CRONACAPRIMO PIANO

Concorsi Evi, il “Barone” passa la palla

Le prove per le assunzioni di unità a tempo indeterminato nella bufera e il clima di insicurezza che regna sulla tematica analizzati il maniera fredda e lucida dal sindaco di Lacco Ameno che non ha a dubbi e va in direzione “ponzio pilatesca”: a sbrogliare l’intricata matassa e scegliere qualche strada intraprendere devono essere i vertici aziendali. E così…

Sindaco, i recenti concorsi indetti da Evi stanno suscitando un ampio dibattito: modalità di svolgimento poco chiare, controlli da parte della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, bandi sospesi, prove solo orali o integrate da scritti, e pareri giuridici contrastanti. Una situazione che molti definiscono caotica. Come risponde a questa percezione?

«Guardi, per il ruolo istituzionale che ricopro e per il mio stile personale, evito accuratamente di entrare nel merito degli atti di gestione. Non commento l’operato di forze dell’ordine come Polizia o Carabinieri, che fanno semplicemente il loro dovere, ci mancherebbe altro. Il vero tema, a mio avviso, è un altro: si tratta di dare concreta attuazione a quanto stabilito dal Cisi, l’organo politico, che ha indicato all’Evi la necessità di procedere con assunzioni per colmare le carenze d’organico. Questo in base a un piano di fabbisogno ben definito».

E quindi?

«E quindi oggi, dopo essere finalmente usciti dalla fase di liquidazione, il consorzio ha bisogno urgente di nuova forza lavoro, sia operai che figure amministrative. Questo è ciò che emerge in maniera chiara dalle esigenze del consorzio e dalle indicazioni che noi, come organo di indirizzo, abbiamo fornito. Quanto invece alle modalità delle prove – orali, scritte, entrambe o alternative – e ai pareri giuridici divergenti, questi rientrano nella sfera degli atti di gestione, di competenza specifica dell’organo esecutivo. Da parte mia, mi limito a una riflessione: che cosa dice la legge? Se la legge viene rispettata, allora il problema non si pone. Questo è il principio che guida la nostra azione».

Alla luce dei pareri giuridici discordanti, anche i sindaci sembrano trovarsi in una posizione non semplice. Vi siete confrontati su come affrontare questa incertezza normativa?

Ads

«Sì, e posso dirle che i sindaci condividono pienamente la linea che sto esprimendo. Noi abbiamo fornito un indirizzo politico chiaro. Non è la prima volta, in Italia, che una norma venga interpretata in modi opposti da diversi studi legali. È una dinamica che conosciamo bene: due giuristi possono leggere lo stesso testo e trarne conclusioni diametralmente opposte. Ma il cuore della questione non sta in questo. Il punto fondamentale è agire con trasparenza e, soprattutto, nel rispetto della legge. Chi ha il compito di gestire questi procedimenti deve seguire ciò che la normativa prevede. Ho letto osservazioni in merito alla necessità di dotarsi di regolamenti interni, che dovrebbero essere approvati o eventualmente aggiornati. Ma, francamente, mi sembra una questione marginale. Nessun regolamento interno può in alcun modo derogare alla legge. Chi gestisce deve attenersi alla normativa nazionale. Punto».

Ads

L’urgenza, però, è reale. Come si può conciliare il rispetto delle procedure con la necessità di far fronte alla carenza di personale?

«È proprio così. L’urgenza è concreta e sotto gli occhi di tutti. L’Evi è stato in liquidazione per anni. Nel frattempo, il personale è andato in pensione, e oggi ci troviamo con un organico non più sostenibile, soprattutto a fronte dell’aumento del carico di lavoro. Le nuove risorse da inserire sono state individuate sulla base di un piano di fabbisogno preciso, non improvvisato. E questo serve non solo per mantenere operativa la struttura, ma anche per non rallentare le attività, molte delle quali collegate a commesse importanti, come quelle affidate da parte della struttura commissariale che si occupa della ricostruzione post-frana. Anche sul piano amministrativo, è essenziale garantire efficienza e continuità, per non arrecare disservizi agli utenti. È questo il punto cruciale. Il resto – le polemiche, le incertezze normative – rischia di distrarre da ciò che davvero conta: procedere nel rispetto della legge e garantire l’operatività del consorzio».

E quindi lei ritiene che la procedura concorsuale sia stata condotta correttamente?

«Guardi, io parto dal presupposto che chi ha avviato questa procedura lo abbia fatto con consapevolezza e competenza, rispettando la normativa vigente. Non credo che si tratti di persone sprovvedute. Detto ciò, nessuno di noi ha la presunzione di detenere la verità assoluta. Se, in un secondo momento, dovessimo accorgerci che vi è la necessità di rivedere o modificare l’indirizzo politico dato, lo faremo con la consueta umiltà che ci ha sempre contraddistinto. Ma ad oggi, il punto fermo resta uno: agire secondo legge e con trasparenza, nell’interesse del consorzio e della collettività».

Articoli Correlati

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio