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Città Metropolitana, Marrazzo al “C. Mennella”: “Nautico disponibile da lunedì”

Gianluca Castagna | Forio – E’ l’ora della svolta, afferma perentoria la dirigente scolastica dell’IIS “Cristofaro Mennella”, prof.ssa Giuseppina Di Guida. E la svolta arriva puntale dopo pochi minuti dall’inizio dall’incontro con l’avvocato Domenico Marrazzo e l’ingegnere Pasquale Guadino della Città Metropolitana di Napoli.
Si tratta della revoca del provvedimento di inagibilità emessa a suo tempo dal Comune di Forio per lo stabile di via Matteo Verde, sede storica dell’Istituto Nautico. Due giorni fa la fine dei lavori finanziati dalla Città Metropolitana, dopo le risultanze, tutte positive, di una perizia tecnica commissionata dall’Istituto ed effettuata sull’immobile attiguo al plesso scolastico. Un documento di centinaia di pagine depositato al Comune, inviato alla Città Metropolitana, illustrato ai genitori degli studenti due giorni fa, in modo da rassicurarli sulla piena stabilità dell’edificio. Mancava solo l’atto di revoca del Comune. Arrivato anche quello.

Da lunedì prossimo, quindi, la sede dell’Istituto Nautico in via Matteo Verde verrà restituita alla comunità scolastica. Un piccolo, importante passo avanti che premia anzitutto il senso di responsabilità (“senza precedenti” lo definisce la Di Guida) degli studenti di questa scuola che da troppo tempo vive una situazione di spazi estremamente problematica e precaria. Quando l’orizzonte, dopo molte tempeste, sembrava essere diventato più chiaro (con l’utilizzo del Sanseverino a Casamicciola) ci si è messo il terremoto a scompigliare le carte e obbligare preside, docenti, alunni a ricominciare daccapo e trovare nuove soluzioni. Un laboratorio di sopravvivenza che però, adesso, pretende (e merita) stabilità.
«Trovare spazi per la nostra scuola è diventato fondamentale», ha ricordato la preside Di Guida. «Non solo per garantire ai nostri ragazzi il diritto allo studio, ma anche per evitare la dispersione degli stessi come della tante competenze professionali che la nostra realtà può vantare. La restituzione e la prossima apertura del Nautico è un punto di partenza, un segnale positivo per tutte le scuole dell’isola. Non vogliamo essere soli in questa battaglia».
La presenza dell’avvocato Domenico Marrazzo, consigliere delegato all’Istruzione, Formazione ed Edilizia Scolastica della Città Metropolitana di Napoli, e dell’ingegner Pasquale Gaudino, Dirigente Ufficio Tecnico, consente di fare un po’ il punto su una situazione, quella delle scuole isolane post sisma, attorno alle quali il clima diventa giorno dopo giorno sempre più incandescente. Lo scenario non ci ha risparmiato nulla: latitanza o, nella migliore delle ipotesi, lentezza delle istituzioni; attendismi machiavellici che pregiudicano solo i ragazzi; colpi di mano per stabilire scuole di serie A e scuole di serie B; email perse; speranze (come quelle degli studenti dell’Istituto Mattei) affogate nelle sabbie mobili della burocrazia; soluzioni prima adottate poi abbandonate, genitori contro presidi, presidi contro amministratori, amministratori contro il MIUR.
E poi tutti contro tutti. Roba che la sanguinosa guerra del “Trono di spade” televisivo è – al confronto – un innocuo minuetto fra damerini.

Le prime vittime di questa guerra tra competenze, interessi, scuole e bisogni collettivi sono però i ragazzi isolani, che abituiamo alla precarietà già dai tra i banchi di scuola. Che oggi ci sono, domani chissà.
Quelli del Nautico di Forio, però, dovrebbero accogliere i loro ospiti abituali già da lunedì prossimo.
«Oggi», ha confermato Marrazzo, «completiamo l’iter amministrativo e dei lavori per far ripartire l’Istituto Nautico di Forio. Da lunedì il plesso di via Matteo Verde sarà restituito ai ragazzi dell’isola, non solo del ‘Mennella’. Lo dico perché la scuola non dovrebbe conoscere confini amministrativi. Se ci sono urgenze, problematiche, disagi da parte degli studenti dell’isola, questi non sono problemi di un singolo istituto. La nostra vicinanza è indiscutibile: mi riferisco a ogni realtà scolastica dell’isola d’Ischia. E’ vero che la Città Metropolitana ha competenza per gli istituti superiori, ma dobbiamo essere attenti e solidali anche con gli alunni delle scuole medie e delle elementari. Solidarietà non solo a parole», ha continuato il Consigliere, «se risolviamo, come risolveremo, i problemi dell’edilizia scolastica isolana, pre e post-terremoto, si apriranno spazi per bambini che vivono certamente disagi superiori ai loro colleghi più grandi. Fare i doppi turni, per loro, è più gravoso. Oggi, con la revoca dell’ordinanza di inagibilità della sede del Nautico, dimostriamo la stretta collaborazione che c’è, e deve esserci, tra la Città Metropolitana, le amministrazioni comunali, i dirigenti scolastici, genitori e studenti. Ogni giorno, il sindaco Luigi de Magistris vuole essere informato della situazione sull’edilizia scolastica isolana».

Uno scacchiere, a essere onesti, pieno di falle e antiche criticità aggravatesi dopo il terremoto anche per il solito gioco dei tentennamenti e dei rimpalli. Quali strade si prospettano per risolvere i grattacapi dell’Istituto Cristofaro Mennella (che non terminano certo con la riapertura del Nautico di Forio), o del Mattei di Casamicciola (oggi ai doppi turni a Lacco Ameno, senza laboratori né palestra), o del Liceo Statale di Ischia? Sono strade percorribili? Credibili? Con quale tempistica?
«Quindici giorni fa» ha ricordato Marrazzo, «nell’incontro in Città Metropolitana con i dirigenti scolastici e il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino, ho preso un impegno ben preciso: restituire il Nautico entro due settimane. Così è stato. In quella occasione abbiamo avviato l’iter per la valutazione del Polifunzionale in vista di una compravendita. Non sappiamo i tempi di questa valutazione, né quando perfezioneremo l’accordo, in modo da cominciare subito i lavori di adeguamento. Intanto, per gennaio, ricaveremo ulteriori spazi con il trasferimento del Tribunale nella sue sede definitiva». Dieci aule, ha spiegato l’ing. Gaudino. Gli spazi che oggi occupa il tribunale e che, evidentemente, sono agibili. «Le aree rimanenti restano inagibili fino a quando non faremo i lavori», ha chiarito il tecnico.
A chi andranno queste dieci aule? «Il plesso sarà utilizzato dagli studenti che in questa fase vivono i disagi dei doppi turni», dichiara il consigliere Marrazzo. Di fronte a dichiarazioni così sibilline, rischia di aprirsi un altro fronte di guerriglia. Entreranno gli studenti del Cristofaro Mennella o quelli del Liceo Statale? «Non facciamo campanilismi, le scelte verranno fatte con razionalità e spirito di solidarietà».
Intanto buone nuove anche per gli studenti del “Mattei”, da molti giorni in stato di agitazione.
«Come Città Metropolitana prendemmo un impegno con gli studenti di ultimare i lavori entro il 31 dicembre. E’ vero che questi lavori non sono iniziati, o meglio, sono iniziati e poi sospesi per accertare la quantificazione precisa dei danni e dei lavori da eseguirsi. La documentazione è stata inviata al MIUR, non voglio entrare nelle polemiche di questi giorni sulla mancata risposta del Commissario straordinario e preferisco andare oltre i cavilli burocratici. Se una risposta e il successivo avvio dei lavori non dovessero avvenire entro 10 giorni, la Città Metropolitana si adopererà per effettuare i lavori in proprio, a prescindere se saremo rimborsati o meno dal Miur. Un investimento di 100.000 euro per la messa in sicurezza della sede di via Principessa Margherita a Casamicciola che consentirà agli studenti del Mattei di rientrare finalmente nel loro istituto. I ragazzi non possono aspettare oltre, stanno vivendo un disagio da troppo tempo». Anche qui, tuttavia, si attende l’approvazione della variante da parte del Provveditorato alle opere pubbliche per completare l’iter amministrativo.

Alla conferenza della Città Metropolitana tenutasi nella sede del Mennella di Via Lavitrano a Forio era presente anche il sindaco di Casamicciola Giambattista Castagna, reduce dall’infuocato pomeriggio di ieri al Capricho dove sono esplose tutte le tensioni per la riunione dello scorso 21 novembre al plesso Marconi, riunione da cui è scaturito uno sconcertante dietrofront delle scuole ischitane sui doppi turni con gli studenti delle scuole di Casamicciola.
«Le scuole sono un patrimonio della Repubblica Italiana» ha sottolineato Castagna. «Non sono il feudo di questo o quel dirigente scolastico, né appartengono alle famiglie del territorio circostante. Quell’atto grida vendetta, mi auguro venga presto stracciato e rielaborato alla luce di quanto è stato deciso nella riunione del 6 settembre alla presenza dei dirigenti scolastici, degli amministratori e del direttore dell’Ufficio Regionale Scolastico, dottoressa Luisa Franzese. Una decisione collegiale, presa tutti insieme. La scuola non deve generare antagonismi, siamo educatori che non possono far passare il messaggio che le scuole di Ischia appartengono ai ragazzi di Ischia. Esattamente come il plesso Balsofiore non appartiene ai ragazzi di Forio o il De Gasperi a quelli di Casamicciola. A quella riunione volevo partecipare, avevo il diritto di partecipare».
A chiedere la fine degli attendismi strategici e un minimo sindacale di certezza, anche a Castagna, è il dirigente scolastico del Liceo Statale di Ischia, prof. Gianpietro Calise. «Ci avviciniamo a un appuntamento importante per la vita di una scuola: la gestione delle iscrizioni», ha ricordato il preside. «Un genitore vuole sapere dove suo figlio andrà a scuola. A febbraio cosa gli andremo a dire? La scuola di Casamicciola deve esistere, e per garantirgli questa esistenza è necessario prendere delle decisioni. Altrimenti i ragazzi finiranno per iscriversi altrove, a Lacco Ameno o a Ischia. Noi dirigenti ragioniamo in prospettiva» ha continuato Calise, «come procedere alla programmazione delle classi o dell’offerta formativa se non sappiamo dove sarà la nostra sede? Molti studenti iscritti al biennio dello Scientifico anche per la sua collocazione a Lacco Ameno, sono andati via quando abbiamo lasciato la sede per ospitare gli studenti del Mattei. Chiedo, ai politici e ai responsabili tecnici, di darci risposte e un orientamento certo. Magari non adesso, non a dicembre, ma al momento delle iscrizioni sì».
«Fate presto» ha aggiunto la Di Guida. «La scuola ha un suo ciclo vitale fondamentale che non può essere alterato. Intercettiamo un’utenza che deve essere accolta fin dal primo giorno. I rischi si chiamano dispersione, abbandono, devianza, perdita di opportunità».
Se gli studenti del Mennella non sono riusciti a strappare con manifesta ufficialità la promessa dell’ex liceo Scotti come destinazione definitiva di una scuola peregrina da sempre, almeno un tavolo permanente di discussione, anche a Napoli, quello sì.
Tenere desta l’attenzione, schivare i tatticismi politico-burocratici, non mollare mai. La lotta continua.

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