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Cocciardo tra cinema, teatro e letteratura

di Isabella Puca

Forio – Chiamarsi Eduardo e vivere e lavorare per il teatro non è per niente facile, ma Cocciardo, l’attore, regista e scrittore foriano vive forse uno dei suoi periodi più pieni e fertili. L’ultimo appuntamento  lo ha visto impegnato al Torrione con uno spettacolo molto sentito e tutto dedicato a un tema difficile, ma necessario, come la Shoah. Sono ancora vive, invece, le emozioni di quest’estate quando è andato in scena in piazza con “L’ultimo borbone – canto rivalsa per Napoli” che lo ha visto recitare sulla musica degli Epo, gruppo napoletano che ha accentuato ancor di più l’intensa narrazione del testo. «La mia – ci dice Eduardo – è una battaglia quotidiana, col tempo, con le idee, con la vita e i suoi troppi binari morti», e di idee Cocciardo, ne ha messe su davvero tante.  Partiamo dal cinema. Venerdì 12 febbraio, alle ore 19:00, a Napoli, presso EvaLuna Libreria Cafè, verrà presentato il cortometraggio La Mezzanotte Rossa. L’evento, organizzato da Eva Luna in collaborazione con l’Associazione Artisti Uniti “Il Carro”, vuole anche rappresentare un momento di incontro fra giovani artisti napoletani impegnati in un tentativo di rinnovamento del cinema e del teatro partenopeo. Il cortometraggio, parodia horror sequel della fortunata Mezzanotte Bianca, che ha raccolto consensi in giro per festival come il Fi Pi Li Horror Festival, l’ Ischia Film Festival e l’ Imperia Video Festival 2013, è stato scritto da Eduardo Cocciardo, in collaborazione con Gaetano Amalfitano, che ha firmato anche la Direzione della Fotografia, mentre riprese e montaggio sono di Cinzia Razzano, ed il make up della truccatrice napoletana Teresa Iodice. Fra gli interpreti, oltre, ovviamente, allo stesso Cocciardo, Antonello Pascale, Ciro Di Luzio, Leonardo Bilardi, Salvio Di Massa, Ida Matarese, Rossella Polito, Rossella Impagliazzo, Gloria Azar, Davide D’Abundo, Colomba D’Abundo, Enzo Boffelli e Tiziana Perna. Stavolta, i due protagonisti, il sedicente regista horror Adriano Cacciapuoti ed il suo maldestro e timido camerman Tonino, se la vedranno con un improbabile prete esorcista ed un virus demoniaco che si contagia tramite morso. «L’obiettivo – ci ha detto Cocciardo – era non mescolare i due generi, la commedia e l’horror, come nella più classica operazione parodistica, ma farli funzionare ognuno secondo i propri canoni classici, creando una sorta di attrito che avrebbe dovuto accrescere le potenzialità espressive di entrambi. Devo dire che il risultato finale mi lascia molto soddisfatto». Meno di una settimana dopo, mercoledì 17 febbraio alle ore 18:00, ancora a Napoli, nell’ambito della rassegna letteraria 26th Street Art Amodio, presso Punto Mondadori Amodio a Port’Alba, Eduardo Cocciardo presenterà in anteprima nazionale il suo nuovo romanzo, il thriller “Gli Alfabeti della Morte” (Edizioni Arpeggio Libero). A moderare l’incontro sarà  la giornalista Enrica Buongiorno, mentre la lettura di alcuni brani del libro sarà curata da Ciro Di Luzio; con l’autore sarà presente anche l’editore. «É un appuntamento particolarmente emozionante. Ho lavorato a questo romanzo per due anni e mezzo, fra varie pause dovute agli impegni contemporanei. Un thriller vero e proprio. Anche se, dietro i meccanismi del genere specifico, si nascondono intenzioni autoriali molto più vaste, di natura filosofica, politica ed esistenziale. Una storia ambientata fra Ischia e Napoli nell’immediato dopoguerra. Ma non voglio anticipare altro, visto che presto lo presenterò anche a Ischia, e poi in giro per l’Italia». L’attesa verso l’appuntamento ischitano porta dritta, dritta verso un altro importante evento che vedrà, il prossimo 11 marzo, Cocciardo ospite al Teatro Mediterraneo per uno  straordinario evento cittadino, lo spettacolo Napoli del 900, dedicato ad un secolo di cronaca, arte e spettacolo della nostra città, con l’ideazione e la regia di Ciro Lucioli, ed il patrocinio del Comune di Napoli e della Regione Campania. «Già lo scorso anno – ci racconta – fui ospite di un evento organizzato dallo stesso regista, ed è per me un grande onore tornare anche quest’anno su un palcoscenico così prestigioso. Ad aprile, invece, andrò in scena al Teatro Polifunzionale una versione di Aspettando Godot di cui ho curato la regia. Organizzato e prodotto dagli Ugualos Salvio Di Massa e Lucio Scherillo, giovani e validissimi attori miei ex allievi all’Accademia dei Ragazzi, con loro in scena ci saranno anche Davide D’Abundo, Alessandro Guerra e David Laezza».  La primavera porterà buone nuove per l’artista foriano, il 18 e il 19 maggio, sarà,  infatti, in scena al Teatro Sancarluccio di Napoli con L’Ultimo Borbone, con lo straordinario commento musicale degli Epo. «Dopo il debutto foriano di quest’estate – conclude Cocciardo – lo spettacolo arriva su uno degli storici palcoscenici partenopei, grazie al direttore artistico Bruno Tabacchini, grande uomo di teatro che ha lavorato negli anni con i più importanti attori nostrani, da Salemme a Biagio Izzo. Contemporaneamente, proseguirà la presentazione de La Mezzanotte Rossa nei più importanti festival nazionali, in attesa che arrivi il momento giusto per realizzare l’ultimo capitolo di quella che nelle mie intenzioni è sempre stata pensata come una trilogia, La Mezzanotte Blu». Tra cinema, teatro e letteratura, arriverà presto la primavera di Cocciardo e siamo certi che ci riserverà qualche altra bella ed emozionante sorpresa.

 

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