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Cava, nuova frana sulla spiaggia: è agonia “infinita”

FORIO. Cava continua a franare, lenta ed inesorabile. L’ennesimo smottamento è avvenuto nella notte di martedì. Quel mix di abusivismo edilizio e cattiva gestione del territorio da parte delle amministrazioni comunali sta compromettendo, forse in maniera irreparabile, una delle baie più suggestive, amate e frequentate dell’isola. E poco importa, ormai, se la CastHotels provvederà a breve alla stesura del progetto preliminare. Perché Cava sta morendo, in maniera lenta ed inesorabile. E prima che il progetto venga visionato ed approvato dalle varie autorità competenti, Cava potrebbe già essere stata cancellata dalle carte geografiche dell’isola.

Amata dai ragazzi, che l’hanno eletta a spiaggia più trend dell’isola, Cava è uno di quei scorci suggestivi che tanto piacciono alle migliaia di turisti che si riversano sull’isola per le vacanze. Perché, allora, lasciarla morire in questo modo?

«Dopo le prime piogge – attacca Augusto Coppola, voce critica della società civile foriana – uno smottamento di ragguardevoli dimensioni, del panettone inconsistente di terra, che continuiamo a chiamare “costone, falesia (sbagliatissimo!) e non so cosa altro. Nulla che possa stupirci. In effetti, frana qui, frana li, frana per colpa della falda, dell’acqua che sgorga, sempre di più…, ma mai si parla di cause dovute al fatto, che su questa montagna di terra, si è cementato troppo. La costruzione dell’albergo, con enormi superfici pavimentate, ha giocato un ruolo importante. Dove va tutta l’acqua delle superfici impermeabili, non lo so, ma sicuramente una parte dell’acqua ha persorso la strada privata dell’albergo, che punta sulla spiaggia, finendo nel “costone”. Infatti, questa opera è interrotta proprio nel punto di distacco della frana o smottamento, che dir si voglia. Ovviamente è una mia ipotesi, ma sono un ottimo osservatore. Penso che i Tecnici comunali, dovrebbero farsi una passeggiatina e ragionarci su, come di solito faccio io. Nelle prime tre foto, si può “apprezzare la frana”, nelle seconde tre, ho indicato con delle frecce rosse il punto in cui la strada si interrompe e con quelle blu, la zona di frana… esattamente al di sotto del limite della strada interrotta. Le ultime due foto, sono una curiosità… il divieto di accesso alla spiaggia, appena apposto e come si presenta oggi, in quanto il mare ha riportato molta sabbia. Poi ci sono altre cause di smottamenti, che vanno ricercate “sotto” la struttura che vediamo, ma non spetta a me chiarire e non lo farò. Chi però sa e sta zitto…, almeno non dicesse in giro, con quella bocca lercia, che sono io il “criminale”, la cosa mi sta stancando e aspetto la goccia che faccia traboccare il vaso. “Il bue che chiama cornuto l’asino”».

 

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