CRONACAPRIMO PIANO

Coltellate al Mojito, sangue sulla movida ischitana

Un minore incensurato ha ferito gravemente un napoletano all’interno del locale ubicato sulla Riva Destra: adesso è ristretto presso il centro di prima accoglienza dei Colli Aminei

Un episodio di violenza incredibile, inaccettabile, intollerabile. Che trasforma Ischia – già rimasta scossa dalla maxirissa in piazzetta San Girolamo, che aveva contato almeno una dozzina di partecipanti (e tre denunciati a piede libero, finora, numero destinato inevitabilmente a crescere in maniera sostanziale nei prossimi giorni, potete scommetterci) – in un vero e proprio campo di battaglia nell’imminenza di un Ferragosto che a questo punto davvero preoccupa e non poco.

Tutto è accaduto ieri mattina, poco prima delle quattro. A lanciare l’allarme il gestore di un locale notturno ubicato sulla Riva Destra che attraverso una telefonata al 112 riferiva che si era registrato un accoltellamento all’interno di un’altra attivitò, il Mojito: a seguito dell’accaduto un amico della vittima, timoroso per la sua incolumità, aveva cercato rifugio altrove mettendo in condizione l’imprenditore di capire cosa fosse successo e lanciare così l’allarme. I militari dell’Arma, guidati dal comandante Angelo Pio Mitrione, giungevano in men che non si dica sul luogo del violento episodio e avevano subito modo di prestare i soccorsi alla persona accoltellata, che veniva identificata in S.T. Di lì a poco arrivano sul posto anche i colleghi del Nucleo Operativo Radiomobile i quali vanno immediatamente a raccogliere la testimonianza dell’amico del ferito o di qualcuno che in ogni caso avesse assistito ai fatti.

Il reato contestato è di tentato omicidio, la vittima dell’inaudita aggressione ha subito l’asportazione della milza. Il responsabile è stato ammanettato a Napoli dai carabinieri della Stazione di Ischia e del Nucleo Operativo, dopo che aveva lasciato l’isola in barca

Un dato significativo emergeva nel momento in cui sulla Riva giungeva l’ambulanza, perché mentre i medici prestavano le cure del caso al giovane rimasto ferito, lo stesso intratteneva una conversazione con un amico con il quale aveva trascorso la serata. Di fatto andava a ricostruire quello che era accaduto all’interno del locale Mojito. S.T. spiegava di essersi intrattenuto a chiacchierare con alcune giovani ragazze prima essere spinto scherzosamente da un amico verso il centro della pista. Contestualmente, un giovane con gli occhiali che fumava che iniziava ad avere un battibecco verbale con S.T. e il suo amico. All’improvviso il dirimpettaio estraeva un’arma da taglio dai pantaloni affrontando apertamente il suo “rivale” sferrandogli un colpo nel fianco sinistro, prima di allontanarsi repentinamente verso l’uscita del locale unitamente ad altre persone. Una scena, questa, che veniva però ripresa dalle videocamere di sorveglianza del locale, che venivano visionate con tempestività dai militari dell’Arma. Nel frattempo il ferito veniva condotto all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, dove è tuttora ricoverato in gravi condizioni ma non in pericolo di vita: i sanitari lo hanno sottoposto ad un intervento chirurgico che ha portato all’asportazione della milza.

Nel frattempo prima ancora che giungesse l’alba era partita la caccia all’uomo da parte delle forze dell’ordine. I mezzi di trasporto marittimo in partenza verso la terraferma venivano presidiate da uomini e mezzi dei carabinieri e nel frattempo gli stessi ispezionavano anche le vicine spiagge ischitane, dove si pensava che eventualmente l’accoltellatore potesse aver trovato rifugio. Anche attraverso alcune testimonianze raccolte nell’ambito di una investigazione lampo, gli uomini coordinati dai luogotenenti Michele Cimmino e Sergio De Luca intuivano che il giovane napoletano potesse aver raggiunto Napoli con un’imbarcazione privata, accompagnato presumibilmente da qualche congiunto. La terraferma veniva raggiunta anche da personale della Stazione di Ischia e del Nucleo Operativo Radiomobile che anche grazie ai colleghi partenopei intensificano le ricerche che davano l’agognata svolta poco prima delle 13.

Il ragazzo, un minore incensurato (ma secondo gli investigatori già soggetto potenzialmente pericoloso), veniva bloccato nella zona di via Marina ma prima di essere acciuffato dai militari dell’Arma provava una disperata fuga, cercando di salire in una macchina per darsi alla fuga. Una volta fermato, nei suoi confronti è scattato l’arresto per il reato di tentato omicidio. Dopo gli adempimenti di rito, è scattata la traduzione presso il centro di prima accoglienza dei Colli Aminei, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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