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C’è il nodo giunta dopo la festa, ecco tutte le spine di Enzo Ferrandino

La vittoria alle elezioni amministrative c’è stata, la proclamazione lunedì scorso in municipio anche, il susseguente brindisi con calici e cuori in alto pure. Adesso, però, la sbornia è davvero finita e dopo le rose ecco che per  il neo sindaco d’Ischia, Enzo Ferrandino, potrebbero cominciare ad arrivare anche le prime spine. Perché è cominciata ufficialmente la trafila che dovrà portare alla composizione della nuova giunta municipale. E c’è già qualche consigliere che, bisbigliando nell’orecchio del cronista, non ha voluto risparmiarsi una battutaccia: «Speriamo non occorra troppo, con tutti i tasselli da mettere al proprio posto rischiamo di arrivare a Natale». In realtà non sarà così, anche se quei tasselli non sono certamente destinati ad essere sistemati in tempi così celeri. Partiamo da un assunto, che ormai dovrebbe essere più o meno appurato. Il nuovo presidente del consiglio comunale, con ogni probabilità, sarà Luca Montagna. A dirlo è la logica oltre che le consolidate “usanze” e tradizioni, il consigliere uscente è stato il più votato lo scorso 11 giugno e dunque a lui toccherà la poltrona che fu di Gianluca Trani. Per la verità quello di Montagna non è l’unico nome che circola. Si fanno anche quelli di Ida De Maio ed Ottorino Mattera: ma Luca sembra intenzionato ad accettare e se così fosse è chiaro che il diritto di prelazione acquisito finirebbe col chiudere ogni tipo di discorso. E a proposito di Ottorino, ieri il primo cittadino Enzo Ferrandino ha aperto proprio con il leader di “Orizzonte Comune” la serie delle “consultazioni” che lo porterà ad avere un confronto serrato con i rappresentanti delle liste che hanno contribuito al successo elettorale, ovviamente quelle che sono riuscite ad esprimere anche consiglieri comunali (le altre, più o meno, non hanno fatto numero). L’intenzione del sindaco è cominciare a capire anche quali sono gli umori e soprattutto le aspettative degli alleati, proprio nel tentativo di capire se è possibile fare sintesi evitando così già i primi malumori di un percorso amministrativo quinquennale.

IL DRAMMA DI SPIGNESE, GLI SCIARAPPINI MEDITANO SULL’ASSESSORE

Rimanendo in quella “casa”, voci di corridoio dicono che né Mattera né l’altra consigliera eletta, Carmen Criscuolo, intendono schiodarsi dalla poltrona di consigliere comunale per rilevare lo status di assessore. Pare che non si guardi al primo dei non eletti in lista, e cioè Luca Spignese, con il massimo dell’entusiasmo ed ecco perché potrebbero chiedere proprio a lui, eventualmente, di andare a coprire la casella dell’esecutivo spettante ad Orizzonte Comune. E adesso rifacciamo un passo indietro, anzi due, e ritorniamo in casa del cosiddetto “Sciarappa’s team”. Nella lista del Movimento Cristiano Lavoratori, infatti, tiene ancora banco la questione legata alla sfida all’ultimo sangue – o meglio all’ultimo ricorso – tra Maurizio “Popolo” De Luise, uomo di fiducia dell’ex sindaco Giosi Ferrandino, e Valeria De Siano che proprio su quest’ultimo l’ha spuntata per tre voti riuscendo ad approdare nel civico consesso. L’intenzione, se le vicende successive non dovessero modificare lo status quo e dunque il risultato maturato lo scorso 11 giugno, sarebbe quello di indicare proprio il De Luise come potenziale assessore. Maurizio, dunque, e non Christian Ferrandino, altro oggetto del malumore sciarappino contro Giosi: i numeri usciti dalle urne per il consulente, infatti, non sono stati all’altezza delle aspettative ed in molti, dall’interno, hanno individuato proprio l’ex primo cittadino come colui che ha provveduto inopinatamente a “succhiare” consensi. Insomma, avrete capito che in questo momento c’è un clima da tutti contro tutti che certamente giova poco anche nel momento in cui bisognerà avere le idee chiare. Perché lanciare il “Popolo” vorrebbe anche significare mettere da parte una serie di frizioni, il che attualmente non è operazione agevole.

DI VAIA IN GIUNTA, SI PUO’: ECCO PERCHÈ

E adesso attenzione ad Ischia Democratica. Qui l’assessore prescelto potrebbe essere il consigliere uscente Luigi Di Vaia. Per carità, c’è sempre tanto di condizionale, ma almeno un paio di indizi ad onor del vero potrebbero condurre in questa direzione. Il primo, se volete, è fin troppo scontato: Di Vaia ha un legame di ferro, inossidabile con Enzo Ferrandino, che ha sempre difeso e per il quale ha sempre preteso la candidatura a sindaco. Insomma, non si aspetterebbe certamente colpi bassi dal primo cittadino e si sentirebbe garantito anche se dovesse lasciare lo “scranno” più sicuro del civico consesso. E poi attenzione ad un particolare nient’affatto da trascurare. Se Ottorino e Carmen non si muovono, Luigi potrebbe anche finalmente togliersi i “paccheri da faccia” da quella fastidiosa “convivenza” cui lo aveva costretto Giosi Ferrandino e che lo vedeva perennemente costretto a dover mantenere equilibri e simili con la Criscuolo in un settore come quello del turismo ed in particolare dell’organizzazione di eventi. Pensate un po’ se il geometra dovesse avocare a sé quelle deleghe e magari a “sfregio” si facesse ingolosire anche da Cimitero e Sport. Capirete come i mitra nella maggioranza venissero subito disseppelliti, a mo’ di ascia di guerra. Nel frattempo, tra mille dubbi, è lecito pensare a qualche certezza, sia pure… in itinere. L’impressione è che a breve tra il neo eletto Pasquale Balestriere e il consigliere riconfermato Massimo Trofa calerà il gelo più totale e forse a stento si pronuncerà il “buongiorno” quando ci si incrocia. E proviamo a spiegare il perché. Quando Giorgione “Sciupatiello” Balestrieri abbandonò la parrocchia di Domenico De Siano per sposare nuovamente quella dell’attuale maggioranza, chiese ed ottenne da Enzo Ferrandino la promessa che l’assessore di riferimento sarebbe stata la rediviva Marianna Boccanfuso. Un patto d’acciaio, questo, che non avrebbe trovato alcun ostacolo nemmeno da parte di Trofa, anche se un altro esponente della vecchia giunta, Rosanna Ambrosino, nella lista in oggetto è stata premiata con un maggiore suffragio dagli elettori. A giochi fatti, però, ecco arrivare la “turbolenza”. Proprio Pasquale Balestriere, infatti, avrebbe spiegato che quello dell’assessore è un “pegno” del sindaco ma che anche lui in un verso o nell’altro deve entrare a gioco. Capirete che la cosa ha creato non poca fibrillazione, e per adesso nulla di più. Già, ma fino a quando?

PAOLO FERRANDINO RISCHIA, E CON LUI GIOVANNI SORRENTINO

Nel frattempo lunedì pomeriggio non è passato inosservato l’atteggiamento un po’ dimesso dell’assessore uscente Paolo Ferrandino, rimasto ai margini della festa per la proclamazione di Enzo Ferrandino in municipio e che non pareva certo dell’umore migliore. Il geometra della Pagoda, infatti, avrebbe percepito le prime sensazioni sul fatto che la sua lista, Insieme per Ischia, potrebbe non avere un rappresentante in giunta. Un problema grosso, anche perché Paolo contava su quel tassello per poter lasciare il consiglio comunale e favorire così l’ingresso del (come al solito) scalpitante Giovanni Sorrentino, che adesso rischia di diventare un vero e proprio “martello pneumatico”. Detto più o meno della giunta, nell’ambito di quelli che sono gli equilibri interni alla maggioranza è lecito pensare che con Luca Montagna presidente del consiglio, la vicesindacatura potrebbe andare alla lista di Ottorino Mattera. In questo caso, però, forse l’ipotesi Spignese rischierebbe di tramontare. Ma dal momento che le tre liste che vanno per la maggiore sono separate di pochi voti, anche il nome di Luigi Di Vaia viene buono spendibile per la causa. Rischia seriamente di rimanere fuori dai giochi, almeno da quelli che contano, anche Pasquale Migliaccio, il quale è stato letteralmente “giustiziato” da Gigi Mollo, che durante la campagna elettorale ha “promesso certo e venuto meno sicuro”, facendogli mancare il sostegno necessario per approdare nel civico consesso. A proposito di “spartizioni” e dintorni, la nuova amministrazione comunale si troverà presto a dover fare i conti anche con un’altra patata bollente, ma questo se vogliamo era noto da tempo. La fusione delle tre società partecipate, che come è noto porterà alla costituzione di una sola azienda, taglierà due consigli d’amministrazione e di conseguenza altre caselle da poter riempire per i “famelici cacciatori”. Resterà da attribuire solo l’incarico di presidente della super partecipata, ma chi sarà il prescelto? Vabbè, c’è tempo per pensarci. Di spine, per adesso, ce ne sono fin troppe.

Gaetano Ferrandino

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