Cavi affiorati dopo le mareggiate, ecco il progetto
Dopo le violente mareggiate di metà febbraio che hanno provocato l’erosione della spiaggia in località Fundera, Terna ha predisposto un intervento tecnico per il ripristino dell’arenile e la messa in sicurezza dell’elettrodotto sottomarino Cuma-Ischia. Il piano prevede il trasferimento di sedimenti marini da un’area individuata al largo di Lacco Ameno verso il tratto costiero danneggiato

Una nota ufficiale trasmessa da Terna Rete Italia ai Comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno descrive nel dettaglio l’intervento progettato per il ripristino dell’arenile nella località Fundera, nel tratto costiero interessato dal passaggio dell’elettrodotto sottomarino a 150 kV Cuma–Ischia. L’iniziativa nasce a seguito dei danni provocati dalle mareggiate del 13 e 14 febbraio scorso, che hanno determinato fenomeni di erosione della spiaggia e l’affioramento dei cavi dell’infrastruttura elettrica nelle immediate vicinanze della battigia. La documentazione inviata dall’unità Impianti di Frattamaggiore del Dipartimento Trasmissione Sud di Terna, firmata dal responsabile Ferdinando Imperatore e datata 5 marzo, è stata trasmessa ai due Comuni interessati anche in riferimento all’ordinanza emanata dal Comune di Casamicciola Terme il 26 febbraio e a quella dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Ischia del 27 febbraio. I provvedimenti ordinano alla società il ripristino dello stato dei luoghi al fine di garantire la sicurezza pubblica e privata.
Il progetto riguarda l’arenile della località Fundera, compreso nel territorio dei Comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno, all’interno dell’unità fisiografica denominata “Casamicciola”, delimitata tra Punta di Monte Vico e Punta La Scrofa. In questo tratto costiero il moto ondoso delle mareggiate ha provocato una significativa erosione della spiaggia, danneggiando l’alloggiamento dei cavi sottomarini e portando alla loro esposizione superficiale. La relazione tecnica allegata evidenzia che l’area interessata dall’intervento è classificata nelle cartografie regionali come zona di pericolosità da inondazione ed erosione delle coste basse e, allo stesso tempo, come area a rischio elevato per fenomeni franosi. La perdita di sedimento lungo la linea di riva ha contribuito a ridurre la copertura naturale che proteggeva il cavidotto, rendendo necessario un intervento di ripristino dell’arenile attraverso il trasferimento di materiale sabbioso. Il progetto prevede il ripascimento della spiaggia mediante il prelievo di sedimenti da un’area marina individuata al largo della costa di Lacco Ameno e il loro successivo deposito lungo il tratto di arenile interessato dall’erosione. Le aree di prelievo e di deposito sono state identificate a seguito di rilievi topografici e batimetrici effettuati nei mesi precedenti. L’area destinata al deposito dei sedimenti si sviluppa lungo una fascia costiera di circa cento metri lineari, mentre la zona individuata per il prelievo del materiale si estende su una superficie di circa 7.900 metri quadrati in mare, sempre nel territorio di Lacco Ameno. Le coordinate geografiche delle due aree sono state definite attraverso un sistema di riferimento UTM e sono riportate nella documentazione progettuale.
Il metodo operativo indicato nella relazione prevede l’impiego di una draga posizionata nell’area di prelievo individuata in mare. Le operazioni inizieranno con il posizionamento di gavitelli geo referenziati che delimiteranno il perimetro di lavoro. Successivamente la draga verrà collocata all’interno dell’area stabilita e si procederà con la discesa della pompa di aspirazione fino alla profondità prevista, controllata tramite sistemi elettronici di misurazione batimetrica. Una volta avviata la fase di aspirazione, i sedimenti verranno convogliati verso la spiaggia mediante un sabbiodotto galleggiante che collegherà la pompa installata sulla draga con il punto di deposito sull’arenile. Il materiale aspirato verrà quindi refluìto sulla spiaggia, dove un escavatore gommato provvederà a mantenere in posizione la tubazione e a distribuire i sedimenti lungo la linea di intervento, movimentando il sabbiodotto e livellando il materiale depositato. L’intervento è articolato in tre fasi operative principali. La prima riguarda l’allestimento del cantiere e delle attrezzature necessarie alle operazioni in mare e a terra. La seconda fase comprende il prelievo dei sedimenti, il loro trasporto attraverso il sabbiodotto e il successivo spianamento sull’arenile. La terza fase prevede lo smobilizzo del cantiere e la rimozione delle strutture temporanee impiegate durante i lavori. Il cronoprogramma riportato nella relazione tecnica stima un giorno per l’installazione del cantiere, due giorni per l’esecuzione delle lavorazioni di ripascimento e un ulteriore giorno per lo smontaggio delle attrezzature e il ripristino delle condizioni operative dell’area. La tempistica indicata non considera eventuali sospensioni dovute a condizioni meteorologiche avverse. La documentazione allegata include inoltre planimetrie e sezioni progettuali che mostrano la configurazione dell’arenile prima dell’intervento e quella prevista al termine delle operazioni. I rilievi batimetrici e topografici illustrano l’andamento della linea di riva, la distribuzione delle isobate e le sezioni del profilo costiero che verranno modificate attraverso il deposito dei sedimenti prelevati in mare. Contestualmente alla trasmissione del progetto, Terna ha richiesto alle amministrazioni comunali di attivare le procedure per l’emissione di un’ordinanza della Capitaneria di Porto competente, finalizzata all’interdizione temporanea dello specchio acqueo interessato dalle operazioni di dragaggio e ripascimento.




