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C’è il lockdwn, Natale “spettrale” sull’isola

Strade deserte e piazze desolatamente vuote e silenziose dal pomeriggio della vigilia fino a tutta la giornata di ieri. Poche auto in strada, ha prevalso il senso di responsabilità della comunità ischitana. E’ solo il primo tempo di un “film” che proseguirà anche a Capodanno

Un Natale irripetibile, o almeno questo è l’auspicio di tutti. Soltanto la mattina della vigilia di Natale l’isola – ma presumiamo l’intero resto dello Stivale – pareva aver dimenticato fosse scattato il lockdown. Traffico in strada come in una giornata normale, strade affollate, supermercati presi d’assalto e gente che correva avanti e indietro alla ricerca delle poche tipologie di negozi ancora aperti al pubblico per riuscire a fare qualche regalo in extremis. Succede, quando ci si riduce last minute ma il periodo purtroppo non è proprio quello dei più indicati per dover pigiare il piede sull’acceleratore all’ultimo secondo. Ma dal pomeriggio di giovedì 24, da quando cioè è arrivato il tramonto, l’isola ha assunto una dimensione praticamente spettrale, che si è portata dietro anche per l’intera giornata di Santo Stefano. Con un quadro della situazione che – complice anche il curioso scherzo del calendario (oggi è domenica, quindi non si lavora e gli uffici sono chiusi) proseguirà anche nella giornata odierna. In attesa di ritornare in giallo, pardon in arancione, fino a tutta la giornata di mercoledì, prima di rituffarci nel chiuso delle nostre case tra mille restrizioni, anche legate alla visite ai propri cari.

Ha fatto strano, davvero, vedere zone come la Riva Destra, Ischia Ponte, il porto di Forio, Piazza Marina a Casamicciola, solitamente presi d’assalto per i brunch della vigilia, desolatamente vuoti, deserti. E le strade deserte nella giornata di Natale e ieri, quando pure ci si concedeva una passeggiata per riprendere fiato dalle abbuffate natalizie, hanno avuto un sapore “spettrale”, davvero incredibile ed al quale anche il cronista stentava a credere. Le forze dell’ordine hanno ovviamente monitorato il territorio, non c’è ancora l’esito dei controlli effettuati, ma possiamo dire con pressoché assoluta certezza che ha prevalso il senso del rispetto delle regole. Lo scarno numero di auto in strada nei giorni di Natale e Santo Stefano ha lasciato chiaramente intendere che in tanti hanno rinunciato al ricongiungimento con i parenti stretti ed alle tavolate di quelle “lunghe” ed abbondanti non solo per il numero di portate quanto per quello dei commensali presenti. Insomma, la parola “responsabilità” l’ha fatta da padrona ed anche quel termometro abitualmente rappresentato dai social sembra confermare la nostra tesi. Le foto postate su facebook e instagram raccontano di riunioni familiari tra pochi intimi, insomma le istantanee degli anni passati con fiumi di persone sedute attorno a un tavolo non si sono viste. E’ anche vero che forse chiunque si sarebbe ben guardato dal pubblicare istantanee “compromettenti”, ma ribadiamo che in linea di principio la sensazione è che davvero in molti abbiano preferito rimanere tra le mura domestiche rimandando a tempi migliori le riunioni allargate.

E così ci siamo messi alle spalle questo Natale surreale, stesso copione con il quale anche a Ischia chiuderemo l’anno solare. Senza la presenza di turisti fuori stagione cui avevamo fatto la piacevole abitudine da diversi anni a questa parte, senza i veglioni e i luculliani cenoni nei ristoranti, senza i veglioni che gremivano come da tradizione consolidata le piazze di Ischia e Casamicciola, con canti, balli e divertimento sfrenato fino all’alba. Cominciamo ad abituarci anche a un altro rituale al quale il Covid ci ha costretto a rinunciare. Sperando che non succeda mai più.

Foto Franco Trani

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Carlo

Sarebbe stato il più bel Natale di sempre se ci fossero state chiuse anche le chiese.

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