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C’erano una volta i vecchi barbieri che sfidarono anche il…rasoio elettrico. Negli storici “saloni” di Ischia oltre a barba e capelli notizie, arte e inciuci

Quello del barbiere è un mestiere antichissimo. Nei secoli passati i barbieri, che facevano le funzioni di cerusici, nel senso che praticavano anche piccoli interventi chirurgici, come l’estrazione di un dente o un salasso, avevano una considerazione di rispetto nella società, proprio per la utilità del loro ruolo, per altro richiestissimo. I più famosi barbieri della storia, forse mai esistiti nella realtà, sono Figaro, personaggio principale della famosa opera lirica Il barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini e quello delle “Nozze di Figaro di Mozart.

Tale è stato il successo di queste opere che il termine figaro è divenuto un modo scherzoso e bonariamente ironico, largamente diffuso, per indicare questo popolare, e se volete, nobile mestiere. Rapportando tutto quanto al nostro sociale, vale a dire ai mestieri ed alle usanze della nostra isola, il mestiere del barbiere ha segnato a Ischia uno spaccato di vita della sua non trascurabile storia. Va detto subito che il barbiere, nella Ischia del primo novecento, tanto per non andare troppo indietro nel tempo, col suo cosiddetto “Salone” rappresentava nel paese il “giornale parlante” per tutti coloro che lo frequentavano, poichè fra essi nell’attesa di essere serviti,vi era sempre chi teneva banco e ne sapeva più dell’altro, manifestandosi come colui che era portatore con orgoglio della notizia in esclusiva, di prima mano, pronto a darla gratis naturalmente.

Insomma andare dal barbiere, non di lunedì che era il suo tradizionale giorno di riposo, significava entrare in una realtà che ti metteva in comunicazione col modo, ricevendo la sensazione di essere proiettato su fatti ed aneddoti esposti con la chiacchiera congeniale al dicitore,verificatisi sulla terra ferma al di là del mare che ci divide. Poi l’inciucio di carattere locale, prerogativa marcata di chi era a conoscenza di episodi correnti della vita privata altrui, del vicino di casa o dell’amico di cui si sapeva vita e miracoli. Dal barbiere, fino a quando Ischia ne contava in piazza un notevole numero, accadeva tutto questo, ed è continuato fino agli anni ’80, allorquando incominciò a delinearsi il progressivo declino della categoria con la chiusura o il passaggio del testimone della propria attività ad altri, per pensionamento del titolare e per sensibile diminuzione della clientela.

A dire che questa categoria ai primi degli anni ’60 si vide costretta a fronteggiare la concorrenza del rasoio elettrico fai-da-te arrivato dall’America. Ma se la cavò bene contenendo i danni. Oggi nel 2020 andare dal barbiere è diventato un lusso. Fa testo il bravo “Picasso; in piazzetta San Girolamo ad Ischia dove è possibile ricevere un “servizio” esclusivo, a regola d’arte. La storia dei coiffeur ad Ischia dagli anni ’20 ad oggi, per molti aspetti ha conservato il suo fascino. Erano in tanti, come abbiamo detto sopra, a modo loro, ad incidere nel tessuto sociale del paese, anche per la personalità e l’intraprendenza dei protagonisti che in molti casi sono ricordati come degli autentici “personaggi” pubblici nelle arti in cui hanno saputo distinguersi. Si, perché ogni nostro barbiere del passato oltre a far barba e capelli nel proprio “salone” ai loro affezionati clienti ed a turisti di passaggio, sono stati anche dei bravi artisti, alcuni dei quali,nel corso degli anni, diventati anche famosi come il capofila dei barbieri-pittori Luigi De Angelis autore di una produzione pittorica passata in mostra per le più grandi gallerie d’arte del mondo oltre alle partecipazioni alla Biennale di Venezia.

Altro barbiere-pittore è stato a Ischia Ponte Catello Curci col suo “Salone” in via Seminario e poi in via Luigi Mazzella a due passi dal piazzale aragonese. Barbiere–pittore di notevole popolarità è stato anche Renato Pollio col suo “Salone” in Pazza Croce a Porto d’Ischia. Nel campo della musica vanno ricordati il barbiere Bartiluccio Carcaterra col suo “Salone” a Ischia Ponte accanto al palazzo dell’Orologio popolare violinista soprattutto di feste nuziali, il barbiere Salvatore Mascolo col suo “Salone” di fronte alla Cattedrale nel Centro Storico, apprezzato fisarmonicista, , il Barbiere Mario Carcaterra col suo “Salone” sulla salita San Pietro a Porto d’Ischia esperto pianista e chitarrista, il barbiere Giovanni Mazzella col suo “Salone” in via Luigi Mazzella a Ischia Ponte bravo chitarrista e showmen al Giardino degli Aranci nella performance del Vecchio Frak. Nel campo della sanità meritano la citazione il barbiere Agostino Mazzella col suo “Salone” nella vecchia piazza Luigi Mazzella esperto in infermieristica e abilitato ad eseguire su pazienti affetti da pressione sanguigna alta l’apposizione delle “migniatte” (sanguisughe) e l’uso delle siringhe per via endovenosa. Lo stesso dicasi per il barbiere-infermiere Isidoro Mazzella con proprio “Salone” anch’egli nella piazza Luigi Mazzella di fronte al vecchio fontanino che non c’è più, in veste di assistente infermiere dello storico chirurgo napoletano-ischitano Livinio Gioffredi.

Vanno ricordati anche Modesto Ferrandino manager della nuova barberia in via Roma, Esuperanzo Espositoin via Seminario a Ischis Ponte,Vincenzo Cuomo nella piazza di Campagnano, il Principale in via Roma con Vittorio Montanari e Michele Ferrandino, Giuseppe Elia nel piazzale Trieste al Porto, Franceschino Ferrandino in Piazza Antica Reggia di fronte al Palazzo Reale. Inoltre i barbieri, allievi dei maestri scomparsi, Salvatore Cuomo a Sant’Antuono, Giovan Giuseppe Tuccillo col fratello Antonio in piazza Luigi Mazzella e poi in via giovan Battista Vico, Giogio Arcamone prima a Campagnano e poi in Corso Vittoria Colonna, , Pinuccio Mazzella, Silaro Lauro, Buono & Calabrìno e Picasso ritenuto barbiere di lusso. Quindi nel solo comune d’Ischia, nell’arco dei succitati anni, hanno svolto attività oltre una ventina di barbieri. Negli atri comuni dell’isola non più di cinque barbieri su tutto il territorio comunale. Oggi a Ischia i barbieri rimasti si contano sulle dita di una mano, i quali per “esistere” hanno dovuto rimodernarsi e sofisticare il loro ruolo di Coiffeur professionale, a cominciare dallo stesso Picasso in piazzetta San Girolamo e Buono & Calabrino a Ischia Ponte in quella che fu la storica piazza Luigi Mazzella.

antoniolubrano1941@gmail.com

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3 Commenti

  1. Salve io o iniziato nel 1988, e sono contento del mio mestiere xo usare cornici e pettine da qua si vede il vero barbiere, o fatto il mio negozio anni 70 xk ricordo mio papà e mio nonno,quando mi portavano dal barbiere e mi faceva sedere nel cavallo,e io c è Los mi piacerebbe raccogliere foto da barbiere antico.

  2. Io faccio parte di una famiglia di barbieri mio padre mio zio .Noi tre fratelli e adesso a iniziato mio figlio. Adesso sto scrivendo una mia biografia (barbiere si nasce) storia di un barbiere di campagna. E oggi sono sempre più fiero di avere scelto questo mestiere.

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