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Ciummo d’accordo con De Siano e Capone per l’appalto a Lacco

DI GAETANO FERRANDINO

ISCHIA – Come succede spesso in questi casi l’informativa di reato redatta dalla squadra mobile della Questura di Napoli racconta molto di più dell’ordinanza di custodia cautelare, che per ovvi motivi si limita nell’ambito di una attività di indagine lunga e complessa a raccontare i fatti penalmente rilevanti ma non tutta una serie di episodi che magari non c’entrano col codice penale ma che certamente servono ad avere un quadro completo ed esaustivo delle vicende così come si sono succedute. L’inchiesta rifiuti sull’asse Forio-Lacco Ameno, dunque, presenta molte sfaccettature, in primo luogo per quanto riguarda le utenze tenute sotto controllo, che non sono soltanto quelle relativi ai soggetti coinvolti nelle intercettazioni contenute nell’atto che ha portato all’emissione di nove ordinanze di custodia cautelare. Tra i cellulari monitorati, tanto per fare due nomi, ci sono anche quelli di Carmine Monti e soprattutto del sindaco dell’epoca a Forio, vale a dire Franco Regine. E poi c’è davvero un romanzo, che come ogni storia inizia dalla sua genesi.

Le origini dell’inchiesta riferiscono che nell’ambito di una peculiare attività informativa che la squadra mobile aveva acquisito da riservate fonti investigative, i poliziotti venivano a conoscenza di presunte illecite condotte perpetrate al fine di assegnare il servizio dei rifiuti solidi urbani a Lacco Ameno alla Ego Ego. Si legge che “la fonte riferiva che il Ciummo, pregiudicato sospettato di svolgere attività di riciclaggio per conto della malavita casertana denominata ‘dei casalesi’, avrebbe definito col senatore della Repubblica, nonché consigliere del Comune di Lacco Ameno, Domenico De Siano, e con il consigliere provinciale Donato Capone, un accordo economico per vedersi assegnato il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani per quel Comune, incarico che sarebbe stato specularmente revocato alla Lacco Ameno Servizi srl mediante la liquidazione di quest’ultima. La fonte riferiva inoltre che il gruppo, avvalendosi dell’aiuto del dirigente finanziario del Comune, Oscar Rumolo, uomo fidato del De Siano, aveva pianificato una gara ‘ristretta’ per inviti che, bandita il 19 agosto 2011, prevedeva l’assegnazione del servizio in tempi ridottissimi (dieci giorni) nell’evidente intento di affidare alla Ego Eco srl il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in quel Comune.

In allegato c’erano una serie di atti che portavano la squadra mobile di Napoli ad appurare che “Nel corso dei preliminari accertamenti svolti, si rilevavano infatti palesi irregolarità che vedevano favorita nell’assegnazione del servizio, la società del pregiudicato Ciummo Vittorio”, prima di aggiungere che “in effetti oltre ad accertare diversi episodi corruttivi, le investigazioni consentivano di svelare le dinamiche che regolavano i rapporti politico-affaristici tra imprenditoria e i vertici del potere politico, in quel momento egemone sul territorio di riferimento; in particolare le società coinvolte si adeguavano all’unica strategia a loro concessa per ottenere l’assegnazione degli appalti, ovvero interagire con i vertici del partito di maggioranza dell°Ente Locale; c”è però da dire che le diverse società concorrenti tra di loro, consapevoli di tale stato delle cose, gareggiavano senza risparmiare colpi bassi per accreditarsi quale impresa di riferimento e pagare quanto dovuto, ottenendo così l’aggiudicazione delle gare di appalto ed un loro indiscutibile profitto. Una complessiva lettura dei fatti accertati nel corso delle indagini, faceva rilevare che il sistema politico che amministrava la “res”publica, aveva ragione di esistere, solo in funzione della cannibalizzazione economica delle potenziali opportunità che i vari incarichi lottizzati potevano consentire”.

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