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Il ciclone Berlusconi e le elezioni: «Pronti a tornare al governo del Paese»

Era il momento clou della giornata, l’intervento più atteso della convention fortemente voluta dal coordinatore regionale e senatore Domenico De Siano, che con questa “ciliegina” può finalmente zittire chi, in seno al partito azzurro, aveva messo in dubbio la sua leadership in seguito al flop rimediato nel Comune di Ischia alle ultime elezioni amministrative. Quello di Silvio Berlusconi – accolto da un pubblico di sostenitori letteralmente in delirio – è stato un discorso programmatico lucido e incalzante, che ha toccato i più disparati temi: dalla ricostruzione dopo il terremoto di Ischia alla rivoluzione nel sistema degli appalti e dell’imprenditoria, dalla riforma del sistema pensionistico alla semplificazione della giustizia. Senza tralasciare, naturalmente, la necessaria rimodulazione del sistema fiscale, l’attuazione del piano per il Sud, gli aiuti agli indigenti e il contenimento dei fenomeni migratori. Tutte problematiche di grande rilievo la cui trattazione, come di consueto, è stata edulcorata da momenti di profonda ilarità, che non mancano mai nei discorsi dell’ex premier e leader forzista.

Nonostante l’età (Berlusconi ha compiuto la bellezza di 81 anni lo scorso 29 settembre), il numero uno del partito azzurro ha dimostrato di essere ancora in grado di infiammare i cuori dei propri elettori, molti dei quali, vedendolo arrivare nella sala congressi di Lacco Ameno, hanno trattenuto a stento le lacrime. All’inizio del proprio intervento, Berlusconi ha raccontato dell’incontro avuto con il piccolo Ciro e la sua famiglia: «Li ho baciati e accarezzati a nome di tutti quanti voi, e ho anche promesso un solido aiuto, perché qui tutti parlano, ma gli aiuti veri tardano ad arrivare». Il leader forzista ha poi parlato della campagna elettorale, il cui inizio – nel caso del partito da lui guidato – è sancito proprio dalla convention ischitana. Il presidente ha introdotto l’argomento parlando della preoccupante piaga dell’astensionismo: «Molti di coloro che non hanno votato alle ultime due elezioni nazionali hanno dichiarato di aver già deciso di non andare a votare. Dalle idee che ci hanno proposto è nato il nostro programma, che è stato messo ai voti dell’ultimo gruppo di cittadini che ho incontrato: il 92% ha votato esprimendo parere favorevole».

«Ho già preparato un video che pubblicherò sui social network – ha annunciato Berlusconi – e spero che qualche televisione ci farà l’onore di raccoglierlo. È un filmato che dice: “se tu sei un protagonista nel tuo settore e sei riuscito a raggiungere i traguardi ambiziosi che ti sei dato, devi sentire anche tu, come lo abbiamo sentito noi, il dovere di scendere in campo per il tuo paese. Devi sentire anche tu il dovere di non restare in panchina”. Anche perché, restando in panchina, può succedere che un movimento “ribellista” (il riferimento è ai 5 Stelle, ndr) e non populista – per me la parola “popolo” è sacra – nonostante la loro manifesta incapacità, sono ancora il primo partito che viene fuori dai sondaggi. Questi signori hanno nel loro programma delle cose che non sono conosciute, come la vergognosa tassa sulla successione e quella sulla casa, che dovrebbero seguire il modello francese. Dalla Francia stanno scappando tutti a causa di questo scellerato sistema di tassazione. La casa è sempre stata per noi una cosa sacra, perché noi italiani la consideriamo il pilastro su cui i nostri genitori hanno costruito la sicurezza della propria famiglia e il futuro dei propri figli».

Il presidente è poi passato a trattare i principali punti del contratto con gli italiani: «Il contratto – ha dichiarato Berlusconi – dovete impararlo a memoria e può essere così riassunto: meno tasse, meno Stato, meno vincoli dall’Europa, più aiuti a chi ha bisogno, più sicurezza per tutti e più garanzie per ciascuno». Nel programma è stata inoltre inserita anche la tutela dei diritti dei cosiddetti animali d’affezione. «In una notte insonne mi sono preso la briga di inserire, dentro l’albero delle libertà, anche un punto dedicato ai nostri amici animali, perché in Italia una famiglia su due possiede un animale d’affezione: credo che sia finalmente giunto il momento di riconoscere che gli animali sono esseri senzienti e pertanto capaci di provare emozioni».

Dopo un rapido ma significativo passaggio sulle pensioni (che secondo l’ex premier devono garantire la dignità di chi ha lavorato per una vita intera), Berlusconi ha parlato della giustizia, tema a lui particolarmente caro in ragione della sua familiarità con le aule dei tribunali. «Oggi – ha evidenziato l’ex cavaliere – non abbiamo le garanzie per attuare lo stato della giustizia in Italia. Come ho scritto nel programma e sostengo ormai da anni, sono davvero tanti gli aspetti da modificare. I pubblici ministeri – che noi chiamiamo avvocati dell’accusa – devono avere gli stessi diritti degli avvocati della difesa, e devono rivolgersi ai giudici con un rotondo “lei”. Inoltre, in galera ci vanno – prima della sentenza – soltanto coloro che hanno compiuto atti di violenza o di sangue. Gli altri, per far sì che non si possa pensare che scappino, devono versare la cauzione, istituto già previsto dall’ordinamento statunitense». Infine, il leader forzista ha auspicato un radicale cambiamento del sistema delle intercettazioni telefoniche e il progressivo snellimento dei processi, che nel nostro paese – spesso e volentieri – durano anche dieci anni.

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Dopo aver ripercorso la sua carriera imprenditoriale, Berlusconi ha concluso la propria arringa parlando ancora di elezioni: «Dobbiamo lavorare da qui alle prossime elezioni per arrivare ad essere noi – azzurri di Forza Italia – la maggioranza che cambierà il paese e che, ne sono certo, cambierà anche l’Europa. Il panorama che abbiamo dinanzi è vastissimo: il nostro compito è molto difficile, forse folle, ma è realtà e dobbiamo crederci. Ricordate: chi ci crede, combatte. Chi ci crede, supera tutti gli ostacoli. Chi ci crede, alla fine, vince! Forza Ischia, e Forza Italia!».

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Francesco Castaldi

foto Franco Trani

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