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Compaesani nati nello stesso giorno Guglielmo e Giovanni Paolo anche emigranti

Si tratta indubbiamente di una notizia speciale, di un evento curioso, di uno scoop. Si tratta, infatti, di due bravi giovani (foto dello scrivente) dello stesso Comune di Barano d’Ischia, abitanti a poca distanza l’uno dall’altro -tra i villaggi di Testaccio e del Vatoliere (Crateliere)- sulla stessa Via Regina Elena e venuti alla luce nello stesso giorno del 22 aprile, presso lo stesso ospedale “A. Rizzoli”, casa comune dei neonati, col dr. Attilio Conte, noto primario di Ginecologia e Ostetricia- appunto nello stesso mese di aprile e nello stesso anno del 1995, in una bella giornata di sole primaverile. Le mamme ovviamente si conoscevano, l’una Giuseppina Marna madre di Guglielmo Manco  e l’altra Raffaela Lombardi madre di Giovanni Paolo Baldino. E’ stato naturale poi che i due si conoscessero e si diplomassero, in seguito, Guglielmo al Liceo Scientifico e Giovanni Paolo all’Alberghiero. Comunque entrambi con lo stesso destino di lavoro nell’attività alberghiera. Non solo. Ma come tanti, troppi, giovani del Sud sono stati anche costretti a emigrare al Nord o all’estero, al fine di trovare migliori e più dignitose condizioni di lavoro, purtroppo lontani dalla propria isola d’Ischia -che pure è a vocazione turistica e alberghiera- e dai propri cari. Guglielmo è a Corvara di Abbadìa (Kurfar, provincia di Bolzano) quasi a confine con l’Austria e Giovanni Paolo a Davos in Svizzera: certamente migliori condizioni di lavoro, orario e salario, ma condizioni climatiche invernali opposte a quelle della terra del Sud. E’ superfluo ricordare che la Costituzione italiana, al titolo 3° sui rapporti economici, stabilisce importante e decisivo rilievo al tema del lavoro sui cui si fonda all’art. 1 “la repubblica democratica fondata sul lavoro”. Difatti è noto a coloro che a Scuola hanno studiato e studiano con la storia l’educazione civica (spesso purtroppo omessa dai docenti !) che l’art. 36 asserisce tra l’altro: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”. Parole stupende, bibliche, ma chi le rispetta? Forse pochi. Nel Piccolo Catechismo (p. 29) del Papa San Pio X tra “i quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio” ci sono (oltre all’omicidio volontario e peccato impuro contro natura) l’oppressione dei poveri e la frode nella mercede agli operai. Il Salmo 12,6 afferma: Per l’oppressione dei miseri e il gemito dei poveri, io sorgerò -dice il Signore-, metterò in salvo chi è disprezzato”.

*Pasquale Baldino – Responsabile diocesano Cenacoli Mariani, docente Liceo, poeta (e-mail: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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