CULTURA & SOCIETA'

Condividere la conoscenza dell’immenso patrimonio artistico-musicale

Incontro con Ilaria, Matteo Maria e Gianfranco, ospiti di Armoniae 2021

Presso la Basilica Pontificia del Sacro Cuore di Gesù e di Santa Maria Maddalena prosegue l’ottava edizione di “Armoniae – Appuntamenti musicali a Casamicciola Terme”: lo scorso ventisette agosto un caloroso pubblico ha avuto l’opportunità di essere accompagnati dal soprano Antonella Iacono e dal pianista Giuseppe Iacono in un originale quanto gradito percorso “Dall’opera alla canzone d’autore” che ha offerto un inedito ascolto di composizioni avente come comune denominatore “Napoli”…

Antonella Iacono si è diplomata in canto presso il Conservatorio di Salerno. Si è laureata in Canto e coralità presso il Conservatorio di Napoli con il massimo dei voti e la lode sotto la guida dal M° Elsa Evangelista. Ha seguito i corsi di analisi musicale con il M° Marco De Natale. Ha fatto parte del gruppo vocale “La Ghironda” che proponeva un repertorio prevalentemente Rinascimentale e Barocco. E’ stata vincitrice del concorso bandito dalla Fondazione Toscanini di Parma che le ha permesso di partecipare ai corsi che si sono tenuti presso il Teatro “Verdi” di Bussetto e al Teatro “Regio” di Parma sotto la guida del M° Carlo Bergonzi. Al termine di corsi ha interpretato il ruolo di Flora ne “La Traviata” nei teatri di Modena, Ferrara e Ravenna. E’ stata cover del ruolo di “Amelia” in “Un ballo in maschera” al Teatro “Regio” di Parma. Ha frequentato il corso con borsa di studio, indetto dalla Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago, sotto la guida dei soprano Magda Oliviero e Raina Kabaivansca. Ha seguito i corsi internazionali dell’Ateneo di Sulmona, con i soprano Gabriella Tucci e Mirella Freni. Ha interpretato il ruolo di “Lola” in “Cavalleria rusticana” presso il Teatro di Latina. Nell’estate 2003 e 2004 è stata “Leonora” ne “Il trovatore” a Haidenheim in Germania con l’Orchestra di Norimberga. E’ stata ancora “Leonora” al Teatro “F. Marchetti” di Camerino nell’aprile 2004. Nell’agosto 2004 ha interpretato il ruolo di “Suor Angelica” con il mezzosoprano Florenza Cossotto per il Festival di Montecorvino Rovella, diretto dal M° Petrozziello. Nel luglio 2005 è stata “Santuzza” nella “Cavalleria rusticana” di Mascagni al Festival Internazionale di Benevento e al Musiche in belvedere al Teatro di Avellino. Ha interpretato “Mimì” nella “Boheme” di Puccini al Cervinara Opera Festiva. E’ stata ancora “Santuzza” in “Cavalleria rusticana” a Roccaraso diretta dal M° Laura Simionato. Per il Cervinara Opera Festival ha interpretato “Adalgisa” (Norma) diretta dal M° Fancisco Bonnin. A febbraio 2012 per Agrigento all’Opera è stata “Mimì” nella “Boheme” con la direzione del M° Wicktor Bochman. A giugno all’Auditorium Mozart di Saragozza è stata ancora “Leonora” nel “Trovatore” di Verdi. Ha tenuto concerti in Russia, Francia e Germania. Ha perfezionato repertorio e tecnica con il M° Gloria Guida Borrelli. E’ vincitrice: Primo Premio del Concorso Internazionale d’Eboli “Vissi d’arte”; Primo Premio del Concorso Internazionale “R. Leoncavallo”; Vincitrice del Concorso Internazionale “Citta di Roma 2000” debuttando nell’opera il “Trovatore” di Verdi nel ruolo di “Leonora”; Terzo Premio del Concorso Internazionale “Città di Nettuno”; Terzo Premio del Concorso Internazionale “F. Cilea”; Terzo Premio del Concorso Internazionale “G. Lauri Volpi” (Primo premio non assegnato); Terzo Premio del Concorso Internazionale “U. Giordano”; Quarto Premio del Concorso Internazionale “Lirico d’Abruzzo” (Primo premio non assegnato).

Giuseppe Iacono appartiene ad una delle famiglie musicali più conosciute ed attive dell’Isola d’Ischia. Si forma come musicista alla scuola del nonno, il M° Giuseppe Colella e completa gli studi presso il Conservatorio Musicale “L. Perosi” di Campobasso, con la maestra Miriam Longo, diplomandosi in pianoforte e composizione con il maestro Guido Varchetta. Svolge la sua attività negli anni dirigendo orchestre, cori e suonando il suo pianoforte sull’Isola e in giro per il mondo. Apprezzato esecutore ed interprete di vari generi musicali, dal classico al jazz, alla canzone napoletana ed internazionale, dal 2002 al 2006 lavora per l’Istituto Italiano di Cultura e con altri artisti importanti, soprattutto durante la Settimana della Lingua e della Cultura Italiana, è impegnato in vari Paesi a diffondere il patrimonio musicale italiano e a far conoscere le nostre tradizioni. È diacono della Diocesi di Ischia e svolge attività nella Parrocchia di Sant’Antonio di Padova in Casamicciola Terme.

Il duo ho offerto una graditissima quanto appassionata interpretazione di pagine immortali della letteratura musicale, soprattutto quella legata alla nostra terra, con musiche di Tosti, Bellini, Bixio, Piazzola, Cilea, Costa, De Curtis, Morricone, Puccini, Bovio e Russo. Due i momenti particolarmente toccanti della serata: una delicatissima ed eterea “Casta diva” dalla Norma che gli artisti hanno dedicato alla memoria del Parroco Filippo Caputo (che tanto amava questa composizione) ed il “Medley Morricone”, curato proprio dal pianista Giuseppe Iacono, che ha così inteso offrire un apprezzato omaggio al grande compositore delle musiche da film che accompagnano in nostro tempo.

Al termine del concerto, inserito nel ciclo di appuntamenti fortemente voluto dall’Associazione Pro Casamicciola Terme, con il patrocinio del Comune di Casamicciola Terme e con la direzione artistica di Giuseppe Castagna, abbiamo incontrato gli artisti isolani ospiti della manifestazione.

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Racconta il tuo primo incontro con la musica.

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Antonella Iacono: In casa la musica c’è sempre stata. Mio padre suonava ad orecchio e poi successivamente mia sorella maggiore iniziò a studiare pianoforte: Alle scuole medie il professore Iacono mi fece scoprire l’opera, “la mia passione”.

Giuseppe Iacono: Non c’è stato un primo incontro con la musica, essendo nato in una famiglia musicale dove, praticamente, tutti suonavano. Ricordo che spontaneamente da piccolo, all’età circa di quattro anni, mi sono avvicinato allo strumento e solo successivamente è iniziata una vera e propria scuola che mi ha condotto negli anni agli studi del Conservatorio.

Cosa significa per te essere testimone della cultura musicale nel tuo territorio?

Antonella Iacono: Sono orgogliosa di essere testimone della cultura musicale nel mio territorio, anche a costo di tanti sacrifici, in quanto non sempre è apprezzata.

Giuseppe Iacono: Il nostro territorio è meta turistica per eccellenza e poter offrire la cultura musicale a quanti sono alla ricerca della bellezza e dell’arte è un ruolo impegnativo e importante. Mi rendo conto che ho una grande responsabilità e questo mi sprona ancor di più ad impegnarmi per far conoscere quanto di meglio possiamo offrire, in questo caso nel campo musicale, trasmettendo la tradizione anche nella modernità.

Come hai vissuto la musica durante la pandemia?

Antonella Iacono: La musica è dentro di me, anche se non potevo esprimermi davanti a un pubblico: Mi ha consolato nei momenti bui della pandemia.

Giuseppe Iacono: La pandemia ha colpito duramente anche il settore musicale e si sa che a causa delle restrizioni sanitarie quasi tutto si è fermato. Si è cercato di ovviare in parte con internet e i social, mantenendo un lumicino acceso. Spero che adesso si possa intravvedere la luce in fondo a questo tunnel e pensare di ricominciare a vivere una nuova normalità anche nel campo musicale e approfitto per ringraziare quanti si stanno impegnando in questi mesi perché questo possa realizzarsi.

Quando ti sei sentito/a fiero/a di essere una musicista? Quando, invece, te ne sei vergognato/a?

Antonella Iacono: Mi sono sentita fiera quando ho studiato con i grandi maestri della lirica vincendo borse di studio e invece me ne vergogno quando le persone pensano che chi si esprime con la musica classica può non essere pagato.

Giuseppe Iacono: Un motivo di orgoglio personale è stato sempre quello di aver potuto rappresentare il nostro Paese nel mondo attraverso la musica. Quante emozioni e ammirazione all’Italia e a Napoli per il patrimonio musicale-culturale unico. Una scena fra tutte che mi è rimasta impressa, ma rappresentativa di quanto ho detto, è stata quella di vedere una italiana all’estero asciugarsi le lacrime con la bandiera tricolore al termine di un concerto.

Ciò che invece mi rammarica è il fatto che al giorno d’oggi la musica più che un’arte è diventata un passatempo, magari affiancata ad altri mestieri, per lo più nelle mani di improvvisatori che a scapito di quanti negli anni hanno studiato e si sono impegnati con sacrifici per raggiungere dei risultati, hanno uniformato e fatto scadere quello che invece dovrebbe essere un mondo di professionisti. Quanto più si offre un prodotto professionale, tanto più veniamo apprezzati e qualificati e cultura musicale ce n’è tanta da offrire in Italia.

Qual è il tuo sogno di felicità?

Antonella Iacono: Poter vivere di musica e diffonderla…

Giuseppe Iacono: Il mio sogno è quello di poter contribuire sempre e nel migliore dei modi alla felicità degli altri attraverso la mia arte. Del resto la musica è un linguaggio comunicativo che non si serve delle parole ma dei suoni e spero che attraverso di essi possano sempre arrivare messaggi che diano emozioni positive, soprattutto a quanti si trovano difficoltà e vivono con poche speranze.

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