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Cede ancora il lungomare di Citara, buche e devastazioni per i turisti delle Feste

Un tratto di litorale ridotto a colabrodo: ecco come si presenta la passeggiata che porta ai Giardini Poseidon. Un progetto di riqualificazione ostaggio della burocrazia e il timore che anche per la prossima stagione turistica lo scenario resti tristemente lo stesso

Un lungomare squarciato dalle mareggiate. Una ferita aperta su una delle passeggiate più belle di Forio che, anziché rimarginarsi, s’infiamma ancora di più. A causa della violenta ondata di maltempo abbattutasi nelle ultime settimane, il mare ha determinato nuovi preoccupanti cedimenti in un’area ormai perennemente a rischio. Il marciapiede è crollato in diversi punti e più di una voragine si è aperta lungo la passeggiata che porta ai Giardini Poseidon, una delle attrazioni turistiche più note dell’Isola d’Ischia. L’intera zona è stata da tempo transennata per motivi di sicurezza, ma la forza d’urto del mare ha travolto anche recinzioni e transenne. Un problema che investe non solo il lungomare, ma anche le spiagge, gli stabilimenti turistici, i ristoranti, la strada (puntualmente invasa dalla sabbia, pietre e detriti) e per certi versi anche le (poche) abitazioni private della zona.

Ecco come si presentava il lungomare di Citara agli occhi di turisti e residenti che, nelle giornate di feste natalizie, si sono avventurati in una passeggiata al caldo sole del pomeriggio foriano: buche larghe e profonde, basoli saltati e divelti dalla furia del mare, muri di contenimento spaccati, palizzate di legno completamente distrutte, tubi in bella vista, transenne finite dappertutto e l’assoluta impossibilità di utilizzo di un marciapiede ridotto a colabrodo.

Uno scenario allarmante che, seppur fuori stagione, rischia di far precipitare il centro turistico in un nuovo incubo: quello di un litorale interdetto, o non pienamente sicuro, anche nella stagione 2020. Non basteranno certo i soliti rappezzi a evitare che, anche nei mesi più caldi, la furia del mare possa provocare ulteriori smottamenti e voragini, erodendo il tratto sottostante la passeggiata e la strada, rendendole oltremodo pericolose sia per i veicoli sia per i pedoni.

E sempre tenendo a mente che quel percorso costituisce l’unico tratto di passaggio pedonale che consente di raggiungere sia la spiaggia di Citara che il parco termale “Poseidon”, frequentato, da Pasqua in poi, da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Una via d’accesso ancora praticabile, ma assolutamente impresentabile.

Oggi l’Amministrazione guidata da Francesco Del Deo fronteggia un altro caso “groviera”: lo sprofondamento di parte del manto stradale in via Giovanni Mazzella, avvenuto nella mattinata di Santo Stefano, lo scorso 26 dicembre, e che solo per fatalità non ha provocato una tragedia, visto il passaggio costante di auto e pedoni sull’area interessata dall’ennesima voragine. Come intenda fronteggiarlo, in quali tempi e con quali garanzie, genera più d’una perplessità, visto che anche il lungomare di Citara, oltre due anni fa, fu oggetto di una delibera per riqualificare l’intera passeggiata dal piazzale di Citara fin all’ingresso dei Giardini Poseidon. Un progetto, approvato in sede di giunta municipale, che prevedevauna serie di interventi precisi mai eseguiti: “lo svellimento dei basoli che verranno recuperati e destinati ad altri interventi previsti dall’ente; la demolizione del massetto di sottofondo; l’eliminazione delle aiuole e delle scale di collegamento; lo scavo della passeggiata esistente per tutta la larghezza del percorso di profondità tale da raggiungere la quota strada; la realizzazione delle strutture di fondazione con la posa in opera di pali trivellati in calcestruzzo armato; la fornitura e la posa in opera di lastre di pietra lavica bocciardate; la rifioritura della scogliera esistente; la realizzazione di una fascia funzionale per la larghezza di un metro, dove si alterneranno zone verdi, elementi di arredo urbano e sistemi di illuminazione; la sostituzione della staccionata in legno con una nuova balaustra in acciaio inossidabile».

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Tutto lettera morta. Perché? Dal Comune di Forio l’inerzia è imputabile alla burocrazia. I tempi di perfezionamento dell’iter di un finanziamento della Città metropolitana da cui si attende (ancora?) l’ultimo atto di assegnazione definitiva del finanziamento. Dopodiché dovrebbe partire la gara d’appalto, nelle visioni più ottimistiche dell’ufficio tecnico fissata tra circa un mese. Molto più verosimilmente tra aprile e maggio, quando sarà impossibile cominciare i lavori in prossimità di una stagione turistica nella quale i nostri ospiti si troveranno di fronte l’ennesimo scempio di una costa e di un litorale che subiscono certo la forza della natura, ma anche l’incapacità di una politica a dare risposte tempestive ai grandi problemi dei territorio.

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Complessivamente, si tratta di una cinquantina di metri di lungomare che nel corso degli anni non è mai stato interessato da un vero e proprio intervento di riqualificazione che ne garantisse solidità e sicurezza. Solo rappezzi e interventi tampone. Ora chissà quanto bisognerà aspettare, prima di rivedere quella passeggiata in un stato che non faccia strabuzzare gli occhi alle migliaia di turisti italiani e internazionali che arriveranno da Pasqua in poi sulla nostra isola.
La furia delle onde, ormai sempre più frequente, e l’erosione crescente di quel tratto di lungomare hanno però anticipato tutti, rendendo chiaro che non possono esserci ulteriori ritardi o rinvii.

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