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Che fine hanno fatto le fontane di Fiaiano?

Serrate con cemento, le fontane da cui attingevano acqua decine di residenti sono chiuse ormai da mesi. Se lo chiedono insistentemente i cittadini dell’isola, torneranno a zampillare?

Il loro zampillare, libero e continuo, era un tratto distintivo del comune di Barano e soprattutto della frazione di Fiaiano, dove a poca distanza le fontanelle elargivano acqua preziosa a poca distanza l’una dall’altra.  Quando i residenti di Barano, e anche quelli che arrivano dagli altri comuni dell’isola, nel mese di novembre avevano trovato la fontane che lasciano sgorgare l’acqua di Buceto sigillate, il sentimento di stupore a Fiaiano si era legato a una profonda rabbia.

Con un’ordinanza il sindaco Dionigi Gaudioso aveva deciso di chiudere le antiche e storiche fontane di via Duca degli Abruzzi, nei pressi della ex chiesa Baldino, quella di via Acquedotto, presso l’intersezione con la via Giuseppe Garibaldi e quella della piazzetta. Una chiusura che però aveva diversi motivi per essere effettuata, e ancora con somma urgenza.  Fontane sigillate e divieto assoluto per la cittadinanza di approvvigionarsi alle fontane in questione. Una vera e propria sorpresa che ha suscitato sgomento tra i più tradizionalisti consumatori di acqua di Buceto, la sorgente che ha fornito nei secoli l’acqua agli isolani, una fondamentale fonte che ha permesso in passato, quando l’acqua sull’isola era una vera e propria rarità, di svolgere non solo le attività agricole, ma anche i più elementari bisogni quotidiani.

Ma a cosa è dovuta la chiusura? Il sindaco aveva diramato un’ordinanza il 2 novembre dopo aver commissionato al Dipartimento di Biologia dell’Università Federico II di Napoli dei controlli microbiologici proprio nei pressi della fonte di Buceto e delle fontane pubbliche di distribuzione presenti sul territorio. I rilevamenti sono stati effettuati per accertare la salubrità delle acque destinate al consumo umano. I risultati erano tutt’altro che soddisfacenti. L’acqua delle fontanelle, nel dubbio è stata sigillata. I valori non hanno stabilito che fosse cristallina. Evidentemente qualche allaccio abusivo di scarico fognario ne aveva compromesso la salubrità.

Ma intanto, a distanza di mesi, nulla è stato fatto per riaprire le fontanelle. I residenti hanno la possibilità di riempire bottiglie e damigiane presso le case dell’acqua, ancora gratuitamente, ma rimane la perdita di un importante e tradizionale fonte di approvvigionamento d’acqua che se non verrà ripristinato rappresenta una profonda perdita per la comunità di Barano e per tutta l’isola.

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