Commissione Paesaggio, e vissero tutti felici e contenti
Dopo oltre un anno si chiude il cerchio sul quintetto che rappresenterà l’organismo: al termine della votazione in consiglio comunale eletti Simone Russo, Francesco Monti, Arnaldo Maio, Pino Barbieri e Davide Brescia: quest’ultimo è l’unico “sopravvissuto” rispetto alla precedente cinquina. Ignazio Barbieri vince il suo braccio di ferro con il vicesindaco Antonio Carotenuto, che deve rinunciare ad Arcamone

Ne è passata di acqua sotto i ponti e se vogliamo anche di tempo (l’amministrazione, lo ricordiamo, si è insediata a fine maggio dello scorso anno solare) ma alla fine la quadratura del cerchio è stata trovata. Il parto è avvenuto poi lasciamo decidere al lettore se il neonato goda di buona salute o magari la montagna abbia partorito il classico topolino. Una cosa è certa: nel corso della votazione che si è svolta martedì pomeriggio nella sala consiliare durante la seduta del consiglio comunale di Casamicciola, finalmente si è arrivati alla nomina dei componenti della Commissione Paesaggio, sulla quale per lunghi mesi si erano sprecate indiscrezioni, voci di corridoio, gossip e chi più ne ha più ne metta. In alcuni casi fondate e verosimili (almeno come scenari), in altri francamente decisamente più remoti ed improbabili. E a dirla tutta le sorprese non sono mancate anche se paradossalmente – come avremo modo di spiegare – riguardano soprattutto chi è stato votato e non eletto piuttosto che chi farà parte di questa rosa di cinque nomi, con i prescelti che più o meno erano decisamente gettonati dai bookmakers, sia pure con qualche distinguo. Ma partiamo dall’inizio ricordando che la commissione sarà composta da Simone Russo, Francesco Monti, Arnaldo Maio, Davide Brescia e Pino Barbieri.
E adesso andiamo con ordine nell’analisi del nuovo quintetto, iniziando proprio da Simone Russo. Nessun dubbio, è una chiara espressione del sindaco Giosi Ferrandino, un rappresentante in quota primo cittadino che lo ha voluto fortemente: si tratta di un giovane geometra di Casamicciola che proviene proprio dalla scuderia giosiana e che non a caso è cresciuto e ha mosso i primi passi proprio presso lo studio di via Roma a Ischia dell’attuale sindaco. Insomma, al netto delle qualità professionali è stata premiata anche la dedizione e la fedeltà alla causa. La commissione neo costituita ha anche storie da raccontare, come ad esempio quella di Francesco Monti da Lacco Ameno, amico fidato dell’attuale presidente del consiglio comunale Gianfranco Mattera, con un percorso che lo ha portato a passare dallo studio professionale dell’ex sindaco Giovan Battista Castagna al posto in “paradiso” con la “benedizione” proprio di Mattera. Insomma, giusto a scanso di equivoci è in quota presidenziale e non dell’ex primo cittadino. Poi c’è Arnaldo Maio che – e questo è doveroso sottolinearlo – rappresenta una vittoria ed una stelletta sul petto per un altro ex sindaco casamicciolese, vale a dire quell’Arnaldo Ferrandino che in questi mesi ha insistito per rivendicare un posto al sole per il suo pupillo riuscendo alla fine a centrare il bersaglio, che secondo alcuni addetti ai lavori non era poi cosa così scontata.
Passando al quarto prescelto, anche quella di Davide Brescia tutto sommato è un’altra storia da raccontare. Non fosse altro perché è l’unico componente confermato rispetto al quintetto della passata commissione e con il repulisti messo in atto da Giosi Ferrandino & co. ad ogni latitudine e longitudine è davvero roba da guinness dei primati. Un’operazione questa che premia la consigliera Angela Di Iorio che lavorando in silenzio e lontano dai riflettori è riuscita a confermare la sua pedina senza dover ricorrere a cambiarne i connotati. E poi attenzione al quinto nome, che è ben più di un nome. All’anagrafe si chiama Giuseppe Barbieri ma tutti lo conoscono come Pino: tecnico di vecchia scuola, con una esperienza ultradecennale alle spalle, certamente non ha bisogno di presentazioni. Ma soprattutto Pino è l’ultimo colpo messo a segno da un altro Barbieri, l’attuale assessore Ignazio che si aggiudica l’ennesimo braccio di ferro interno con il vicesindaco Antonio Carotenuto. Il quale, come è noto, sponsorizzava con forza Carletto Arcamone, altro professionista dall’illustre palmares. La leggenda narra che la questione commissione sia rimasta a lungo impantanata proprio per capire a chi assegnare l’ultimo posto disponibile. Carotenuto a un certo punto veniva dato in vantaggio, ma la zampata da bomber d’area di rigore di Ignazio Barbieri ha capovolto lo scenario. Fuori dai giochi – ma se vogliamo era scontato – il geometra Gino Lombardi, ritenuto troppo vicino all’ex candidato sindaco Peppe Silvitelli ed a Maurizio Pirulli (quest’ultimo con l’aggravante di essere nemico storico e giurato di Giosi Ferrandino). Insomma, con questi chiari di luna entrare nella giocata assumeva davvero i contorni di una spedizione a Lourdes, e ci siamo capiti…
Ma la vera sorpresa arriva dalla minoranza che senza una spiegazione logica “spende” i suoi voti in favore di Abramo De Siano, scelta davvero di difficile comprensione
Morale della favola? Giosi Ferrandino blinda la commissione Paesaggio, tiene ai margini che in un passato più e meno recente si è dilettato a giocare con più mazzi di carte e soprattutto ripaga con la stessa moneta l’attuale minoranza, che nel 2019 non volle riconoscere un membro della commissione quando amministrava il paese accaparrandoseli tutti e cinque. Insomma, pan per focaccia. A proposito di opposizione, rappresenta il vero interrogativo della seduta di consiglio comunale di ieri, un mistero degno di un giallo di Agata Christie. Non avendo evidentemente neanche avviato un ragionamento per rivendicare un membro in commissione o quantomeno per trovare un nome condiviso da sostenere (vogliamo sperare che sia così, viceversa se ci fosse una logica ci sarebbe davvero da preoccuparsi) si è deciso di votare… Abramo De Siano. E qui, beh qui ci arrendiamo. In fondo, quando non si è capaci di comprendere un qualcosa, non bisogna vergognarsi di ammetterlo. E noi francamente proprio non lo abbiamo capito. Ma una promessa ai nostri lettori la facciamo sin da subito: per farci perdonare, andremo a chiedere lumi ai diretti interessati.







