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Cercasi pediatri disperatamente. Ospedale Rizzoli in allarme: «Ce ne sono troppo pochi. A rischio le emergenze»

Quando in un ospedale manca un pediatra, la direzione ma talvolta anche lo stesso reparto rimasto sguarnito deve mettersi di grande impegno per trovare un sostituto. Negli ospedali di città non è difficile, sulla nostra isola le speranze sono pochissime e la situazione da difficile diventa critica. «Il lavoro in corsia è diventato molto pesante, si fanno turni assurdi, e con il calo del personale ci si trova in sempre di meno a fronteggiare le richieste di salute dei cittadini. In questo periodo, poi, la situazione diventa ancora più critica perché oltre a fronteggiare i bambini ischitani dobbiamo dare assistenza anche ai turisti. L’isola da 60 mila abitanti passa, nel periodo estivo, a 450 mila. Così non si può andare avanti. Si rischia che la pediatria non potrà più garantire le 24 ore. Bisogna rinforzare l’organico». A parlare è un medico del Rizzoli. La sua non è una voce isolata. Altre reparti e altre figure di specialisti sono in crisi al Rizzoli, ad esempio, gli anestesisti e gli ortopedici.

Nonostante sia stato portato a termine un concorso per pediatri, nessuno (oltre ai due che già erano in servizio) ha accettato di prendere servizio all’ospedale Rizzoli. Neanche la mobilità interregionale, dalla quale pure erano risultati vincitori due pediatri, ha sortito effetto poiché la carenza generale di pediatri, spinge gli ospedali di partenza a non concedere o a ritardare quanto più possibile il nulla osta al trasferimento. Attualmente vi sono 5 dirigenti pediatri, di cui 4 di ruolo. A partire dai primi giorni di luglio il pediatra non di ruolo, assunto da un altro ospedale, andrà via.

Inoltre, e non si sa per quanto tempo, un altro pediatra è in malattia e quindi quelli in servizio sono solo in tre, oltre al primario dott. Parisi: questa è la forza lavoro con la quale la pediatria del Rizzoli si troverà ad affrontare l’estate, periodo nel quale gli accessi di bambini al PS raddoppiano. E, come se non bastasse, ci sono le ferie estive, sacrosante e da contratto non rifiutabili.

Ma non è finita. Uno dei tre pediatri a breve si sposerà, con le conseguenti ferie matrimoniali di 15 giorni e, pertanto si passerà a due unità.  L’ASL NA2 ha tentato di risolvere il problema prima con un sostanzioso incentivo economico (cosiddetta intramoenia) ai pediatri delle altre pediatrie aziendali, ma il fondo, che per Procida e larghissimo, per Ischia è molto minore ed è stato utilizzato tutto nei primi 4 mesi dell’anno. A maggio e giugno i pediatri di Frattamaggiore e Giugliano sono venuti ad Ischia senza incentivo economico, quando al Rizzoli si contava già una forza di 5 pediatri.

Con i numeri attuali neanche la collaborazione da parte delle altre pediatrie aziendali, che pure hanno il problema delle ferie estive e di organico ridotti per gravidanze e malattie, sarà sufficiente a salvaguardare la presenza del pediatra h24, che al Rizzoli è stata garantita dagli anni ‘80. Del resto, anche gli ortopedici, che all’epoca dell’ USL 21 erano 8, attualmente sono solo 4; la soluzione organizzativa adottata è stata una loro presenza solo feriale e diurna h12, con reperibilità notturna e festiva per le emergenze.

Sarà questo il modello organizzativo al quale dovrà adeguarsi la pediatra del Rizzoli nei prossimi mesi? O l’ASL NA 2 riuscirà a trovare una soluzione a questa grave situazione in tempi utili? La stagione turistica non è alle porte, è già iniziata e la salute dei nostri bimbi è fondamentale così come la tranquillità dei genitori.

 

Francesco Di Meglio

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