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Compra su internet ma è una truffa, ischitano raggirato

Nella giornata odierna personale del Commissariato P.S. di Ischia diretto dal Vice Questore Aggiunto Dott. Alberto Mannelli procedeva al deferimento di una donna, tale P.M cl.90, resasi responsabile del reato di truffa a mezzo internet art.640 del C.P. nei confronti di un ischitano, tale F.G.cl.76.

La stessa, già nota agli organi di polizia poichè colpita da numerosi precedenti per i medesimi reati.

 

Dinamica dei fatti; tale F.G. denunciava presso questi Uffici di Polizia che, dopo aver navigato su internet nel sito di annunci denominato “SUBITO.it”, individuava il prodotto a lui interessato, ossia, un Ecoscandaglio marca FURUNO modello 585 con sonda, messo in vendita per un valore di euro 600,00. Interessato a tale oggetto, il F.G., contattava il venditore via telefono prima e tramite messaggio poi, alla utenza in annuncio indicato. Scambiati una serie di messaggi tramite l’applicazione denominata Whatsapp in merito ai dettagli per l’acquisto del predetto oggetto, la persona riferiva al F.G. che, se interessato all’acquisto di detto oggetto, in vendita al prezzo così interessante poiché già in possesso di apparecchiatura simile, avrebbe dovuto effettuare un bonifico dell’importo di euro 600,00 su di un IBAN ed intestarlo alla di lui moglie, tale P.M.. Effettuato quindi il bonifico, e comunicato tramite messaggio l’avvenuto pagamento, ove mostrata la foto della ricevuta, il F.G. riceveva nell’immediatezza un codice spedizione, (codice risultato appartenere al corriere di Poste Italiane). Circa dieci giorni dopo il bonifico, non vedendosi recapitare quanto acquistato, il F.G., ha chiamato l’ufficio postale al fine di avere delucidazioni in merito alla mancata ricezione dello stesso, e solo in questo caso veniva a conoscenza che il pacco corrispondente a quel codice, risultava essere stato spedito ad altra destinazione. Il F.G., provato quindi a richiamare il venditore, lo stesso si rendeva irreperibile. Pertanto, ritenendo di essere stato truffato, ha ritenuto opportuno rivolgersi a questi organi di polizia per denunciare l’accaduto.

Effettuati una serie di accertamenti, si è convenuto che la titolare della utenza telefonica, dal quale sono intercorsi i messi di comprevendita tra le parti, ed il titolare dell’iban ove accreditati i soldi dal F.G., sono risultati essere intestati alla medesima persona, tale P.M. cl 1990 residente ad Avola (SR). Stante a quanto espletato da questo Ufficio, la persona veniva deferita all’AG per il reato di truffa, art.640 del C.P..

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