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Condannato lo stupratore delle due giovani ischitane

Un episodio che scosse la comunità isolana. L’estate scorsa due minorenni vennero aggredite e stuprate sul porto di Forio. Una bruttissima storia di violenza per la quale finirono in manette due ragazzi napoletani della zona Mercato: Ferdinando R. di 19 anni, e R.E. di soli 15 anni, con l’accusa di violenza sessuale su minori e lesioni personali. Per il primo dei due, nei giorni scorsi è arrivato il responso della Giustizia. Avendo richiesto il giudizio abbreviato, che permette la diminuzione di un terzo della pena, il procedimento si è definito all’udienza preliminare allo stato degli atti, e il Gup ha condannato il diciannovenne a sei anni di reclusione, più l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, e al risarcimento dei danni nei confronti delle vittime, fissando per il momento una cifra a titolo di provvisionale. Una condanna che comunque non potrà cancellare quello che accadde lo scorso 17 luglio sul porto di Forio, né le conseguenze che le due vittime porteranno con sé dopo quell’atto di violenza. Un normale incontro in un pub di Forio d’Ischia per due ragazzine di 15 anni si  trasformò infatti in un incubo.

Le due, dopo aver bevuto un po’  troppo – una bottiglia di vino rosso in due ed un paio di birre – vennero prese di mira dai due napoletani, che cominciarono col metterle le mani addosso. Le due ragazze si allontanarono, ma vennero seguite e, come poi hanno raccontato ai Carabinieri, si ritrovarono a seguire i due sul porto. Si formarono le “coppie”, ma  a nessuno sfugge che si tratta solo di un drammatico eufemismo: entrambe vennero costrette, con le cattive, a seguire i due complici in un luogo più appartato.

La prima venne picchiata e costretta ad avere il suo primo rapporto sessuale con la forza e la violenza bruta. Dimenandosi e urlando, alla fine riuscì a scappare. Tornata a casa insanguinata, raccontò tutto alla madre che chiamò immediatamente i Carabinieri. Per la seconda, invece, la situazione divenne ancora più drammatica perché fu costretta ad avere rapporti sessuali a due, visto che nel frattempo si era aggiunto anche il secondo ragazzo che aveva avuto il rapporto con l’amica scappata. I due minacciarono perfino di gettare in mare la ragazza. Un autentico inferno. La ragazza assecondò gli aggressori, per istinto di sopravvivenza. I due complici si offrirono perfino di accompagnarla a casa, sicuri dell’impunità. Scene da Gomorra, e invece era l’isola d’Ischia. In un attimo di “tregua”, la ragazza riuscì a divincolarsi e a correre in strada. Dopo il ritorno a casa, anche lei si recò dai Carabinieri insieme ai genitori.

Immediatamente partirono le indagini. Vennero raccolte le tracce ematiche e del liquido seminale sugli indumenti delle due ragazzine, furono attentamente analizzate le immagini delle telecamere del locale. I due ragazzi vennero identificati nel momento esatto in cui aveva avuto inizio l’aggressione. C’erano elementi a sufficienza per procedere, ma serviva il riconoscimento delle vittime.  Alle due ragazze furono mostrate le foto profilo facebook di almeno una cinquantina di ragazzi. Entrambe riconobbero i due violentatori. Il Dna li inchiodava alle loro responsabilità, che il primo agosto portò al loro arresto. Nei giorni scorsi, infine, è arrivata la condanna per il maggiorenne, Ferdinando R.

 

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