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CULTURA & SOCIETA'

Come eravamo belli quando la nostra isola veniva proiettata nel mondo attraverso le storiche cartoline illustrate: i simboli del nostro paesaggio erano il Castello, il porto d’Ischia e la funivia del Montagnone

La presenza della prima ed unica funivia ad Ischia stimolò la fantasia creativa di altri progettisti che ipotizzavano la costruzione di una seconda funivia, di una terza e perfino di una quarta sull’isola, per raggiungere la sommità del Monte Epomeo dai comuni di Casamicciola e Lacco e Forio. L’interessamento dello storico Sindaco d’Ischia Vincenzo Telese

Parlare di Funivia oggi a Ischia, può essere anacronistico, fuori luogo, dal momento che tutte le attenzioni di ischitani e turisti sono rivolte al costruendo fin troppo chiacchierato parcheggio della Siena a Ischia Ponte ed all’utile parcheggio Jolly al centro di Porto d’Ischia che prima della sua ultimazione aveva avuto un viatico costellato da proteste, denuncie, polemiche e… preoccupazioni.

AGOSTO 1957 - LA FUNIVIA DEL MONTAGNONE NEL FILM VACANZE A ISCHIA
AGOSTO 1957 – LA FUNIVIA DEL MONTAGNONE NEL FILM VACANZE A ISCHIA

Ma la storia è storia, specie se si tratta di strutture da cartolina a cui attaccarci di cui Ischia ha beneficiato agli inizi del suo boom economico e turistico di qualità fra gli anni’50 e ‘60. Parliamo della Funivia del Montagnone che portiamo come esempio che non è naturalmente l’unico. e della nostalgia che si ha ancora di essa. Ischia ebbe la prima ed unica funivia nei primi anni cinquanta anche in questo caso con polemiche dubbi e perplessità. Collegò l’inizio di via Quercia a Porto d’Ischia con la sommità della Collina che domina il porto Borbonico, detta comunemente Collina del Montagnone. La funivia, assoluta novità per l’isola a quei tempi, fu impresa che volle l’ing. Micangeli di Roma che venne ad investire suoi capitali sull’isola per amore di questa terra che egli insieme al sua moglie Anna giudicava bellissima. Infatti poco dopo l’ing, Micangeli acquistò l’albergo Excelsior in via Gianturco e rilevò dalla famiglia Barattolo il vicino Cinema Excelsior di via Sogliuzzo. Una funivia ad Ischia fu il suo sogno. E lo realizzò superando alla grande tutti i problema che si presentarono nel corso del lungo, ma non troppo, iter burocratico per ottenere concessioni e permessi vari, in attesa di stendere i primi cavi con i relativi piloni in acciaio. Gli spianò la strada l’allora sindaco di Ischia Vincenzo Telese con la sua Giunta amministrativa, che vedeva nell’impresa un chiaro, forte e concreto segnale per lo sviluppo turistico da subito. Per Telese la funivia ad Ischia nel suo Comune, fu uno dei primi concreti risultati della sua politica mirata.

ANNI '70 - PROGETTISTA DELL'ARCH, CAPASSO PER UNA O PIU' FUNIVIA A ISCHIA
ANNI ’70 – PROGETTISTA DELL’ARCH, CAPASSO PER UNA O PIU’ FUNIVIA A ISCHIA

Ed ebbe pienamente ragione, se si considera il valido ruolo che ricoprì la struttura negli anni in cui è stata in funzione, fino alla forzata sua demolizione. Grazie alla funivia, costituita da vari cestelli a due posti, attaccati a due grossi cavi sospesi in aria in salita e in discesa lungo tutto il pendio del Montagnone, fino alla sua sommità, fu possibile scoprire il fascino dell’altezza e ammirare dalla quella posizione un panorama mozzafiato con il porto borbonico sullo sfondo e la distesa del mare fino all’0rizzonte con lo spettacolo della costa dirimpettaia quasi che la si potesse toccare con mano. La Funivia fu particolare scenario anche per alcune riprese dello storico film del 1957 “Vacanze a Ischia e di altri film ancora, come Suor Letizia con Anna Magnani nel 1956, un anno prima. Come il Castello Aragonese, la Torre di Michelangelo ed il Porto d’Ischia, la funivia divenne immagine fissa da riportare su cartoline per essere spedita con i saluti da Ischia in tutto il mondo. La presenza della prima ed unica funivia ad Ischia stimolò la fantasia creativa di altri progettisti che ipotizzavano la costruzione di una seconda funivia, di una terza e perfino di una quarta sull’isola, per raggiungere la vetta del Monte Epomeo. Riporto sull’argomento quanto scrissero l’allora sindaco d’Ischia Vincenzo Telese e la giornalista Ettta Comito su Il Mattino di Napoli degli anni ’50: “Dieci anni or sono – scrive Telese – il prof. Vittorio Immirzi progettò una funivia che, partendo da Porto, saliva al Monte Epomeo e scendeva a Sant’Angelo. Il percorso Porto d’Ischia – Epomeo – S. Angelo veniva coperto in soli 13 minuti. Fu costituita la società che doveva costruire e gestire la funivia e fu acquistata anche una zona di terreno, in Via Iasolino, da utilizzare per la stazione di partenza da Porto d’Ischia. Il progetto, tecnicamente perfetto, venne accantonato per difficoltà amministrative, sorte in seguito ad altre due iniziative concorrenti, miranti a costruire una funivia da Lacco Ameno al Monte Epomeo ed altra funivia da Casamicciola al Monte Epomeo Allo stato attuale esistono tre progetti di funivie: 1) Porto d’Ischia-Epomeo-S. Angelo; 2) Lacco Ameno-Epomeo; 3) Casamicciola-Epomeo. Nessuno dei tre progetti – concluse il sindaco di Ischia Vincenzio Telese – presenta, in questo momento, probabilità di realizzazione, nonostante il notevole incremento delle attività turistiche, termali e commerciali garantisca il migliore successo economico ad una iniziativa del genere”. In un altro articolo di Etta Comito infatti si legge il seguente passaggio: “C’è per esempio la famosa, annosa, discussa faccenda della funivia: tutti sono d’accordo nella necessità di impiantarla, ma visto che due sono i Comuni che essa toccherebbe, ecco la famosa, annosa, discussa faccenda dei piloni: questi piloni dovrebbero essere sette, quattro da una parte e tre dall’altra. Inutile dire che il comune al quale toccherebbero i tre, protesta vivacemente: perché a me tre ed a quell’altro quattro? E così non se ne fa niente. Salomonicamente si potrebbe risolvere la soluzione abolendo lo scoglio dei dispari e limitandosi per i piloni ad un equanime tre di qua e tre di là: non ho mai costruito ponti (ho troppe altre cose da fare) e quindi non sono certa se si possa costruirne uno con piloni in numero pari. La mia domanda, conclude Etta Comito de Il Mattino, è rivolta agli esperti…” Alla fine della…storia, rimase solo la funivia del Montagnone, voluta , a far parte di diritto della storia passata della nostra isola.

Foto Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

antoniolubrano1941@gmail.com

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