CRONACA

Chiama l’ambulanza, ma nell’attesa fa shopping ai Maronti

Con una busta di plastica alla caviglia, una signora che all’apparenza non sembrava afflitta da alcuna emergenza ha chiamato il 118 ingannando l’attesa tra sigarette, occhiate al tablet e un giro nella boutique della piazzetta

Sirene spiegate. Auto che rallentano e accostano per agevolare il passaggio del prezioso mezzo che a tutta velocità raggiunge il bisognoso di turno. E’ una scena che abbiamo visto tante volte. E si è ripetuta venerdì tra i tornanti dei Maronti. La chiamata del mezzo salvavita è giunta dalla piazzola dei Maronti e in appena 10 minuti, con una velocità record che denota grande efficienza, proveniente da Serrara Fontana, il mezzo è riuscito a raggiungere quello che si temeva essere luogo di un incidente o di un malore. Ma all’arrivo della precisa autoambulanza che si muoveva, come è giusto che sia, a tutta velocità, la situazione era calma. Davvero difficile è stato per i componenti del mezzo capire chi fosse bisognoso di cure.

A salire a bordo una signora di mezza età che sembrava tutt’altro che afflitta da malessere e dolorante. I componenti dell’autoambulanza la caricano a bordo, il mezzo riparte e dopo qualche curva ancora una volta le sirene fanno riecheggiare nella baia dei Maronti quel suono cupo che desta sempre apprensione.

Ma per capire bene questa storia bisogna fare una passo indietro e conoscere le dinamiche che hanno portato all’arrivo dell’ambulanza ai Maronti. Dal litorale, una signora di mezza età, vestita da mare e con zainetto con l’occorrente per la spiaggia, era appena salita dall’arenile. Alla caviglia una vistosa fasciatura di fortuna, effettuata con una busta di plastica. In piazza, lamentando fastidi alla gamba per un urto avvenuto il giorno prima, ha iniziato a chiedere che qualcuno le chiamasse un’autoambulanza. All’apparenza le condizioni della signora sono sembrate tutt’altro che gravi, tant’è che le persone in zona hanno cercato di far ragionare la signora dalla cadenza laziale per evitare di scomodare la preziosa ambulanza per un problema ortopedico di poco conto. Visti i rifiuti dei più la signora ha poi chiesto l’aiuto di altre persone in zona che le hanno prestato il telefono con cui è stato chiamato il 118.

Dopo la chiamata per richiedere i mezzi d’emergenza la signora, in una scena surreale, ha atteso l’arrivo dell’ambulanza come una delle tante persone che in piazza aspettano l’arrivo dei bus o dei taxi, forse mezzo più idoneo di spostamento per chi all’apparenza non sembrava dovesse usufruire dell’aiuto di un’autoambulanza. Per ingannare il tempo, con le proprie gambe, la presunta dolorante ha trovato anche la forza di entrare nella boutique della piazzola dei Maronti per esaminare accuratamente i capi, per poi uscire, fumare una sigaretta e utilizzare il proprio tablet nell’attesa che l’autoambulanza, ignara della situazione tutt’altro che emergenziale, arrivasse ai Maronti. I presenti, irati e sorpresi per l’atteggiamento, tra cui anche il titolare della nota edicola Arcamone, hanno cercato di far ragionare la signora che appariva tutt’altro che sofferente. “Ma perché non prende un taxi piuttosto che scomodare un’ambulanza – hanno chiesto i presenti e in tutta risposta la signora ha evidenziato che non aveva nessuna intenzione di spendere soldi e che aveva intenzione di usufruire di un servizio pubblico pienamente legittimo.

Una storia davvero surreale, che lascia davvero sorpresi. Quella che all’apparenza sembra un intervento da codice bianco ha costretto un’autoambulanza a non poter presidiare il territorio che solo per fortuna non è stato vessato da un caso magari decisamente più urgente. Le autoambulanze dell’isola effettuano un servizio eccezionale non solo per i residenti ma anche per i tantissimi ospiti che scelgono l’isola per le proprie vacanze, è fondamentale quindi che tutto funzioni alla perfezione e a Ischia le auto bianche che portano infermieri, paramedici e medici sui luoghi dove avvengono, purtroppo, malori e incidenti riescono sempre a raggiungere la propria destinazione con una certa celerità, nonostante le mille difficoltà delle strade ischitane, spesso intasate dal traffico e con tutti i problemi che il restringimento della carreggiata a causa delle tante auto parcheggiate sul ciglio della strada, può provocare. Quando poi a intaccare il lavoro eccellente ci si mette anche chi si prende la briga di usare i preziosi mezzi alla stregua di un taxi è evidente che il senso civico di questo paese sta lentamente degenerando verso abissi spaventosi.

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4 Commenti

  1. Mi auguro che una volta arrivata in ospedale, l’abbiano fatta aspettare minimo tre/quattro ore e l’abbiano fatto pagare il massimo del ticket!!! Così, forse, la prossima volta ci pensa due volte prima di chiamare l’ambulanza e decide, se vuole viaggiare “comoda” di prendere un taxi!!!!!

  2. Mi auguro che qualcuno abbia pensato di denunciare la signora per procurato allarme ed uso improprio di mezzo di soccorso. Non voglio immaginare se nello stesso istante quell’ambulanza poteva essere necessaria a soccorrere un ammalato vero, o qualche vittima di incidente in pericolo di vita. Non voglio neanche pensarlo…

  3. Mi auguro che qualcuno abbia pensato di denunciare la signora per procurato allarme e uso improprio di mezzo di soccorso. Non voglio pensare cosa poteva accadere se quell’ambulanza poteva servire per un infermo o peggio per una vittima di incidente. Non voglio proprio pensarlo…

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