CRONACAPRIMO PIANO

Commissione paesaggio: ecco il ricorso di Ferrandino, Barbieri e Cimmino

I tre consiglieri di minoranza del Comune di Casamicciola si sono inseriti ad adiuvandum nell’iniziale richiesta al Tar effettuata da un professionista: chiesto l’azzeramento della delibera di nomina dei cinque componenti

Siamo sinceri, non si può proprio parlare di sorpresa perché la cosa era nell’aria ed anche i diretti interessati l’avevano più volte annunciata. Quello che cambia, adesso, è semplicemente il conforto dell’ufficialità. I consiglieri di minoranza di Casamicciola Arnaldo Ferrandino, Loredana Cimmino e Ignazio Barbieri, infatti, hanno inoltrato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania contro il Comune di Casamicciola e contro Francesco Arcamone, Federico Manzi, Giovanni Calise, Davide Brescia e Luigi Lombardi, che detto per inciso sono gli attuali componenti della Commissione Paesaggio nel Comune termale. Si tratta di un atto di intervento a seguito del ricorso proposto in prima istanza dall’ingegner Pollice.

Nel ricorso Ferrandino, Barbieri e la Cimmino chiedono l’annullamento previa sospensiva “della deliberazione del consiglio comunale di Casamicciola Terme n. 39 del 8 ottobre 2019, successivamente pubblicata sull’albo pretorio del Comune, con la quale è stata disposta la nomina dei cinque membri esperti della Commissione Locale per il paesaggio per il triennio 2019-2022 con la quale il consiglio comunale ha deliberato i componenti della commissione locale per il paesaggio ex art. 27 RUEC”.

Nel mirino dei consiglieri di minoranza finisce ovviamente anche la proposta di delibera di consiglio comunale dello scorso 26 settembre con la quale è stato proposto al civico consesso casamicciolese di deliberare la nomina dei cinque metri esperti della predetta commissione e finanche l’articolo 27 del regolamento urbanistico edilizio del Comune di Casamicciola Terme rubricato “Commissione Locale per il Paesaggio” nella parte in cui prevede che “ogni consigliere comunale sceglie il nominativo dell’esperto negli elenchi ordinati per ciascuna materia a seguito di procedura a evidenza pubblica.

Nel caso in cui non siano presentate candidature per ciascuna delle cinque materie, i consiglieri comunali nominano direttamente gli esperti in tale materia, procedendo in cnformità alla legge regionale 10 del 1982. Nel caso in cui i consiglieri comunali esprimessero più nominativi per una medesima materia, il consiglio comunale nomina l’esperto che ha registrato un numero maggiore di voti. In caso di parità di voti verrà nominato l’esperto più giovane”. E i ricorrenti ad adiuvandum lamentano tra l’altro proprio il fatto che il Comune di Casamicciola sia giunto alla nomina della Commissione senza rispettare i parametri previsti dalla legge regionale appena citata del 1982 che in un significativo passaggio recita testualmente quanto segue:; “Per la nomina dei membri esperti, che non dovranno essere dipendenti o amministratori del Comune interessato, ogni consigliere può esprimere un solo nominativo”. Un meccanismo che, come si osserva nel ricorso, è stato creato dal legislatore proprio per fare in modo che l’elezione della commissione possa avvenire con modalità tali da garantire l’espressione del pluralismo politico in seno all’organo consiliare del Comune, “evitando dunque – si legge – che tali soggetti possano essere espressione di una sola forza e/o alleanza maggioritaria, violando in tal modo il principio del favor partecipationis”. E nel passaggio successo i ricorrenti sottolineano che “nel caso che ci occupa, tali garanzie sono state del tutto vanificate, poiché sia il RUEC del Comune di Casamicciola sia la deliberazione di consiglio comunale 26/2019 si pongono in palese contrasto con la normativa regionale, che ha imposto rigide modalità di voto non derogabili dall’ente locale”.

Non hanno dubbi Ferrandino, Barbieri e la Cimmino – rappresentati dall’avvocato Stefania Linguella – nel ritenere illegittima la delibera incriminata e lo si intuisce anche dall’istanza cautelare nella quale si legge che “l’accoglimento del presente ricorso determinerà la caducazione della commissione stessa e dei provvedimenti da essa dotati medio tempore, con conseguente blocco delle funzioni comunali in materia Paesaggistica e Ambientale, nonché in giudizio dei principi di efficacia ed efficienza cui deve essere improntata l’azione amministrativa, della necessaria tutela dell’ambiente e del paesaggio e dell’affidamento del cittadino in ordine alla legittimità dei provvedimenti rilasciati dall’amministrazione. Inoltre, le modalità di elezione della Commissione determinano, altresì, un danno imminente, corrispondente al vulnus subito dall’unitarietà del corpo elettorale in favore della sola forza politica di maggioranza”. Da qui la decisione di chiedere l’accoglimento del ricorso, che però difficilmente sarà discusso prima delle festività natalizie. Nel frattempo, dalla casa comunale temporanea del Capricho si sta già preparando la nomina del legale chiamato a rappresentare gli interessi dell’ente, che tra l’altro starebbe anche valutando se il ricorso a firma dei tre esponenti politici possa mettere gli stessi in una sorta di incompatibilità con il Comune. Ipotesi non si sa quanto realistica, ma che riportiamo per dovere di cronaca.

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