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Come formare i marittimi al passo coi tempi?

Di Guglielmo Taliercio

PROCIDA – Più volte, ed in più di occasione, abbiamo sottolineato come l’isola di Procida, a differenza delle vicine Ischia e Capri, deve molte delle proprie fortune al mare ed ai marittimi che, nonostante la crisi e le mille difficoltà del settore, ancora rappresentano l’ossatura portante del PIL procidano. Detto questo è innegabile che, le sfide che attendono chi vuole intraprendere questa professione, in modo particolare i nuovi diplomati, passano, al di là dell’innato spirito di sacrificio, attraverso una crescente e costante formazione personale. Da questo punto di vista un esempio di come aprire nuove, e possibili, strade ci viene offerto dall’Ammiraglio Nicola Silenti che scrive: “Dal 19 ottobre è attivo un percorso formativo di tecnico superiore per il trasporto delle persone e delle merci e la conduzione del mezzo navale, per la formazione di 15 Allievi ufficiali di navigazione e 8 di macchine, provenienti e selezionati dai cinque istituti tecnici trasporti e logistica della Sardegna. L’avvio di questo corso significa l’inizio delle attività della Fondazione Its – Mo.So.S. (Mobilità Sostenibile Sardegna), cioè il nuovo Istituto tecnico superiore di trasporti e logistica di Cagliari, innovativo organismo didattico e di formazione professionale specializzato nei settori della mobilità sostenibile e dell’economia marittima. Un organismo al servizio dei diplomati degli istituti tecnici nautici e professionali, nato dall’esperienza e dagli sforzi organizzativi dell’Istituto Buccari – Marconi di Cagliari, con la partecipazione di amministrazioni pubbliche (Province di Cagliari e Olbia-Tempio e Comune di La Maddalena), organismi di ricerca (Cirem, Centro interuniversitario di ricerche economiche e mobilità), istituti scolastici superiori (Garibaldi di La Maddalena, Paglietti di Porto Torres, Amsicora di Olbia, Pira di Siniscola, Colombo di Carloforte, L’istituto Tortolì e il Mossa di Oristano), enti formativi (Uniform Confcommercio) e aziende del settore (Ctm e Italmar). Un’opportunità di rilievo, quella degli Its, ideati come scuole ad alta specializzazione tecnologica per promuovere lo sviluppo economico e la competitività dell’Italia grazie a un modello organizzativo, quello della fondazione, che incentiva la partecipazione e la collaborazione tra imprese, centri di ricerca scientifica e tecnologica, enti locali, sistema scolastico e formativo.

Costituita per volontà della Regione Sardegna con l’obiettivo strategico di incentivare lo sviluppo dell’Isola attraverso l’impiego della tecnologia applicata all’economia del mare, la Fondazione Mo.So.S. dispiega la sua attività con l’obiettivo concreto di formare le figure professionali richieste dal mercato di settore. Il Mo.So.S. rappresenta per i diplomati del Nautico e degli istituti tecnici una valida scelta alternativa nel ventaglio delle opzioni formative post diploma, concepita proprio per favorire l’incontro tra la domanda occupazionale delle imprese del settore e gli allievi, formati a tale scopo da un’eclettica equipe di docenti qualificati guidata dal presidente della fondazione, Giovanni De Santis, storico preside dell’Istituto nautico Buccari”.

Ovviamente la domanda sorge spontanea: non potremmo duplicare questa esperienza anche dalle nostre parti?

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