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Condoni a Forio, l’emendamento di Domenico Savio

Di Francesco Ferrandino

 

FORIO. Durante l’infuocato consiglio comunale di Forio tenutosi lo scorso sabato, il consigliere Domenico Savio ha lanciato due proposte d’emendamento sulla delibera in discussione. La doppia proposta, che è stata poi messa ai voti e respinta dal civico consesso, ha comunque trovato il parziale appoggio del consigliere Vito Iacono. «Per meglio rispondere alle stringenti esigenze dei nostri Cittadini – ha dichiarato Domenico Savio – e per favorire  l’accoglimento delle pratiche di condono edilizio riferite alle leggi 47/1985, 724/1994 e 326/2003 l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto prima portare in Consiglio comunale l’adozione del Piano Urbanistico Comunale e appena dopo il Piano di Dettaglio, anche per evitare il pericolo di discrezionalità e avere una valutazione e un giudizio uniforme per tutti». Secondo Savio, il testo discusso sabato rappresenta una accelerazione politica e amministrativa improvvisa del decennale problema, senza discuterne prima coi gruppi consiliari per approfondirlo e senza sottoporlo alla competente commissione consiliare. Il segretario generale del PCIML si scaglia poi contro le scelte di priorità effettuate dall’amministrazione: «È sbagliata la scelta politica “di dare priorità nell’istruttoria a quelle pratiche per le quali risulti emessa ordinanza di demolizione per effetto di sentenza passata in giudicato” perché è sbagliata e contro gli interessi popolari la tesi che l’accoglimento delle pratiche del terzo condono farebbe venir meno l’ingiunzione di demolizione: esse al momento non possono essere accolte per la previsione della stessa legge del condono ter, ma solo respinte, con la conseguenza della distruzione esistenziale di migliaia di famiglie lavoratrici: l’amministrazione sta scherzando col fuoco! Se poi ci si dovesse riferire  solo alle pratiche relative alle tipologie condonistiche 4, 5 e 6 allora queste possono essere fatte valere in sede di ricorso al Giudice dell’esecuzione e fermare ugualmente l’abbattimento». L’analisi di Savio  tocca poi il cosiddetto terzo condono edilizio, legge 326/2003, che al momento non è ancora applicabile nelle zone sottoposte a vincolo paesistico, come lo sono i territori dell’intera isola d’Ischia:  «Esaminare quelle pratiche, escluse le tipologie condonistiche 4, 5 e 6, equivale a bocciarle tutte, ciò quando la possibilità di una modifica legislativa del terzo condono è ancora  possibile, viste le proposte di legge che sono state presentate nel tempo e il confronto politico ancora in atto sulla questione». Secondo l’esponente comunista, partire dall’esame delle pratiche del terzo condono è contrario alla normativa vigente e alla prevalente giurisprudenza. Il procedimento proposto dall’Amministrazione municipale potrebbe essere impugnato e si sarebbe solo perso tempo: «L’Amministrazione non deve seppellire il terzo condono prima del tempo.   Nel rispetto dei principi costituzionali ogni eventuale demolizione da parte del Comune deve rigorosamente avvenire sempre seguendo l’ordine cronologico di commissione dell’abuso, procedere con criteri diversi sarebbe chiaramente discriminatorio e il provvedimento facilmente impugnabile». L’Amministrazione municipale in caso di abbattimento di opere edilizie costruite abusivamente per le quali è stata presentata domanda di condono, ai sensi delle leggi 47/1985, 724/1994 e 326 2003, dichiarata inammissibile, deve prontamente restituire al Cittadino demolito il totale degli oneri di concessione e sollecitare lo Stato a restituire l’importo dell’oblazione a suo tempo versati.

 

L’EMENDAMENTO-SAVIO. Ma vediamo nel dettaglio l’emendamento di Domenico Savio di modifica della proposta del Sindaco e dell’Amministrazione.

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In via prioritaria, essa prevede di trasmettere l’ordine del giorno  in discussione “Indirizzi in ordine alla definizione delle domande di condono edilizio” alla seconda commissione consiliare permanente, Urbanistica, di cui all’articolo 5, comma 8., punto2) del Regolamento per l’organizzazione e funzioni del Consiglio comunale, affinché lo esamini, apportandovi eventuali modifiche e integrazioni, e lo restituisca al Consiglio comunale nel minor tempo possibile. Di demandare al Presidente della suddetta Commissione di convocarla sollecitamente.

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In subordine, qualora la suddetta proposta in via prioritaria dovesse essere respinta, si propone di emendare il testo dell’ordine del giorno in discussione secondo le proposte di modifica e di integrazione di seguito riportate:

  1. di avviare il procedimento per di rilascio dei condoni edilizi, previsti dalle leggi 47/1985, 724/1994 e 326/2004, dandone, innanzi tutto, comunicazione ai Cittadini che hanno presentato la domanda mediante avviso scritto notificato dal Comune ai sensi della normativa vigente;
  2. di procedere all’esame delle domande di condono rispettando rigorosamente l’ordine cronologico di consegna al protocollo generale del Comune a partire da quelle relative alla legge 47/1985, a seguire quelle relative alla legge 724/1994 e proseguendo con quelle relative alla legge 326/2003;
  3. di dare corso ad ogni eventuale demolizione da parte del Comune rispettando rigorosamente l’ordine cronologico di commissione dell’abuso, in ossequio ai principi costituzionali di uguaglianza, imparzialità e trasparenza nell’attività amministrativa, procedere con criteri diversi sarebbe chiaramente discriminatorio e il provvedimento facilmente impugnabile;
  4. di restituire prontamente, in caso di abbattimento di un’opera edilizia costruita abusivamente per la quale è stata presentata domanda di condono, ai sensi delle leggi 47/1985, 724/1994 e 326 2003, e dichiarata inammissibile, al Cittadino demolito il totale degli oneri di concessione e sollecitare lo Stato a restituire l’importo dell’oblazione a suo tempo versati;
  5. di stabilire in anticipo i diritti di segreteria e per metro quadrato o cubo il costo di costruzione, degli oneri di urbanizzazione e dell’indennità paesaggistica, in aggiunta alla misura dell’oblazione e all’anticipazione degli oneri concessori già versati integralmente all’atto della presentazione della domanda di condono, ciò per consentire ai Cittadini interessati di conoscere preventivamente i costi complessivi del permesso a costruire in sanatoria.

«Purtroppo – conclude Savio – le mie  due  proposte sono state ambedue bocciate dalla maggioranza mentre quella presentata e approvata dall’Amministrazione comunale arrecherà altri gravi danni alla vita sociale del paese».

 

 

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