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Chiuso il Tribunale, timori nelle scuole: il covid fa ancora paura

I casi di positività e le conseguenti misure di contenimento ostacolano la ripresa delle attività in presenza in ogni ambito. A Panza per alcune classi didattica a distanza in via precauzionale

Il covid continua a “mordere”. Nonostante la situazione generale sia tuttora relativamente rassicurante sull’isola, non mancano casi che alimentano timori nella popolazione. Ieri il Tribunale è rimasto chiuso e lo sarà ancora per alcuni giorni: lo ha reso noto il giudice Polcari, coordinatore della sede distaccata di Ischia, dopo la decisione della Presidenza del Tribunale di Napoli. Le udienze sono state sospese per scongiurare il rischio di un focolaio, dopo l’accertata positività di un avvocato che nei giorni scorsi ha avuto accesso agli uffici del palazzo di giustizia di via Michele Mazzella. Si ripete così il copione già visto nei mesi scorsi, con la necessità di procedere alla sanificazione dei vari locali, prima di fissare la ripresa delle udienze, cosa che richiederà almeno un paio di giorni. Ritardi che vanno ad aggiungersi a quelli endemici di cui soffre la giustizia isolana. Circostanze invero non imprevedibili, vista la quantità di persone che accedono per motivi di lavoro alle aule e agli uffici giudiziari.

Lo scorso venerdì, intanto, il report sui casi di positività sull’isola aveva indicato dieci casi a Forio, e otto a Ischia, gran parte dei quali riconducibili al contagio patito da Don Giuseppe Nicolella, cosa che inevitabilmente ha riaperto la polemica relativa al fatto che mentre gran parte delle attività in presenza sono ancora sospese, le funzioni religiose negli edifici di culto vengono invece consentite, polemica trascinatasi per qualche giorno anche a livelli social, fino alla conferma della positività, e alla conseguente catena di richiami precauzionali per coloro che erano venuti a contatto col prelato.

Ma il fronte “liturgico” non è il solo a generare preoccupazioni, visto che la riapertura delle scuole non è da meno, come dimostra la stessa cronaca: a Panza tale riapertura è durata pochissimo per quattro classi, vista la positività di un genitore al test antigenico Covid. I suoi quattro figli frequentano il plesso Avallone: inevitabilmente è scattata la sospensione precauzionale delle lezioni in presenza per le quattro classi, che comunque in attesa dell’esito del tampone molecolare (il quale potrebbe anche smentire quello antigenico) continueranno con la didattica a distanza.

Le udienze sono state sospese per scongiurare il rischio di un focolaio, dopo l’accertata positività di un avvocato che nei giorni scorsi ha avuto accesso agli uffici del palazzo di giustizia di via Michele Mazzella

All’altro capo dell’isola, la positività di una catechista a Ischia ha destato non poca preoccupazione tra diversi genitori, timorosi che i bambini che oggi tornavano a scuola potessero essere entrati in contatto con lei, quindi con la prospettiva di un nuovo ostacolo alla ripresa continuativa delle frequentazioni in presenza.

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Al plesso Avallone di Panza stop in via preventiva alle lezioni in presenza nelle classi frequentate da quattro fratelli in attesa del test di conferma per uno dei genitori

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Insomma, nonostante l’inizio della campagna di vaccinazione, che procede tra l’altro fra accelerazioni e frenate condite da polemiche che ancora una volta hanno portato alla ribalta nazionale le nostre contrade a causa dello “stop” alla vaccinazione di massa, resta ancora rilevante il timore, in gran parte fondato, che l’incubo sia ancora lontano dalla fine.

Intanto nella vicina Procida è stato registrato un aumento dei casi e, anche se i numeri totali sono limitati, l’incidenza settimanale con tutta probabilità risulterà alta. Il sindaco Ambrosino ha commentato: «Se non si accelera con le vaccinazioni, questo scenario continuerà a ripetersi ad intermittenza. Per questo cogliamo con disappunto l’ordinanza del Commissario Figliuolo che blocca il vaccino di massa nelle isole minori. Avrebbero potuto far vaccinare in 3 – 4 giorni tutti i 6.000 aderenti. Invece dobbiamo attendere le trasferte spizzichi e bocconi dei sanitari, pur apprezzando l’encomiabile sforzo dell’asl. Se procediamo di questo passo, sull’isola saremo tutti vaccinati nel 2022, giusto in tempo per l’anno della cultura. Il mio ruolo in questi mesi – ha proseguito il primo cittadino – è sempre stato quello di chiedere e discutere con tutti i decisori. A volte ho esagerato, a volte ho rimediato. Finanche far vaccinare i vigili e i volontari della Protezione Civile non era un risultato scontato. Dall’altro canto ho risposto a centinaia di messaggi privati di concittadini che mi chiedevano indicazioni, risposte, rassicurazioni. Da una settimana l’asl sta infine procedendo con le convocazioni al Pronto Soccorso di tutti i pazienti dichiarati fragili. Anche domani ne saranno vaccinati diverse decine. Nel frattempo che non avremo tutti l’opportunità di conoscere questi giovani infermieri e medici dell’Usca, ringraziamoli a distanza per il sacrificio di ogni weekend per il bene della nostra comunità».

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