro, redatta dal geom. Luigi Patalano. Una vicenda che certamente poteva chiudersi prima, anche alla luce dell’importo esiguo pagato dall’ente pubblico per l’acquisizione del bene, così evitando anni di contenziosi e risorse impiegate. Tuttavia, la decisione del Consiglio comunale, in esecuzione della sentenza del TAR Campania n. 3428/2025 e della Corte d’Appello di Napoli n. 2085/2020, ha portato all’acquisizione al patrimonio indisponibile del Comune di Barano d’Ischia della particella sita in località Cava Cappella (Foglio 19, p.lla 715, 256 mq). Così si conclude una lunga e perniciosa vicenda, chiusasi solo grazie alla tenacia nell’affrontare le complessità amministrative e giudiziarie, che ha permesso di tutelare l’interesse pubblico e di mettere a disposizione della comunità un bene prezioso – nonostante il tempo trascorso e le difficoltà incontrate. L’area, oggi, è finalmente parte integrante del patrimonio comunale e continuerà a servire la collettività, simbolo di una risoluzione sofferta ma necessaria.

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