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LE OPINIONI

Come è nata “L’Arca dei ricordi” vincitrice della Festa di Sant’ Anna

Ci scrive Gaetano Maschio, direttore artistico ed ideatore dell’imbarcazione allegorica che si è aggiudicata l’97esima edizione della manifestazione svoltasi nella Baia di Cartaromana

Illustrissimo Direttore

scrivo queste mie considerazioni non come “diritto di replica” (non credo ce ne sia bisogno), ma come un approfondimento, che possa condurre il lettore a conoscere la strada, che ho percorso per sviluppare l’idea progettuale intitolata “L’Arca dei ricordi”, confluita nella costruzione dell’omonima Barca allegorica proveniente da Forio, risultata vincitrice dell’87^ edizione della Festa a mare agli scogli di S. Anna. Lo faccio solo perché non ritengo di essere andato fuori traccia, come scritto nel vostro articolo di domenica 28 luglio, nel quale sono riportate le rimostranze del Sindaco di Casamicciola sull’esito del concorso. Il tutto ha preso il via dall’ avviso pubblico per l’acquisizione delle proposte progettuali. In apertura il regolamento indicava nelle caratteristiche progettuali il tema: “ “Storie d’acqua”, l’elemento che ha cambiato la vita dell’Isola d’Ischia” e continuava “Luoghi che sono completamente diversi tra loro sotto ogni profilo, che li vede uniti da un bene comune e prezioso come l’acqua”. Lo spunto della trattazione è partito, quindi, non da un escamotage, come paventato dal redattore, ma da una precisa indicazione del documento ufficiale: le strade, le piazze, le montagne ed, aggiungo io, le spiagge sono, a mio avviso, “ i luoghi” di cui parla il regolamento, in una parola l’Isola stessa. Nella presentazione del mio progetto, il termine “arca” quasi sgorga dal termine originario “acqua” e quest’aspetto non costituisce un semplice gioco di parole o un’immagine superficialmente scelta per il bozzetto, ma simboleggia l’ essenza stessa dell’assunto che si è inteso proporre. Se per l’Uomo l’acqua è fonte di vita, per gli Isolani l’acqua diventa elemento intrinseco alla stessa quotidianità: per noi tutto si è svolto, si svolge e si svolgerà a stretto contatto con l’acqua. L ’Isola stessa è dunque un’arca, che diventa scrigno e tutela di tutti questi elementi.

Il regolamento ampliava ancora di più le indicazioni: “Per lo sviluppo narrativo del tema, i partecipanti potranno ispirarsi ulteriormente a storie vere o di fantasia o tratte da romanzi e tener presenti nel loro progetto uno o più dei seguenti punti: 1. L’acqua come mare; 2. L’acqua come vita; 3. L’acqua come benessere (le Terme); 4 L’acqua come via di comunicazione (l’emigrazione verso le Americhe e l’immigrazione verso le nostre coste); 5. L’acqua come storia; 6. L’acqua come ambiente; 7. L’acqua come sviluppo turistico; 8. L’acqua come motivo di studio scientifico; 8. L’acqua come ragione di Festa (la sfilata delle barche allegoriche e le processioni via mare).

Ne “L’Arca dei ricordi” ho trattato almeno 6 di questi temi in una consecutio storicamente validata.

I tempo: Omaggio alla storia greco – romana con i rispettivi riti legati all’acqua: abluzione , purificazione e pratiche rituali davanti al Tempio per l’antica Pithecusa svolti al piano superiore della istallazione allegorica e la “ lustratio” di epoca romana, effettuata mediante il lavaggio con l’acqua e l’aspersione con rami di olivo seguita dalle prime cure termali al piano inferiore, frutto della scoperta da parte dei Romani dei benefici effetti delle fonti. (punto 5 e punto 3 del regolamento).

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II tempo: La colonia Greca di Pithecusa non solo accolse i coloni ma per la fertilità delle sue terre di origine vulcanica e con il clima mite si rivelò luogo ideale per la crescita della vite, ivi portata dai Greci. La pesca, invece, fu particolarmente praticata al tempo dei Romani tra i primi ad usare le “nasse” , che erano fabbricate con bacchette di legno (giunco; vimini) e rete in maniera artigianale. L’acqua diventa mare ma anche vita nel lavoro dei pescatori e dei contadini (punto 1 e punto 2 del regolamento).

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III tempo: Lo scorrere del tempo ed il consolidamento del Cristianesimo trasforma la Fede ed i riti della popolazione ischitana. L’acqua diventa ragione di Festa con la sfilata delle barche allegoriche e le processioni via mare (punto 8 del regolamento). Nasce spontaneo l’omaggio alla Festa di S. Anna ed alla processione delle partorienti, con il passaggio di due barche addobbate. Le mamme in attesa si raccomandano a S. Anna ed il Popolo lancia i fiori al passaggio del corteo. Molte di queste mamme presto raggiungeranno i propri mariti già emigrati.

IV tempo: Ecco che ”L’Arca dei ricordi” si trasforma in un bastimento, che solcando il mare, conduce gli emigranti verso “… terre assaje luntane …”. L’emozione caratterizza la partenza. Il viaggio è un misto di commozione e di momenti di svago nel ricordo della terra d’origine “… cantane a buorde, so Napulitane…” recita una famosissima canzone. La comparsa di una grande Statua della Libertà, interamente di cartapesta, simboleggia il sogno di quanti sono in navigazione e che presto arriveranno nelle Americhe (punto 4 del regolamento). Fortunatamente ad Ischia le cose migliorano. Non è più necessario trovare fortuna all’estero. Molti ritornano …

V tempo: Con il boom economico l’acqua, nei suoi molteplici aspetti, diventa simbolo di sviluppo turistico. Vi è l’ultima trasformazione dell’Arca: il vaporetto conduce ad Ischia i primi turisti, i quali trovano ad accoglierli guide “ante litteram”, i micro -tassisti con la mitica “motoretta” ed a sera l’atmosfera del “Rancio Fellone” con le voci di Mina e Peppino di Capri ( punto 7 del regolamento).

Queste sono le linee guida, che ho seguito per dare vita all’idea progettuale “L’Arca dei ricordi”, peraltro presentata per tempo alla commissione artistica esaminatrice. Le ho qui riproposte non per alimentare le polemiche, ma perché non passino per sprovveduti né i Giurati, che ci hanno votato né il Pubblico, che ci ha destinato consensi e applausi. Non avrei mai seguito la mia travolgente (perdonatemi questo aggettivo, che non sembri usato per mancanza di umiltà) fantasia, se avessi avuto il benché minimo dubbio. Non sono uomo da escamotage e tantomeno avrei commesso l’errore di parlare di Leopardi in un tema su Manzoni, come sembrerebbe aver sostenuto il Prof. Giovan Battista Castagna, che pur mi conosce bene. Esprimo i miei complimenti a Tutti nella certezza, che ciascuno abbia letto il tema dell’acqua come il moto dell’animo suggeriva. Io ho inteso farlo con la nostra “Arca dei ricordi” senza uscire fuori traccia e rispettando i paletti imposti dal regolamento. Con i sensi del mio doveroso rispetto Ti ringrazio per lo spazio, che vorrai concedermi. Gaetano Maschio.

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