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Cinque a zero per il gpl, fumata bianca in commissione paesaggio

Si chiude l’iter per l’impianto di via delle Ginestre che è stato al centro anche di un casus belli politico tra diverse anime della maggioranza

La partita è chiusa, almeno per quanto riguarda la competenza del Comune di Ischia. Adesso la palla passa alla Sovrintendenza e dunque diventa di natura prettamente tecnica, anche se il caso ha interessato soprattutto dal punto di vista squisitamente politico. La telenovela per l’installazione di un distributore di gpl a Ischia si è di fatto conclusa ieri mattina quando la commissione Paesaggio – che era saltata venerdì scorso per mancanza del “numero legale” si è riunita ed ha approvato all’unanimità il progetto. Tutti d’accordo i quattro rappresentanti della maggioranza (Simone Ferrandino, Michele Patalano, Pasqualino Mazzella e Tonino Starace) e quello della minoranza (Gianni Elia) nel benedire la pratica sia pure con una serie di prescrizioni.

Tutti i componenti dell’organismo hanno dato il loro nulla osta nella mattinata di ieri in municipio, sia pure con una serie di prescrizioni: l’ultima parola spetta adesso alla Sovrintendenza

Tra queste ne citiamo alcune tra cui la riduzione delle dimensioni di una pensilina, le aree da destinare da verde, le nuove altezze del terreno di via delle Ginestre dove sorgerà l’impianto. Ma a parte una serie di dettagli – che per carità, possono essere più o meno significativi, è giusto sottolinearlo – la patata bollente passa adesso nelle mani della Sovrintendenza.

Passa dunque la linea del vicesindaco Luigi Di Vaia e del gruppo “Sciarappa” che erano entrati in rotta di collisione con l’assessore Paolo Ferrandino, che aveva espresso la propria contrarietà sul progetto

La vicenda in questione ha rischiato di scatenare un “casus belli” all’interno dell’amministrazione guidata da Enzo Ferrandino, per una serie di intrecci che sarebbero noti ai più. La società romana interessata a “piazzare” il distributore di gpl sulla nostra isola cercava un terreno e lo avrebbe individuato in via delle Ginestre. La proprietà dello stesso è di Isidoro Di Meglio, direttore dell’Aragona Palace e vicino al gruppo di maggioranza degli “Sciarappa”.

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Tra i più convinti sostenitori della bontà del progetto anche il vicesindaco Luigi Di Vaia, mentre dal palazzo municipale di via Iasolino a più riprese è trapelata la voce (peraltro confermata da alcune voci di dentro) che a mettersi di traverso fosse stato l’assessore Paolo Ferrandino. Da qui giornate tutt’altro che allegre al Comune di Ischia, con le due anime della maggioranza che si sono leggermente spaccate ed il sindaco Enzo Ferrandino che ha dovuto faticare non poco per far sì che il giocattolo non si rompesse. Alla fine, si è voluto dar credito alla bontà dell’operazione e ai “desiderata” di Antonio Buono e del gruppo “sciarappino” per due motivi principali: in primis il fatto che da quella costola della maggioranza non fossero arrivate chissà quali richieste in un passato più e meno recente (mentre sarebbe stata ben diversa l’agibilità politica ottenuta dal geometra di via Iasolino), dall’altra la circostanza che lo stesso primo cittadino fosse convinto che l’installazione dell’impianto portasse benefici alla comunità e dunque fosse da intendersi come cosa “buona e giusta”. E adesso chi vivrà vedrà ma con un interrogativo che, ci sia consentito, proprio non possiamo non porci: la guerra intestina è finita o il fuoco coverà ancora sotto la cenere? Ai posteri l’ardua sentenza.

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