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“Comprendere la provenienza delle rocce è fondamentale”

di Marco Gaudini

 

NAPOLI – Questa vicenda, ovviamente, non ha solo aspetti che potrebbero avere dei risolti giuridici, addirittura penalmente rilevanti, ma anche delle importanti connotazioni, per ciò che concerne le vicende legate alla biologia marina, ed alla tutela degli habitat marini. In quest’ottica, abbiamo chiesto ad uno dei maggiori esperti nel settore, il Professore Roberto Danovaro, Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn, il suo parere. Per l’esperto, la cosa importante e fondamentale è comprendere la provenienza di queste rocce, che sono state utilizzate per il rinfoltimento della scogliera di Sant’Angelo. Infatti, ha specificato il presidente Danovaro: «qualora queste rocce fossero state prelevate in zone vincolate o con specifiche tutele, la vicenda sarebbe molto grave ed potrebbe determinare anche sanzioni penali pesanti». Inoltre c’è l’aspetto che rigurda invece, la verifica preventiva fatta sulle rocce, prima del prelievo. Per il Professore Danovaro, infatti, sarebbe stato necessario prima di prelevare qualsiasi tipo di roccia, in qualunque posto, un’attenta analisi per verificare la presenza, come in questo caso, di specie marine protette. Nella maggior parte dei casi, però, ha spiegato il Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn, queste attività vengono effettuate senza la dovuta cautela, per ignoranza, ed in questo modo, però, si contribuisce a distruggere il nostro patrimonio ambientale, e danneggiare in maniera irreversibile gli ecosistemi marini. E’ opportuna quindi, l’attività di accertamento, secondo quanto detto dal Presidente Danovaro, messa in atto dalla Capitaneria di Porto, al fine di comprendere se vi siano state delle irregolarità sotto il profilo normativo, anche di carattere penale.

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