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Ciro Re è l’ischitano dell’anno 2025

Riconoscimento doveroso per il dirigente del commissariato di polizia, che lascia l’isola dopo un triennio. Punto di riferimento per chi ha considerato sempre la legalità come un valore da difendere e praticare quotidianamente, ha alzato il “velo” con una serie di attività investigative mirate anche sulla presenza occulta ma radicata della criminalità sul territorio locale e finanche sulle connivenze con diversi nostri concittadini

Ciro Re, vicequestore e dirigente del Commissariato di Polizia di Ischia, è l’ischitano dell’anno 2025. Un riconoscimento che non arriva per caso, ma che rappresenta la naturale conclusione di un triennio intenso e complesso, durante il quale Re ha guidato la Polizia di Stato sull’isola lasciando un segno profondo, concreto e riconoscibile. Un attestato di stima dovuto, quasi inevitabile, maturato giorno dopo giorno nel lavoro silenzioso ma costante svolto al servizio della collettività. Nel corso di questi tre anni, Ciro Re è diventato rapidamente un punto di riferimento per una parte significativa della comunità isolana, in particolare per quanti hanno sempre considerato la legalità non un concetto astratto, ma un valore da difendere e praticare quotidianamente. Un percorso tutt’altro che scontato, soprattutto in un contesto territoriale complesso come quello isolano, dove dinamiche sociali, interessi economici e relazioni personali spesso si intrecciano in modo delicato. Eppure, proprio in questo scenario, la porta dell’ufficio del dirigente è rimasta sempre aperta, segno tangibile di un approccio improntato all’ascolto, alla disponibilità e al confronto.

Sotto la sua guida, l’azione del Commissariato ha saputo trovare un equilibrio efficace tra prevenzione e repressione, due pilastri fondamentali dell’attività di polizia che Re ha saputo armonizzare insieme al proprio personale. Un lavoro di squadra, costruito sulla fiducia e sulla condivisione degli obiettivi, che ha permesso di affrontare con determinazione situazioni complesse e, allo stesso tempo, di intervenire prima che determinate criticità potessero degenerare. Fondamentale è stato anche il modo in cui Ciro Re ha saputo calarsi nel tessuto sociale dell’isola. Il dialogo costante con le istituzioni, con le autorità civili e con il mondo dell’associazionismo ha rappresentato uno degli elementi distintivi del suo mandato. Un confronto sempre mantenuto sul piano squisitamente istituzionale, senza mai oltrepassare quel confine necessario a garantire imparzialità, autonomia e una condotta rigorosamente super partes, imprescindibile per chi ricopre un ruolo tanto delicato. La presenza di Re a Ischia si è distinta in maniera particolare nella lotta alla criminalità organizzata e diffusa. Numerose le indagini avviate e portate avanti nel corso del triennio, alcune delle quali ancora in fase istruttoria e potenzialmente destinate a produrre effetti rilevanti. Inchieste che hanno contribuito a far emergere non solo la presenza della malavita e delle sue infiltrazioni sul territorio, ma anche, in alcuni casi, legami, relazioni e pericolose connivenze con cittadini insospettabili. Emblematica, in tal senso, l’attività investigativa condotta nei confronti del clan Festa, che ha rappresentato un passaggio cruciale nella comprensione di certi meccanismi criminali radicati anche sull’isola. Non meno incisiva è stata la battaglia contro il traffico di sostanze stupefacenti, che ha fatto registrare risultati mai raggiunti prima a Ischia. Sequestri di ingente entità, operazioni mirate e un’azione costante sul territorio hanno contribuito a colpire duramente un fenomeno che, negli anni, aveva assunto dimensioni preoccupanti.

Accanto all’attività repressiva, non è mancato il contributo in momenti di emergenza e di forte impatto emotivo per la comunità. In particolare, dopo la tragica alluvione del 26 novembre 2022, la Polizia di Stato, al pari delle altre forze dell’ordine, ha garantito una presenza costante, fornendo supporto e assistenza in una delle pagine più dolorose della storia recente dell’isola. A ciò si sono aggiunte numerose iniziative di sensibilizzazione, realizzate attraverso convegni, incontri pubblici, momenti di confronto nelle piazze e nelle scuole, con l’obiettivo di promuovere la cultura della legalità soprattutto tra le giovani generazioni. Ciro Re lascia Ischia portandola con sé, dopo aver lavorato quotidianamente per renderla un luogo più sicuro e consapevole. Ha messo in questo incarico anima, cuore e una professionalità solida, costruita negli anni e applicata con rigore. Non tutta la comunità, forse, ha scelto di seguire fino in fondo il solco tracciato dal suo operato, ma la traccia che resta è chiara: un sentiero segnato, concreto, che ora spetta ad altri continuare a percorrere. Un’eredità fatta di metodo, presenza e rispetto delle regole, che rappresenta il contributo più autentico lasciato all’isola.

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