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Condono e ostracismo PD, in attesa delle risposte di Giosi

Nella settimana che ha portato all’approvazione della Camera del cosiddetto Decreto Genova, che comprende anche le norme legate alla ricostruzione post sisma sull’isola d’Ischia – con riferimento ai Comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, colpiti dal terremoto del 21 agosto 2017 – se ne sono viste, sentite e lette di tutti i colori. Siamo passati per un popolo di delinquenti, criminali, costruttori incalliti e magari non palazzinari giusto perché lo spazio per opere di tale portata da queste parti manca. La stampa nazionale si è scatenata e senza voler citare personalità autorevoli non posso non rammentare alcune richieste che mi sono (e ci sono) state formulate da colleghi che pure non sono certo nati ieri. E’ venerdì pomeriggio quando al telefono un giornalista mi chiede di indicargli qualche casa abusiva a Ischia. Gli rispondo che più o meno, eccezion fatta per quelle datate, in assenza di rilascio di concessioni edilizie in sanatoria lo sono quasi tutte, e lui mi ribatte che ha bisogno di inquadrarne con la telecamera qualcuna che sia assolutamente ed indubitabilmente abusiva, per evitare problemi ed eventuali querele all’emittente per la quale lavora. Stendendo un velo pietoso su come sono riuscito a sottrarmi dall’incombenza, vi racconto senza pudore che a un amico e collega è andata addirittura peggio. Riceve la solita chiamata e dall’altra parte della cornetta ecco la richiesta: “Una gentilezza, mi dovresti passare il numero di telefono di qualche capo mastro che alza case abusive a Ischia in 24 ore”. Pare che il mio compagno di sventura abbia liquidato la faccenda riferendo di essere lontano dall’isola e di non avere con sé l’agenda telefonica.

Possono sembrare due esempi stupidi, e magari lo sono per davvero. Ma, a mio avviso, rendono al meglio la situazione caotica e assolutamente “fuorviante” che il mondo dell’informazione ha creato sul cosiddetto caso Ischia. E l’impressione, il che costituisce decisamente un’aggravante, è che qualcuno magari a furia di raccontarle ai propri lettori, a queste cose finisca anche col crederci. L’auto convincimento, in fondo, è un po’ come l’ipnosi. Funziona, eccome.

Ma qualche risposta da dare c’è, e non possiamo fare a meno di sottolinearlo. Anche perché la sollevazione che si è levata dai social, certo non è passata inosservata. A fare le barricate contro il presunto condono, lo chiameremo così a mero titolo esemplificativo, ci si è messo in particolar modo il Pd, partito che sull’isola è presente, radicato, e annovera non soltanto al suo interno sindaci e consiglieri comunali ma anche un europarlamentare. Che risponde al nome di Giosi Ferrandino. In tanti gli hanno chiesto di dire la sua, di pronunciarsi sull’atteggiamento ostracistico di un partito del quale è leader e riferimento indiscusso sulla nostra isola. Fin qui, però, il già sindaco di Casamicciola e Ischia ha preferito la strada del silenzio. Strada che, pur essendo sempre rispettosi delle decisioni altrui, non crediamo possa continuare. Il partito è partito, la politica ha le sue regole e questo nessuno si sogna di metterlo in discussione. Ma è chiaro che il silenzio di un figlio di quest’isola, in un contesto del genere, con quello che si è rivelato un vero e proprio “assalto a Fort Apache” (fortunatamente abortito), si rivela più assordante di un boato al San Paolo dopo un gol del Napoli. E allora noi la buttiamo lì: onorevole Ferrandino, ci faccia sapere la sua. Pronti ad ospitarla, e soprattutto a dare una risposta ai tanti che gliela chiedono. Ad maiora, o meglio… a presto.

 

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