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Ciao 2016, continua il viaggio tra promossi e bocciati

ISCHIA – Continua il viaggio de Il Golfo, con la seconda puntata dedicata ai promossi e bocciati dell’anno solare 2016, quello che ormai sta per andare in archivio. Anche nell’edizione di oggi del nostro giornale diamo i voti, poi chiuderemo con la terza puntata di questa carrellata che comparirà sull’ultimo giornale dell’anno, e cioè domani 31 dicembre. Anche stavolta abbiamo spaziato tra politici, e personaggi che nel bene o nel male hanno contribuito a scrivere pezzi di storia di questo 2016 che tra poche ore sarà passato. Buona lettura, consapevoli del fatto che naturalmente non è detto che dobbiate essere d’accordo su queste valutazioni.

ANTONIO D’AMORE 5 – La sua non è un’esperienza certamente all’alba, ma neppure possiamo definirla in fase decisamente avanzata. Premessa doverosa per dire che forse è presto per poter dare un giudizio netto e preciso ma le perplessità sugli esordi certamente non mancano. Un passo falso, al netto di quella che può essere la valutazione sull’operatività del manager della ASL NA 2 Nord, è sicuramente quello che lo ha visto partecipare ad una riunione con i sindaci non più nella sala consiliare del Comune di Barano ma nell’albergo di famiglia del sindaco d’Ischia. Un summit, quello, che suscitò non più di qualche polemica e perplessità. E in più gli è stato contestato il fatto di non aver voluto confrontarsi in maniera approfondita col territorio, raccogliendo istanze e critiche del mondo associazionistico. Decisamente rivedibile, ma bocciarlo in maniera impietosa nemmeno sarebbe giusto.

PAOLINO BUONO 7 – Come Giosi Ferrandino ad Ischia, il sindaco di Barano si avvia al passo d’addio. Nella sua valutazione, dunque, è inevitabile che si finisca in maniera quasi inconscia col fare i conti non soltanto con l’ultimo anno, quello ormai concluso, ma col decennio che ha caratterizzato la sua attività da primo cittadino. Che certamente merita un voto positivo, sia pure con le inevitabili luci ed ombre che caratterizzano il percorso di un pubblico amministratore. Ma una cosa è certa: quello che resta, al buon Paolino, è l’essere riuscito a limare quello che amici e conoscenti definivano il suo tallone d’Achille, e cioè un carattere non proprio dei migliori. La politica in prima linea gli ha consentito di acquisire un senso del compromesso e della diplomazia che due lustri fa nessuno gli avrebbe riconosciuto.

PASCAL VICEDOMINI 8 – Il suo Ischia Global Film & Music Fest continua a mietere successi ed a richiamare l’attenzione mediatica a livello nazionale, continentale ed addirittura mondiale. Anche l’edizione 2016 non si è discostata da questo trend, con la presenza di ospiti illustri del mondo del cinema e dello spettacolo. E tra l’altro l’organizzatore della stratosferica kermesse inizia a muoversi anche nell’ottica di non rimanere la manifestazione chiusa esclusivamente all’interno dei salotti di qualche struttura ricettiva. Quest’anno, infatti, nelle piazze di Ischia e Casamicciola sono approdati anche i vip a dimostrazione di un’inversione di tendenza che diventa sempre più tangibile. Insomma, God Save Pascal…

ERMANDO MENNELLA 5.5 – Il nostro voto, nella speranza (e con la convinzione) che l’interessato capisca, altro non vuole essere che uno stimolo ed un pungolo. L’impegno, la passione e l’abnegazione che il presidente di Federalberghi Ischia svolge lontano dai confini dell’isola per garantire alla stessa adeguata visibilità, è qualcosa di encomiabile ed a dir poco. Ma a questo punto bisogna prendere atto che gli attuali amministratori di turismo e promozione capiscono ben poco e che forse non è più l’ora di viaggiare al loro fianco ma di diventare lo spirito critico, rappresentando così in maniera ancora più forte, netta e decisa, la categoria. Compito difficile ma non certo missione impossibile, forse uno dei primi obiettivi da perseguire con convinzione con l’anno nuovo.

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CARMINE BERNARDO 7 – Possiamo discutere all’infinito sulla giustezza dei suoi metodi (il ricorso sistematico alla denuncia non viene visto di buon occhio da più parti), fatto sta che anche nel 2016 il battagliero consigliere comunale di Ischia ha svolto alla perfezione il suo ruolo, quello di “sentinella” dell’operato dell’amministrazione comunale presieduta da Giosi Ferrandino. Riuscendo puntualmente a mettere in difficoltà ed all’angolo l’attuale maggioranza e causando più di qualche attacco di bile al vicesindaco Enzo Ferrandino, chiamato a doversi contrapporre ad un avversario spesso munito di fucile caricato a pallettoni. Non gli mettiamo un voto più alto solo perché molto spesso, ad essere onesti, ha sparato contro la… croce rossa.

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ANNALUCIA MIRAGLIUOLO 10 E LODE – L’assessora di Casamicciola Terme non attraversa un momento felicissimo per quanto riguarda la salute, ma nonostante questo limite non ha mai fatto mancare il suo apporto in un campo per la quale meriterebbe una statua d’oro a Piazza Marina, e cioè per le iniziative legate alla solidarietà. La sua associazione, Raggio di Luce, anche grazie al suo straordinario dinamismo ed alla voglia incrollabile di fare qualcosa di concreto per le persone meno fortunate, in questo 2016 ha contribuito a realizzare iniziative concrete ed a scopo filantropico, come ad esempio la partita del cuore. Ah, se solo potessimo averne anche una sola dozzina in più di persone così: l’isola sarebbe una terra sicuramente migliore.

TILDE TROFA 4 – Non ce ne voglia nessuno, ma per lei l’anno che si chiude è stato davvero “horribilis” e crediamo che bastino i numeri per rendere al meglio l’idea. A maggio ha deciso nuovamente di affrontare Rosario Caruso per contendergli la poltrona di sindaco di Serrara Fontana rimediando una sonora sconfitta dopo quella già maturata nel 2011. L’impressione, in quella campagna elettorale, è che avesse ben poco da contrapporre al sindaco uscente, non è un caso che pungolata anche dal nostro giornale rifiutò anche il classico confronto. Caso forse più unico che raro, solitamente a “scappare” è sempre chi ha governato o è favorito e mai lo sfidante. Per la serie, Tilde – alle pendici dell’Epomeo – ha sfatato anche quest’altro tabu. “Il paese che vorrei”, in fondo forse quel condizionale non è affatto casuale…

IL CUDAS 8 – Non è un personaggio, nè tantomeno una persona, ma è un soggetto – chiamiamolo così – giuridico. Parliamo del Comitato Unitario per il Diritto alla Salute, che merita un posto in prima fila tra i protagonisti dell’anno che stiamo per metterci alle spalle. Presieduto da Gianna Napoleone, ha avuto dapprima il merito di sottolineare i gravi problemi che affliggono la sanità isolana e poi di portare in piazza in uno storico corteo estivo migliaia di persone. Più recente il bis a gentile richiesta: ultimamente, corre voce che il comitato sia diventato uno strumento utilizzato da singoli soggetti per regalarsi un pò di vetrina e che dunque l’amalgama e l’unità di intenti non sia più quella iniziale. Ci auguriamo siano solo leggende popolari, sarebbe davvero un peccato se il giocattolo si rompesse proprio sul più bello.

VICKY DI BELLO 3 – Quando c’è il pallone di mezzo ed iniziano i guai non si capisce mai le responsabilità di chi siano realmente. Nel caso dell’Ischia Isolaverde, poi, diventa davvero impresa titanica. Senza nulla voler togliere agli altri, Rapullino in testa, noi ce la prendiamo – si fa per dire – con Vicky di Bello a cui spetta forse il “primato” peggiore di questo 2016: essere l’amministratore unico che ha proiettato i colori gialloblu per la seconda volta nella propria storia lontano dal calcio professionistico, come già accaduto negli anni ’90. E, quel che è peggio, senza fare in modo che l’Ischia non potesse nemmeno ripartire da un campionato dilettantistico quale quello di Eccellenza. Una macchia indelebile, un colpo al cuore per tanti tifosi ed appassionati oltre che una figuraccia di quelle che difficilmente si possono dimenticare. E, soprattutto, perdonare.

DINO AMBROSINO 6 – Il sindaco di Procida chiude il suo secondo anno solare da primo cittadino dell’isola di Arturo. Lo fa con una situazione finanziaria difficile ed al termine di una lunga battaglia che ha visto impegnati i suoi concittadini nella difesa dell’ospedale e del pronto soccorso. Rispetto all’inizio sembra aver acquisito maggiore slancio anche se probabilmente dovrebbe fare un salto di qualità. L’impressione, infatti, è che non gli giovi scaricare costantemente le colpe di tutto quello che non funziona sulle minoranze. Se da quella parte della barricata il gioco non può che essere quello di accusare e di parlare di inefficienze, da parte di chi amministra una comunità ci si aspetta risposte e soluzioni e non controrepliche ed alibi di sorta.

 

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