CRONACA

Chiambretti: «Ischia e il Global sono nel mio cuore, non volevo offendere nessuno»

Il popolare attore in questa intervista a Il Golfo spiega come si è sollevato il polverone dopo le dichiarazioni rese sabato scorso nel corso della sua intervista trasmessa da “Verissimo”

«Ho dovuto pagare a mie spese il soggiorno a Ischia per ritirare una patacca». Non sono passate inosservate le parole pronunciate da Paolo Chiambretti in un’intervista trasmessa sabato scorso dal rotocalco Verissimo, in onda su Canale 5. L’attore però ci tiene a spiegare che non c’era alcuna volontà d denigrare l’isola e soprattutto l’Ischia Global Fest. Di questo e di altro abbiamo parlato nell’intervista che segue.

Partiamo da Verissimo e dalle tue parole, che hanno fatto decisamente rumore…

«Si tratta davvero di un grosso equivoco. Tutto è nato nel contesto del mio intervento alla trasmissione “Verissimo”, che mi ha visto protagonista sabato scorso di una intervista. Eravamo nel pieno di una chiacchierata molto delicata, dove si parlava del Covid e di tutto quanto accaduto e vissuto da me anche in prima persona. A un certo punto per rompere il momento un po’ delicato ho usato un paio di paradossi dicendo un paio di cose che volevano essere scherzose ma che hanno avuto poi un devastante effetto boomerang. Ma non volevo offendere nessuno, in fondo avevo parlato anche della mia vacanza presso un villaggio di miliardari insieme a mia figlia, ma tutti sanno che non sono miliardario. Poi mi sono soffermato su un premio preso a Ischia, senza citare la manifestazione, usando il termine “patacca”. Ma non credo ci sia bisogno di sottolineare che in realtà il premio è molto importante e la mia presenza sull’isola è stata un’esperienza eccezionale al punto che ci sono tornato anche qualche giorno dopo in veste privata».

Insomma, nulla contro il Global Fest.

«Assolutamente, ci mancherebbe. All’Ischia Global c’erano attori di fama internazionale, gli awards consegnati negli anni sono sessanta ed il riconoscimento è stato attribuito a grandi artisti, insomma certo non è una “patacca”. Ho detto che non ero stato ospitato come succede in ogni evento del genere, in realtà è vero solo che ho dovuto pagare un volo aereo ma semplicemente per un disguido, in albergo sono stato benissimo. Chiedo davvero scusa al produttore e a Ischia, non volevo davvero offendere nessuno. Tra l’altro sono talmente legato al Festival che l’anno prossimo potrei tornare come presidente…».

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Nella tua intervista a “Verissimo” hai detto che dopo quello che è successo è giusto che ci si renda conto che nella vita è tutto relativo. Una riflessione dettata da cosa?

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«E’ esattamente così, il problema è che purtroppo poi ce lo dimentichiamo. Credo a quello che ho detto, dopo il Covid cerco di affrontare qualsiasi situazione con maggiore distacco ma conosco l’indole dell’essere umano e ho paura che tra qualche mese tornerò ad essere quello di prima. Ingigantiamo tutto facendolo diventare un problema, la vita stessa è tutta un problema, bisognerebbe cercarla di divere in modo più leggero e per quanto possibile senza patire troppo quello che siamo costretti a combattere».

Cosa ha significato vivere faccia a faccia con il Covid?

«Ha significato tanto, perché ci sono quelli che il virus l’hanno preso e quelli che ne hanno solo sentito parlare, e ovviamente posso assicurarvi che è molto diverso. Poi tra covid e covid esistono differenze sostanziali: c’è chi lo ha curato in casa, chi ha dovuto curarlo in ospedale, chi in un ospedale c’è entrato senza più uscirne. Insomma, davvero è stato affrontato nei modi più disparati. Non capisco i negazionisti, davvero, questo è un fatto che ha cambiato il mondo. Dico a tutti coloro che leggeranno questa intervista di fare attenzione, abbiamo a che fare con una brutta bestia che se ti “aggredisce” ti cambia la vita. Anche chi l’ha contratto ed è guarito continua ad avere sintomi come angosce e paure, io ho preso il virus nel momento peggiore, quando c’era il picco più alto, e la scomparsa di mia madre contribuisce a farmi avere un ricordo pessimo e drammatico di quelle giornate. Il vero problema è che all’epoca ci si trovava di fronte ad una malattia di cui non si sapeva nulla o quasi e non devo essere certamente io a spiegare che una delle più grandi paure dell’uomo è l’incognita».

Ritorniamo a parlare di Ischia. Che cosa ti ha colpito particolarmente della nostra isola?

«Più di ogni altra cosa, sono rimasto colpito dalla gentilezza di tutti gli ischitani, che non ho mai trovato in nessun’altra parte del mondo. Dall’autista al cameriere, dalla persona che incontri al bar agli organizzatori del Festival, tutto ha rappresentato una sorpresa. A Ischia ci venivo da bambino e ci sono tornato volentieri grazie a questo invito fatto da Pascal per sollevarmi dal periodo che stavo attraversando: quella isolana è stata la mia prima uscita pubblica dopo quattro mesi di solitudine e un lento recupero. Anche a Torino avevo qualche problema, ormai non parlavo con nessuno dopo il lockdown e la malattia. A Ischia ho trovato un calore talmente forte che mi ha permesso di ricominciare a vivere. Non dimenticherò mai quella settimana, ecco perché mi dispiace ancora di più che si sia generato questo equivoco. Credetemi, non è nel mio stile attaccare nessuno senza un faccia a faccia: se quelle cose fossero state vere, le avrei riferite direttamente agli interessate. Ribadisco una volta di più il mio rammarico e soprattutto le mie scuse».

Ci verdiamo l’estate prossima a Ischia?

«Certo, ci rivediamo l’anno prossimo. Voglio trascorrere sulla vostra splendida isola un periodo più lungo e conto di esserci anche come presidente dell’Ischia Global Fest»

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