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Centrale Telecom a Panza, Giovanni Iacono: «Sia tutelata la nostra salute»

Non si ferma la protesta a Panza, popolosa frazione del Comune di Forio. L’attivista Giovanni Iacono, un paio di settimane fa, aveva scoperchiato il vaso di Pandora, mettendo in luce il mancato rispetto delle normative europee nella centrale Telecom di Panza. «Ho fatto una richiesta di adeguamento – esordì Iacono – perché sono cinquant’anni che non fanno lavori, e allo stato dell’arte questa centrale non rispetta i parametri imposti dall’Europa. I ripetitori li stanno installando grazie al silenzio-assenso dell’ufficio tecnico, che volontariamente non ha risposto alle comunicazioni della Telecom. Dobbiamo lottare strenuamente per la rimozione di queste antenne, perché le stanno direzionando verso le case delle persone, come emerge dallo schizzo che vi sto mostrando. Attraverso la Pro Loco abbiamo chiesto all’Arpac di effettuare una misurazione, ma a distanza di mesi non ci hanno minimamente calcolati. Non sappiamo più cosa fare, qui la gente è esasperata. Delle due l’una: o si mette a norma la centrale, o saremo costretti a interpellare le competenti autorità per verificare se quella struttura è o meno a norma. Ho visto con i miei occhi che nella centrale manca financo l’impianto antincendio! L’ufficio tecnico e il sindaco devono fare qualcosa per fermare questa follia: le persone sono stanche – concluse Giovanni Iacono – e temono per la propria salute».

Qualche giorno fa il solerte cittadino panzese è ritornato alla carica sul proprio profilo Facebook, dichiarando di essere alla ricerca delle “normative europee sulle centrali Telecom per capire se quella di Panza rispetti tutti i parametri di sicurezza, visto che si trova a pochi metri da un edificio scolastico e da abitazioni”. In un post successivo, Giovanni cita il passaggio di un articolo pubblicato sul portale “Diritto.it”. Nell’approfondimento si legge, tra le altre cose, che «il Comune è pienamente legittimato, ai sensi dell’art. 8, comma 6, della legge 22/2/2001 n.36 (“Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”), ad “adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici”. Il Comune, dunque, nell’ambito delle proprie competenze, può regolamentare la collocazione degli impianti sia sotto il profilo urbanistico – edilizio, sia al fine di minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. Anche l’art. 2, comma 1-bis della legge 20/3/2001 n. 66 conferma tale potere, precisando che “restano ferme le competenze attribuite ai Comuni medesimi in materia di urbanistica ed edilizia per quanto riguarda l’installazione degli impianti di telefonia mobile anche ai fini della tutela dell’ambiente, del paesaggio nonché della tutela della salute”».

«È appena il caso di evidenziare – prosegue l’articolista – che tutte le decisioni in materia omettono di prendere in considerazione tale importantissima norma che è stata introdotta nel nostro ordinamento proprio per rafforzare il potere regolamentare dei Comuni già previsto dalla legge 36/2001. Peraltro, non solo l’operato dei Comuni è legittimato dalla normativa nazionale sopra citata, ma è addirittura consentito da alcune normative regionali vigenti in materia. Ad esempio l’art. 1, comma 1, della L.R. Emilia Romagna n. 30 del 3/11/2000 stabilisce che scopo precipuo della legge è quello di “perseguire in via prioritaria la prevenzione e la tutela sanitaria della popolazione e per la salvaguardia dell’ambiente dall’inquinamento elettromagnetico coordinandole con le scelte della pianificazione territoriale e urbanistica”. Il successivo comma 3 prevede poi che “le Province e i Comuni nell’esercizio delle loro competenze e della pianificazione territoriale e urbanistica perseguono obiettivi di qualità al fine di minimizzare l’esposizione delle popolazioni ai campi elettromagnetici”».

COSA PREVEDE IL REGOLAMENTO DEL COMUNE DI FORIO. Come di certo ricorderete, nei giorni immediatamente successivi all’installazione del ripetitore in via Casale, anche sui social si è aprì una vivace discussione in merito al regolamento comunale “per l’insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per telefonia mobile e telecomunicazioni radiotelevisive e per la minimizzazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici”. Il documento (approvato con delibera di consiglio comunale n° 26 del 21.09.2009) prevede, tra le altre cose, che “è fatto divieto l’installazione di impianti su ospedali, edifici adibiti a culto, strutture socio-sanitarie, strutture assistenziali, scuole e asili nido, strutture sportive e immobili di valore storico – architettonico e monumentale. Le aree con divieto assoluto alle installazioni sono: le zone a media ed alta densità abitativa, le aree soggette a verde pubblico attrezzato e le fasce di mt. 200 dall’area di pertinenza degli edifici e strutture di cui sopra” (articolo 4). Inoltre, leggendo l’articolo 3, si apprende che “le norme, le prescrizioni e i divieti di cui al presente Regolamento si applicano all’intero territorio del Comune di Forio”. L’auspicio è che il Comune, nella persona del sindaco Francesco Del Deo, faccia qualcosa per rispondere concretamente alle lecite istanze avanzate dai panzesi, che non sono affatto cittadini di serie B.

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