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Completato a Barano il restauro esterno della Chiesa di S. Sebastiano

Il solerte e lodevole impegno del Parroco don Pasquale Trani è stato ripagato dall’avvenuto e necessario restauro degli esterni dello storico e bel complesso parrocchiale di San Sebastiano, Patrono del Comune di Barano d’Ischia. Le belle facciate vengono in questi giorni liberate dalle impalcature metalliche e una nuova bianca scultura del Redentore viene collocata sul maestoso campanile del 1704, il più alto dell’isola d’Ischia, che il celebre filosofo Giorgio Berkeley, nell’estate del 1717 a Testaccio per la terapia della sauna naturale al noto Sudatorio, scrive nel suo ‘Diario’ di ammirare. La ditta appaltatrice dei lavori “Maspit Costruzioni srl” di Piedimonte ha portato a termine i lavori durati circa un anno e il bel tempio di San Sebastiano sarà completamente pronto nei prossimi giorni di questo mese di giugno con l’intervento del grande Vescovo d’Ischia mons. Pietro Lagnese che inaugurerà col Parroco la riapertura al culto, nella terra in cui ogni primo sabato del mese si svolge col Parroco il Cenacolo Mariano ormai verso il 22° anniversario a ottobre prossimo, con l’Atto di Consacrazione a Maria NS di Fatima scritto e pregato dall’eminente Vescovo Pietro il 13 ottobre dell’anno scorso. Lo stupendo campanile venne danneggiato dal terremoto del 1883 ed il Comune, non avendo fondi, fu costretto a demolire la parte culminante della guglia. Gli interni del tempio sono arricchiti di significative tele e sculture (San Luigi Gonzaga, San Pasquale, Ecce Homo, Crocifisso, San Sebastiano, Sacro Cuore di Gesù, Madonna del Rosario ) di noti artisti, come Alfonso Di Spigna (Arcangelo Raffaele con Tobiolo, Madonna Assunta, Annunciazione della BV Maria, Immacolata) e l’Incoronata con i santi Giacomo, Aniello e Lucia di Luigi Zeppilli. Un tempo attaccato alla Chiesa esisteva, altresì, un convento agostiniano, poi abolito nel 1653. Poco lontano il tempio di San Rocco, Patrono del centro, e su via Roma la Chiesa dedicata alla veneratissima Madonna del Carmine. Intanto la nuova bianca statua (in vetroresina e gesso) del Cristo Redentore è stata esposta al culto -e foto ricordo- in un Triduo tenuto dal Parroco dal 28 al 30 maggio nella Chiesa di San Rocco, occasione peraltro propizia per i fedeli di poter pregare e ammirare la scultura da vicino, prima che venga collocata sull’ardito e bel campanile del Patrono del Comune di Barano d’Ischia. Sempre al divino Redentore di Maria SS, Sposa Mistica dello Spirito Santo Dio, con l’inno cattolico e popolare di San Tommaso d’Aquino, Doctor Angelicus:  – “Pange, lingua… Canta, o lingua, il mistero del glorioso Corpo e del Sangue prezioso, che il Figlio del nobile grembo, Re dei popoli, versò a riscatto del mondo” – .

*Pasquale Baldino – Responsabile diocesano Cenacoli Mariani, docente Liceo, poeta (e-mail: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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