ARCHIVIO 3ARCHIVIO 5POLITICA

Citara, i rendering del porto e l’ombra del disegno politico

di Corrado Roveda

FORIO. Dopo aver messo le mani sul porto, hanno allungato gli occhi sul lungomare. Perché a Forio una ne fanno – Citara – e cento ne pensano. Peccato per loro che l’amico Augusto Coppola ne ha fatta, anche lui, un’altra delle sue: è riuscito a mettere le mani sui segretissimi rendering che illustrano la trasformazione del porto di Forio sul quale sta lavorando l’amministrazione di Forio e li ha pubblicati sul suo canale social. Partiamo da una precisazione, la stessa che fa in premessa Augusto Coppola: i progetti non sono stati ancora approvati dall’amministrazione di Francesco Del Deo, ma non per questo sono meno validi. Raccontano la trasformazione del lungomare, dalla spiaggia dell’Impiccato fino al tunnel del Soccorso. Sugli elaborati c’è perfino una data, agosto 2016. «I primi rilievi tecnici però furono realizzati almeno un anno fa» puntualizza Coppola a voler rimarcare quanto l’amministrazione Del Deo punti ormai da tempo sul progetto. E ne ha ben donde. Nel gioco delle parti della politica, a lui, che ha seguito da vicino le vicende di Teresa Del Deo, è toccato il ruolo del capro espiatorio pubblico: «Hanno utilizzato il casino di Citara per addossare la colpa a me, ma è un pretesto e questa ne è la dimostrazione», spiega Coppola. Ma a cosa si riferisce?

Dai rendering emerge la portata del lavoro immaginato dall’amministrazione Del Deo ed annunciato da Mario Savio quando dichiarò in una intervista a Il Golfo che da qui in avanti l’esecutivo foriano si sarebbe dedicato soprattutto alla progettazione. Lasciando da parte ogni giudizio estetico e funzionale, si nota immediatamente una novità tutt’altro che sostanziale: saranno eliminate molte delle strutture fisse che occupano il suolo pubblico e saranno dedicati alla ristorazione spazi delimitati a priori.

Prendendo per buono come riferimento la data agosto 2016, è legittimo allora dare credito e fondamento a quanti immaginavano e sostenevano che la Guerra di Citara sarebbe stata figlia di un disegno politico preciso, volto a creare un effetto domino di denunce e controdenunce appellandosi al quale il comune avrebbe potuto finalmente mettere mano alle occupazioni di suolo pubblico.

È molto più di una voce popolare, soprattutto perché ci sarebbe almeno una struttura sul porto alla quale il comune avrebbe già inviato una ordinanza di demolizione delle pertinenze esterne. Lo diventa ancor di più se qualche “lingua lunga” vicina all’amministrazione ammette con candore che nel palazzo municipale fossero molti ad augurarsi che il provvedimento determinasse un effetto domino analogo a quello di Citara.

Annuncio

Solo che questa volta il proprietario del locale destinatario del provvedimento ha capito il gioco in anticipo ed ha deciso di mettere i bastoni tra le ruote all’amministrazione: nessuna denuncia ed incontri quasi quotidiani con i colleghi, con i quali starebbe per dar vita ad una nuova associazione di categoria.

Torniamo però per un attimo a Coppola e ai rendering del nuovo lungomare. «Scompaiono le strutture esterne fisse – spiega – del Copacabana, della Lucciola, della Cambusa (dove compare una fontana) e  così in avanti, tutte, fino alla Romantica, stando a quando si vede dai rendering».

Sullo sfondo anche in questo caso c’è Citara. Qualora il Consiglio di Stato dovesse confermare la sentenza del Tar e dare ragione all’amministrazione, allora dovranno essere ridiscusse tutte le occupazioni di suolo pubblico del territorio, comprese quelle del porto. Cosa significa? Che le attività della zona, intanto, saranno private di una serie di requisiti e finiranno per perdere valore. Non ci sarebbe niente di irreparabile, se non fosse per un dettaglio: a trasformazione del lungomare avvenuta, quelle stesse proprietà varranno dieci volte di più. E nel frattempo? Beh, nel frattempo chi avrà la disponibilità economica per farlo potrà acquistare a prezzi stracciati. A Forio non sono in molti a poterselo permettere. E chi vuol capire, capisca.

 

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close