POLITICA

Cimmino: «Delusi dall’astensione, ma Fratelli d’Italia cresce”

L’analisi del voto del responsabile provinciale di FdI per il Turismo e le Politiche del mare: «Fele guida una squadra forte e credibile per la Campania»

Giovanni Cimmino, responsabile provinciale di Fratelli d’Italia per il Turismo e le Politiche del Mare, analizza il voto regionale.

«Il dato che più colpisce, ancor più dei risultati dei singoli partiti, è l’altissima astensione: il 60% degli elettori campani non è andato a votare. È un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. A mio avviso, è il segno più evidente dell’incapacità del governo regionale di centrosinistra di coinvolgere i cittadini, di parlare davvero ai loro problemi e di offrire soluzioni concrete. Quando 60 persone su 100 rinunciano a esprimere il proprio voto, significa che manca fiducia, manca prospettiva e manca credibilità in chi ha governato finora. L’amarezza è tanta, perché la partecipazione è il cuore della democrazia. Senza partecipazione, il sistema si indebolisce e si allontana dal popolo».

Nonostante ciò, Fratelli d’Italia registra una crescita importante….

«Assolutamente sì. Ed è doveroso dirlo: accanto alla delusione per l’astensionismo, c’è anche la grande soddisfazione politica di vedere Fratelli d’Italia crescere in Campania. È un risultato che conferma il lavoro fatto sui territori, la credibilità della nostra classe dirigente e la fiducia che i cittadini continuano a riporre nel progetto politico del premier Giorgia Meloni. A livello provinciale, la nostra candidata Ira Fele è risultata la più votata con circa 15mila preferenze: un risultato straordinario, che ha contribuito in maniera decisiva al successo della lista e all’elezione di altri due consiglieri. È una testimonianza concreta del radicamento del partito».

Chi è Ira Fele e perché, secondo lei, ha convinto così tanti elettori?

Ads

«È una politica autentica, una donna che milita nel partito dal 1993 e che non ha mai smesso di lavorare sui territori. È intelligente, perbene, preparata, capace di ascoltare, soprattutto i giovani, che spesso non trovano punti di riferimento credibili nella politica. Ha presentato un programma concreto, serio, molto attento ai temi che stanno davvero a cuore ai cittadini: sanità pubblica, istruzione di qualità, cultura come leva di crescita, politiche sociali per le famiglie e per le fasce più fragili. E gli elettori hanno premiato proprio questo. Voglio ribadire un concetto: i suoi consensi sono frutto esclusivo del suo lavoro, costruito giorno dopo giorno, senza scorciatoie e senza spinta dall’alto. Non è stata votata perché moglie dell’onorevole Michele Schiano. Prima delle elezioni, Schiano era presidente provinciale di Fratelli d’Italia, ma i voti ottenuti da Fele sono personali, meritati e conquistati sul campo grazie alla sua affidabilità e alla sua capacità di parlare alla gente con concretezza».

Ads

Come sarà composta la squadra del centrodestra in Consiglio regionale?

«Oggi possiamo dire di avere una squadra forte, autorevole e competitiva. In Consiglio regionale ci saranno l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, la nostra bravissima Ira Fele e il consigliere uscente Raffaele Pisacane. Parliamo di profili che conoscono la macchina amministrativa, che hanno esperienza e che sapranno rappresentare nel migliore dei modi tutte le province della Campania. Ma il dato politico più rilevante è un altro: l’intero centrodestra – Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega – porterà in aula 17 consiglieri d’opposizione. Una presenza importante, determinata e coesa, pronta a  controllare, a vigilare su ogni atto della maggioranza e a difendere i diritti dei cittadini campani con competenza e senso di responsabilità».

Uno sguardo al quadro nazionale?

«Le Regionali degli ultimi anni ridisegnano un’Italia spaccata esattamente a metà: tre Regioni al centrodestra e tre al centrosinistra. Ma se guardiamo la gestione complessiva del territorio nazionale, la fotografia è chiara: il governo guidato da Giorgia Meloni ottiene una vittoria netta, con il triplo delle regioni amministrate dal centrodestra rispetto al centrosinistra. È un segnale politico di straordinario rilievo. C’è una parte del Paese che rimane ancora in mano alla sinistra, ma si tratta di una parte sempre più marginale, spesso più interessata a criticare che a costruire. Preferiscono attaccare la Meloni – stimata e apprezzata anche e soprattutto all’estero – invece di presentare proposte serie per affrontare i problemi reali».

Che valutazione dà del cosiddetto “campo largo”?

«Il famoso “campo largo” non è altro che una grande ammucchiata politica, un insieme eterogeneo e confuso che mette insieme Fratoianni, Bonelli, Conte, De Luca, Fico, Schlein e anche il nostro sindaco Manfredi della Città Metropolitana di Napoli. Parliamo di un territorio che conta quasi un milione di elettori, circa 980 mila aventi diritto. Un carrozzone di quindici anime, con idee spesso opposte e senza una visione condivisa del futuro. Vedremo cosa accadrà quando saranno chiamati a misurarsi su temi fondamentali come infrastrutture, sicurezza, sanità e politiche giovanili. Personalmente, credo che un’alleanza così fragile non possa reggere a lungo. La politica richiede coerenza, identità, una direzione chiara. Se manca tutto questo, alla prima difficoltà tutto si sgretola. E penso che i cittadini se ne accorgeranno molto presto».

M.O.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio