CRONACA

Come cambia la vita ai tempi del coronavirus – 1 Bottiglieri: «Leggo tanto e penso al futuro dell’isola»

Acquisto di respiratori da donare agli ospedali, speranza di riformulare dalle basi il turismo, buone letture e tanto tempo da trascorrere in famiglia, con un’immensa voglia di normalità. Ecco come scorre la quotidianità del gioielliere ischitano

Tanto tempo libero. I pensieri che corrono, alcuni verso risvolti positivi, altri verso un futuro nebuloso, ancora poco chiaro. La vita in isolamento non è semplice e nemmeno la condizione speciali di noi isolani, già un po’ abituati a fare a meno di alcune libertà che sono concesse a chi vive sulla terraferma, ci rende pronti ad affrontare questo periodo di quarantena forzata dove tutto si è fermato e un’isola votata all’ospitalità deve ora fare i conti con il proprio isolamento al quadrato e le prospettive per il futuro. Attraverso i pensieri e le testimonianze degli ischitani cerchiamo di capire come l’isolano stia affrontando questo duro e difficile momento, alle prese con un isolamento forzato che costringe a fare i conti con i propri pensieri, paure e prospettive. Marco Bottiglieri, noto gioielliere del Corso Vittoria Colonna, referente ischitano dell’Aicast, ci racconta come sta affrontando questo intenso momento di isolamento forzato tra abitudini, riflessioni e prospettive per il futuro.

Come è cambiata la quotidianità ai tempi del Coronavirus? Come stai passando le tue giornate in cui la gioielleria è chiusa?

«Mi sto dedicando alla lettura. “All’inizio di un incubo c’è sempre un sogno”» racconta“La fine del tempo”, libro che mi sta piacendo molto. Mai così attuale come in questo periodo . La lettura di un libro è anche un modo per evadere e non farsi coinvolgere e deprimere del tutto dagli avvenimenti, dalle tante notizie, continue e spesso discordanti. Anche se poi la scelta è caduta su un argomento che non mi allontana tanto dalla realtà».

Come è cambiata la tua vita in queste settimane?

«Sicuramente tra preoccupazioni e ironia, tutti ci barcameniamo nell’incertezza, con tanta voglia di normalità. C’è la paura del virus, e poi c’è l’altra paura, quella di tutto il resto. E in un momento storico come questo, già caratterizzato dalla recessione economica , non è sicuramente il massimo».

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Come è cambiato il rapporto con la casa?
«Tutto sommato la lunga e forzata convivenza in casa Bottiglieri si sta svolgendo con il giusto approccio, con tanto buon senso e riscoprendo il gusto di condividere alcuni mestieri casalinghi, compreso spostare mobili o riordinare le fotografie: è un modo per ripercorrere la storia della famiglia, e averne memoria».

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Ma c’è anche modo di pensare al lavoro, immagino.

«Si certo, non solo lettura e mestieri ; in questa prima settimana, tutti i giorni , più volte al giorno, ci siamo sentiti e confrontati con il direttivo della nostra associazione, con il Presidente della Camera di Commercio, con le Forze dell’Ordine per coadiuvare e condividere le varie iniziative sulle diverse problematiche che si presentavano e che tuttora si presentano . Abbiamo anche avviato una raccolta fondi per l’acquisto di respiratori da donare ad ospedali».

Poi però dopo i momenti in famiglia e un pensiero al lavoro arriva quel momento in cui si rimane soli, in “quarantena” con se stessi, quali sentimenti pervadono il tuo animo in questo periodo?

«La giornata è lunga , e nonostante le tante attività associative e familiari , arriva il momento dei pensieri … E non sono sempre sereni. Nulla sarà più come prima. C’è tanta paura e incertezza sulle conseguenze in ambito lavorativo. Anche se le conseguenze della pandemia sono di grande rilievo e investono il sistema economico mondiale, a Ischia dovremmo cominciare a ripensare il modo di gestire la nostra unica risorsa : il turismo. Quello che da tempo chiediamo in tutti i tavoli di concertazione , che trovano tutti concordi , ma che poi non si riesce a realizzare : la destagionalizzazione. Credo che in questo momento possa essere l’unica salvezza per l’intero comparto turistico, per l’intera isola . Considerare e lavorare per un’unica stagione turistica , senza limiti temporali».

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