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Cava dell’Isola, pronta la nuova ordinanza

Dopo il crollo verificatosi lunedì scorso e il successivo sopralluogo, il Comune aggiorna l’estensione delle aree vietate, ma la spiaggia per ora resta aperta al pubblico

La frana verificatasi lunedì scorso sulla spiaggia di Cava dell’Isola ha prevedibilmente imposto l’emissione di un nuovo provvedimento riguardo l’estensione dell’area di divieto di accesso. Una nuova ordinanza è infatti pronta per essere pubblicata da parte dell’architetto Giampiero Lamonica, responsabile del quinto settore del Comune di Forio, nella quale saranno in sostanza aggiornate le disposizioni del precedente provvedimento, varato agli inizi di luglio, quando venne revocata l’interdizione all’arenile, in seguito alla precedente frana verificatasi a giugno. Il cedimento del costone stavolta si è verificato in corrispondenza delle “sorgenti”, laddove il terrapieno è maggiormente “imbevuto” d’acqua. Il materiale franato è arrivato al limite della transenna installata a luglio, senza dunque invadere gli spazi aperti all’accesso dei bagnanti.

Il Comune non ha ritenuto per ora di chiudere l’intero arenile, ma appunto di estendere l’area di divieto tramite i consueti transennamenti, e di interdire alcuni dei terrazzi facenti parte della struttura alberghiera soprastante il costone, per prevenire i rischi di ulteriori cedimenti.

La nuova ordinanza, quindi, finirà per aggiornare la delimitazione tra aree aperte al pubblico e quelle interdette, e resterà valida fino al termine della stagione, consentendo l’ingresso a partire dalla scala di accesso fino all’area delle sorgenti (che sarà appunto oggetto di “aggiornamenti” nella delimitazione sia a nord che a sud con transennamenti completi di adeguata cartellonistica), permettendo la balneazione in determinate zone.

Anche stavolta il provvedimento è stato redatto con la fattiva assistenza della geologa Filomena Miragliuolo, alla quale era stato conferito l’incarico di verificare le condizioni di stabilità del costone della spiaggia allo scopo della riapertura, anche parziale, alla pubblica fruizione oltre che per monitorare il costone stesso, durante il periodo di riapertura.

Lunedì scorso subito dopo il cedimento la dottoressa Miragliuolo e l’architetto Lamonica hanno effettuato un lungo sopralluogo, durato alcune ore, durante il quale sono state prese le determinazioni trasfuse poi nell’ordinanza che con ogni probabilità verrà pubblicata oggi stesso.

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Dopo il 30 ottobre dovrebbe poi nuovamente rientrare in vigore l’ordinanza dirigenziale n.22/2014 che vietava l’accesso, il transito, la sosta di persone o cose, nonché la balneazione e la navigazione nella zona della Spiaggia di Cava dell’Isola, nella sua interezza e lo specchio acqueo antistante per una profondità verso il largo di cinquanta metri dalla linea media della battigia.

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Nel settore settentrionale, definita area A1, dove “le limitate altezze della falesia, la presenza di cumuli di frana in parte stabilizzati dalla presenza di un canneto, in parte oggetto di sistemazione mediante gabbianate”, il rischio viene reputato basso.

Maggiori problematiche presenta il settore meridionale, la cosiddetta area A2, nella quale fu rilevata la permanenza di situazioni di alto rischio di frana: il settore è caratterizzato da pareti sub-verticali di notevole altezza, e lungo il quale secondo l’esperta va vietato il transito e la sosta per una distanza di non meno di venti metri dal piede della parete. Saranno comunque frequenti le operazioni di controllo, in riferimento alle normative vigenti in materia di emergenza da Covid-19 e alle varie ordinanze emesse dalla regione. 

Controlli resi necessari dalla frequenza dei crolli registrati, in gran parte causati dai fenomeni erosivi che interessano da molti anni tutto il litorale foriano, dal Soccorso fino a Citara, dove la composizione dei costoni tende costantemente a cedere, vista la natura friabile. Come si ricorderà, la proprietà dell’albergo sovrastante aveva dato la propria disponibilità a realizzare a proprie spese un’opera di contenimento e messa in sicurezza dell’intero costone: tuttavia, fino ad oggi non è ancora arrivato il via libera della Soprintendenza, nonostante la convocazione di diverse conferenze di servizi sul tema. Serve l’autorizzazione paesaggistica, per mettere mano al progetto già redatto e dare il via ai lavori, per bloccare la sequenza di episodi franosi (e i rischi conseguenti), che si verificarono più di una volta anche durante lo scorso inverno, a riprova del precario assetto geologico del costone che troneggia su una spiaggia che, nonostante tutto, resta tra le più amate e frequentate dell’isola.

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