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Comuni ricicloni, l’isola si conferma “nemica” della differenziata

ISCHIA. Sono 238 i “ricicloni”, quelli cioè che nel 2017 hanno superato il 65% di raccolta differenziata come previsto dalla legge, solo 11 in più rispetto all’anno precedente. I dati sono del Rapporto Comuni Ricicloni 2018 di Legambiente Campania che lancia un allarme sulla raccolta differenziata per quanto riguarda l’isola di Ischia. Tra i 238 “ricicloni”, infatti, non c’è nessun Comune dell’isola di Ischia. Il primo dei sei Comuni dell’isola lo troviamo alla 369esima posizione ed è Barano che ha la percentuale più alta di raccolta differenziata sull’isola con una media del 57,10%. Una media al di sotto della soglia prevista per legge pari al 65%. Non certo va meglio per gli altri Comuni. Ischia, il Comune più grande dell’isola si piazza alla 395esima posizione in Regione con una percentuale media del 55,60, poi c’è Lacco Ameno con 44,95% e Casamicciola con il 41,02%. Al di sotto della soglia minima e tra le ultime posizioni in Campania ci sono Forio (alla 524esima posizione con una percentuale media del 37,50 di raccolta differenziata) e Serrara Fontana. In questo caso c’è un altro triste primato: Serrara Fontana è il terzultimo Comune nell’intera Regione Campania per la percentuale di raccolta differenziata con una media di 9,53 all’anno. Dati che dimostrano come la differenziazione de rifiuti non abiti sull’isola di Ischia ed a Serrara Fontana, in particolare.

I dati relativi alla raccolta differenziata in Campania sono allarmanti per Legambiente. “In Campania – denunciano dall’associazione – continua a mancare una governance autorevole del ciclo integrato dei rifiuti e ancora non si procede alla realizzazione di impianti industriali di trattamento della frazione organica con compostaggio, digestione anaerobica e produzione di biometano”. Il risultato – come si legge nel dossier – è che, in questo percorso lento e aggrovigliato, rallenta la raccolta differenziata da parte dei comuni, una situazione di stagnazione quella che emerge dalla presentazione del Rapporto Comuni Ricicloni 2018 di Legambiente Campania, nonostante lo sforzo di enti e comunità che da anni consentono alla regione di raggiungere una percentuale complessiva di raccolta differenziata del 52,67% che rimane in ogni caso la migliore performance nel Mezzogiorno.

“Oggi – commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania – a quasi tre anni dall’approvazione della Legge regionale n.14/2016, è necessario che la politica si assuma maggiori responsabilità andando oltre la difesa delle norme esistenti. È urgente e necessario che la Regione, affiancando i comuni nella costruzione degli impianti per l’organico differenziato, governi e indirizzi il processo per completare, rafforzare e rendere sostenibile un ciclo dei rifiuti che da incompleto risulta essere ancora ostaggio di un’eterna “emergenza” sempre dietro l’angolo. Sarebbe una “grave colpa” rendere vane le tante esperienze virtuose di cittadini e enti che nonostante tutto continuano a esistere e resistere. Così come riteniamo fondamentale estendere nel più breve tempo possibile la raccolta domiciliare a tutta la città di Napoli. In queste settimane – conclude Imparato – la Campania è stata palcoscenico di una farsa drammatica con protagonisti i rappresentanti del Governo nazionale e regionale con annunci e proclami che non hanno nulla a che fare con il “ciclo integrato delle responsabilità” necessario invece per risolvere la questione rifiuti”.

In Campania, stando agli ultimi dati Ispra, nel 2016 si sono prodotte 2,6 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, di cui il 52% raccolte in maniera differenziata. Dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata oltre la metà sono costituite da organico: 708 mila tonnellate di cui solo il 9% viene trattato nei sei impianti situati sul territorio regionale e attivi nel 2016. Tutto il resto viene portato fuori.

 Giovanna Ferrara

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