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Citara, Tortano riprende il largo dopo l’infortunio

Ad accompagnare il viaggio della libertà di quest’esemplare di caretta caretta ritrovato a Pasqua, i ragazzi delle scuole di Forio

Tortano, lo splendido esemplare di caretta caretta salvato durante il periodo di Pasqua ha ripreso il largo e lo ha fatto tra le grida festanti dei ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Forio 1 che, ieri mattina, hanno accompagnato il suo ritorno alla vita. Appuntamento alla spiaggia di Citara dove da Portici è rientrata, accompagnata dai dottori del Centro ricerche tartarughe marine dell’Anton Dohrn, lì dove sembrava terminato il suo viaggio a causa di un retino di plastica, di quelli utilizzati per la vendita di mitili, evidentemente abbandonato in mare e fatalmente attorcigliato alle sue pinne, in modo da impedirle di immergersi in acqua. E’ stato grazie all’intervento di un diportista che si tuffò in acqua, che la tartaruga marina Caretta caretta è stata salvata, liberata dall’impiccio e consegnata alla Guardia Costiera che mandò il rettile al Centro Ricerche. Lì le riscontrarono anche lesioni sul carapace compatibili con una collisione con un natante, la tartaruga, inoltre, visibilmente debilitata, era stata presa di mira dai gabbiani, che avevano iniziato a beccarle il carapace. In linea con l’imminente Pasqua, le fu dato il nome di Tortano, un bellissimo esemplare di circa 15 kg e di 10 anni d’età. Una volta lì, la sorpresa: Tortano aveva già sfidato la vita una volta. Ritrovata nel mare di Sardegna dove aveva ingerito un pezzo di plastica, gli specialisti la salvarono da una pericolosa occlusione intestinale. Dandole poi il nome di Freedom, libertà, l’avevano rimessa in mare. Quest’ultimo, a causa del forte inquinamento, le ha riservato un’altra triste sorpresa, ma Tortano pare ce l’abbia fatta anche questa volta. Un tunnel di ragazzini ha fatto così da cornice a questa bellissima liberazione: Tortano è stata rimessa sulla battigia prendendo subito il largo nei flutti del mare di Citara. Le tartarughe sono ormai animali comuni dei nostri mari, dal 2012, infatti, la Campania è diventata l’unica regione del Mediterraneo Occidentale dove le questi esemplari nidificano ogni anno. Sono dai sei ai dieci i nidi per anno, un vero e proprio evento di colonizzazione. Così come spiegato dai biologi dell’Anton Dohrn, queste nidificazioni avvenivano ogni due o quattro anni e, a causa della temperatura troppo fredda del mare, nascevano tutti esemplari maschi. «Oggi – ha spiegato il dott. Fluvio Maffucci ricercatore della Anton Dohrn – si riescono ad avere picchi di 23 gradi e mezzo e quindi nascono esemplari femmine. Stiamo alterando il clima 2 gradi in più sulle nostre coste, questo causa piogge torrenziali e non continuative che arrecano danni, ma non rinfrescano la temperatura. Abbiamo delle responsabilità, dobbiamo essere pronti e obbligare i Comuni ad adottare pratiche ecosostenibili come luci che rispettino la fauna». Essere fruitori consapevoli della spiaggia, è questo l’invito dei ricercatori della Stazione zoologica Anton Dohrn, un monito importante soprattutto alla presenza delle nuove generazioni. «Ognuno di noi – ha dichiarato ancora il dott. Maffucci – può fare qualcosa per far sì che situazioni simili non accadano più. Ad esempio adottare comportamenti responsabili e in maniera più sostenibile verso l’ ambiente, qualunque esso sia; è quello che serve affinché ci sia davvero un cambiamento». Tortano, rimessa in mare due volte in dieci anni di vita, è la prova di come il mare, oggi, nasconda diverse insidie a causa dell’inquinamento da plastica. «Ha sperimentato tutte le azioni negative – ha continuato il dott. Maffucci che, insieme al veterinario, il dott. Andrea Affuso si è occupato di Tortano – l’ occlusione intestinale per aver ingerito plastica e poi la trappola causatale da un rifiuto galleggiante. Spesso, poi, i diportisti segnalano gli animali in difficoltà e poi si allontanano, rendendo più difficile il recupero. E’ fondamentale, invece, attendere l’intervento della Guardia Costiera per non avere un caso triste come l’ultimo avvenuto a Capri dove l’animale fu recuperato tre ore dopo la segnalazione e ritrovato con la testa mozzata da un’imbarcazione. Aiutateci, quindi, ad aiutare».

Sono circa sessanta gli anni di aspettativa di vita di una tartaruga che potrà riprodursi solo dopo i vent’anni; questo, accanto all’elevata mortalità introdotta dall’uomo e dal suo inquinamento, spiega perché gli esemplari siano molto diminuiti nonostante la condizione fortunata che vivono nel Mar Mediterraneo. «Era un nostro impegno fare in modo che Tortano venisse liberata a Forio, soprattutto per dare un segnale ai ragazzi delle scuole. La storia di questa tartaruga rappresenta il rischio che vivono questi animali, abbiamo fatto vedere loro concretamente l’effetto delle nostre azioni sia in senso negativo, che in senso positivo. Un mattoncino alla volta, partendo dai più giovani, stiamo dando loro conoscenze importanti. Quella di questa mattina (ieri ndr) è stata una bellissima iniziativa, abbiamo donato al mare un esemplare bellissimo». Così il Comandante della Guardia Costiera di Ischia, il TV Andrea Meloni che ha coordinato le operazioni di recupero e di liberazione dell’animale. Presente alla mattinata anche l’amministrazione comunale di Forio con l’assessore Gianna Galasso e il vice Sindaco Mario Savio, «stiamo cercando di far capire ai ragazzi l’importanza dell’evitare la plastica monouso, come amministrazione stiamo provando a fare di più: con le case dell’acqua abbiamo risparmiato più di 400mila bottiglie usa e getta». L’area Marina Protetta Regno di Nettuno ha, da ieri mattina, un nuovo abitante, Tortano, ad accompagnarlo in questo viaggio anche il presidente, il dott. Antonino Miccio, «i giovani sono molto vicini ad alcune specie, come le tartarughe, questo apre una breccia per lavorare su questo discorso. Raccontare e sensibilizzare sono due attività importanti dell’ Area Marina Protetta. Se non si fanno, mettere delle regole, può avere un senso negativo».

Foto Tommaso Monti

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