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Cellammare: «La giustizia isolana non perda questo treno»

ISCHIA. L’Assoforense ha riunito venerdì scorso il proprio direttivo. Molte le questioni sul tavolo. L’arrivo annunciato dei fondi per la sospirata ripresa dei lavori presso la sede storica del Tribunale di Ischia è l’occasione per fare il punto della situazione sui molteplici temi che la giustizia isolana si trova ad affrontare, in un anno che si preannuncia decisivo su più fronti. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Francesco Cellammare, Presidente dell’associazione isolana di categoria.

Finalmente il cantiere presso l’ex Pretura dovrebbe ripartire.

«Come avevo anticipato qualche giorno fa, dobbiamo mantenere i piedi per terra. Siamo già passati attraverso esperienze del genere. A volte, quando credi di aver ottenuto il risultato, esso  può rivelarsi invece del tutto illusorio. Dobbiamo quindi vigilare affinché le opere presso l’ex Pretura ricomincino e vengano realizzate nel miglior modo possibile. Non ci possiamo permettere pause nel programma dei lavori: a breve infatti avranno luogo le elezioni amministrative nel Comune di Ischia, ed è opportuno che tutto si concluda nei tempi previsti. A giugno dobbiamo lasciare lo stabile dell’ex Liceo Classico alla Città Metropolitana (a cui il plesso è stato ceduto in comodato d’uso perpetuo dal Comune d’Ischia, titolare dell’immobile), che dovrà riedificarlo nell’ambito dei programmi di edilizia scolastica. Soprattutto, è importante che i lavori si facciano bene. È vero che ormai siamo a marzo e che i tempi sono ristretti, ma nel “correre” dobbiamo mantenere comunque una certa oculatezza: non vorrei che per fare presto finissimo per buttare al vento un’occasione storica, quella di avere finalmente un Palazzo di Giustizia nuovo, ma anche sicuro e soprattutto funzionale. È necessario quindi coordinarsi col Ministero della Giustizia: al giorno d’oggi tutto viaggia sui canali telematici, quindi il nuovo edificio dovrà essere all’avanguardia anche dal punto di vista degli impianti. Il dirigente dell’Ufficio Speciale al Ministero ci avvertì affinché, nel momento in cui i lavori sarebbero ripresi, lo avvertissimo perché è sua intenzione inviare i tecnici che dovranno seguire la realizzazione degli impianti. Se perdessimo questa occasione, avremmo soltanto sprecato tempo e denaro. Pur non essendo particolarmente preoccupato, voglio comunque mantenere  un atteggiamento costruttivamente vigile. Abbassando la guardia si rischierebbe che i lavori vengano fatti male, vanificando gli enormi sforzi compiuti finora. È necessario dunque che il Comune mantenga un costante dialogo col Ministero: l’Assoforense certamente potrà e dovrà dare il suo contributo, ma spetta principalmente all’amministrazione  interfacciarsi con Roma».

È in vista una nuova assemblea?

«Penso che la convocheremo a breve: lo stesso Presidente del Consiglio dell’Ordine di Napoli, Armando Rossi, tiene molto a parteciparvi. Contiamo di indirla in occasione della ripresa dei lavori».

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Il mese scorso avevate deliberato la formazione di una commissione dell’Assoforense che “tenga d’occhio” i lavori:

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«Sì, ne fanno parte alcuni colleghi oltre a quelli che compongono il direttivo. Appena giunta la notizia dell’arrivo dei fondi, ci siamo recati presso l’ufficio tecnico di Ischia per capire insieme all’ingegner Grasso quando avranno effettivamente inizio i lavori. Non credo che la nostra Commissione possa essere vista come un’interferenza: noi vogliamo semplicemente collaborare nei limiti delle nostre competenze, come operatori del settore giustizia di cui conosciamo i problemi e le criticità. Intendiamo quindi portare un contributo di idee, anche in corso d’opera: credo che potrà soltanto essere utile, senza arrecare intralci di alcun genere.  Nei prossimi giorni farò di tutto per avere un appuntamento con il dirigente dell’Ufficio Speciale per la manutenzione degli uffici giudiziari. È fondamentale che esso monitori l’andamento dei lavori, apportando poi un fattivo contributo per la realizzazione degli impianti: non si può permettere che tali impianti vengano realizzati con standard inferiori a quelli che lo stesso Ufficio speciale suggerisce come idonei alla funzione giudiziaria: wi-fi, fibre ottiche, e tutto quanto è necessario allo svolgimento del processo telematico. Il futuro va verso le udienze in videoconferenza, inutile nasconderlo. Molto probabilmente, l’edificio servirà soprattutto a questo, cioè come sede di aule dove l’attività si svolgerà “in connessione” video, evitando così le trasferte a Napoli».

Resta sul tavolo la questione della definitiva stabilizzazione della sede distaccata:

«I prossimi giorni saranno importanti anche per ottenere questo obiettivo. Dialogheremo con chi di dovere, perché tale stabilizzazione ci fu espressamente promessa. Non vogliamo essa sia disattesa, magari a causa di qualche cambiamento nella compagine di Governo. E con la stabilizzazione cercheremo di mantenere la nostra specificità, pretendendo di conservare la natura di ufficio giudiziario completo, con magistrati togati, e non come semplice ufficio Gop (giudice onorario di pace) come stabilito dalla riforma approvata lo scorso anno. Sarebbe una iattura avere finalmente una sede adeguata, e poi perdere lo status di sede distaccata di Tribunale. Non dimentichiamo che il 31 dicembre 2018 scadrà la proroga ottenuta per il mantenimento della sede. Quando le cause che inizieranno verso tale data saranno rinviate alla sede centrale di Napoli, i fascicoli non li riavremo più indietro. Ecco perché dobbiamo muoverci per tempo, evitando complicazioni che poi sarebbe quasi impossibile risolvere. Ricordiamo che, per ottenere la proroga, ci muovemmo con due anni di anticipo. Ma restano comunque altre criticità».

Di che tipo?

«Un altro problema che stiamo affrontando riguarda proprio l’ufficio del giudice di pace. Il dottor Carro ha terminato la sua abilitazione dopo circa un decennio. Il presidente Ferrara non ha inteso assegnare un altro giudice di pace a Ischia, motivando tale decisione col fatto che la nostra pianta organica ne prevede due, e che quindi i tre attuali sarebbero stati più che sufficienti. Di conseguenza,  tutte le cause pendenti di cui si stava occupando Carro saranno ripartite fra i tre giudici rimanenti, ma con un ulteriore rallentamento della macchina giudiziaria. In attesa di tale ripartizione, già lamentiamo processi la cui sentenza è attesa da ben due anni: con un ulteriore carico sui rispettivi ruoli, c’è il concreto pericolo che le sentenze arriveranno dopo tre o quattro anni. Uno scenario non certo ammissibile:  il 27 febbraio ne discuteremo con la Coordinatrice, la dottoressa Cozzolino».

Lei aveva accennato anche a un’iniziativa importante, che si svolgerà sulla nostra isola.

«Sì, coi colleghi del direttivo abbiamo parlato del prestigioso premio “Andrea Cafiero”, dedicato alla memoria del Consigliere dell’ Ordine degli Avvocati di Napoli, appassionato cultore del diritto Internazionale e dell’Unione Europea. Il premio, di rilievo nazionale, viene annualmente assegnato a seguito della valutazione di un elaborato e dello svolgimento di un colloquio da parte di alcuni candidati scelti da un’apposita Commissione. Ebbene, per la prima volta nella storia del premio tale prestigiosa manifestazione si svolgerà a Ischia. Ieri ho accolto il Presidente del Consiglio dell’Ordine di Napoli, Armando Rossi, il cavaliere Ivan De Gennaro e il funzionario Gianfranco Pirozzi. Insieme abbiamo cominciato a “sondare il terreno” per ottenere la collaborazione da parte degli albergatori isolani. La decisione di portare il Premio Cafiero a Ischia sarà sicuramente molto positiva per l’immagine dell’isola: arriveranno avvocati da ogni parte d’Italia. Un doveroso ringraziamento va dunque rivolto al Presidente Rossi e al Consiglio dell’Ordine che quest’anno hanno voluto organizzare il premio qui, dopo tanti anni in cui esso si era sempre svolto a Castellabate. La manifestazione, che durerà tre giorni, si svolgerà soprattutto tra Forio e Ischia. Dobbiamo cercare gli sponsor per valorizzare questa  chance per la nostra isola, dal momento che il Premio ha grande rilievo anche sui media nazionali: il nome di Ischia otterrà dunque un’eco non trascurabile da questo evento. Numerosi ospiti di alto lignaggio giungeranno sull’isola: stiamo dunque lavorando affinché trovino la giusta accoglienza. Ecco perché è opportuno ottenere la massima collaborazione da enti e da albergatori. Abbiamo già incontrato il sindaco di Forio, Francesco Del Deo, che ha dato la sua completa disponibilità».

Quando si svolgerà il Premio Cafiero?

«Per ora stiamo cercando di fissare la data della “tre giorni” verso la fine di maggio perché per giugno, periodo tradizionale in cui si svolge il premio, le strutture alberghiere isolane finora contattate contano già molte prenotazioni e ciò rende difficile reperire il numero di camere necessarie. Lavoreremo comunque costantemente per la perfetta riuscita dell’evento, che darà ulteriore lustro a Ischia».

Francesco Ferrandino

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