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Confessioni annullate e messe a porte chiuse, il dietrofront della Chiesa

La parrocchia di Santa Maria Assunta di Ischia Ponte corregge sui social e sul web una precedente locandina dove si aprivano “maglie” assurde nel pieno dell’emergenza Covid-19. Decisiva la mediazione del sindaco Ferrandino, che secondo alcune voci aveva già pronta un’ordinanza restrittiva

E’ una storia che merita di essere raccontata perché sembra proprio che qualche “follia” pasquale ce la siamo risparmiata. Intendiamoci, non è che la Chiesa – e qualche componente della stessa, in particolare – sia improvvisamente rinsavito, mai abbandonarsi a un tale esercizio di ottimismo. Semplicemente, sembra che dietro un improvviso dietro front nello svolgimento di alcune celebrazioni, ci sarebbe l’intervento della politica con una mediazione che avrebbe dato i suoi frutti. Nessuno confermerà mai, né da una parte né dall’altra, ma le informazioni in nostro possesso ci dicono che le cose sono andate esattamente come stiamo per raccontarvi. E come documentano in maniera eloquente, peraltro, due locandine che sul web sono state graficamente cambiate all’improvviso. Le vedete in pagina, e tra un po’ capirete anche cosa è effettivamente successo.

Anche il nostro giornale aveva nei giorni scorsi, con un ampio e dettagliato servizio giornalistico, messo in evidenza le iniziative della Parrocchia definite a dir poco “rischiose”, dal momento che si parlava di confessioni in Chiesa e di una serie di funzioni religiose che non si specificava fossero assolutamente interdette ai fedeli. E infatti se si legge la prima locandina alla voce confessioni si leggeva quanto segue: “Lunedì e martedì 7 aprile ore 17-19; mercoledì 8 aprile ore 10-12 e 17-19; giovedì 9, venerdì 10, sabato 11 aprile ore 10-12. Le confessioni si celebrano in Chiesa come da decreto, e non in confessionale rispettando la distanza prevista dalle norme. Il penitente può utilizzare la mascherina”. Ebbene, nella nuova locandina che vedete sempre raffigurata in pagina, noterete come il calendario delle confessioni sia stato cancellato. E non è tutto, relativamente a Messe, Santi Rosari e affini in coda al testo c’è una postilla abbastanza significativa: “Tutte le celebrazioni saranno a porte chiuse”.

Insomma, dopo aver ammassato centinaia e centinaia di fedeli lo scorso 5 marzo perché – coronavirus o meno – San Giovan Giuseppe della Croce andava festeggiato a tutti i costi, adesso arriva l’improvviso dietro front da parte del sacerdote della Parrocchia ischiapontese. Ma un dubbio ci era immediatamente sorto: possibile che si sia trattato di una improvvisa… “redenzione”? Mai attendersi una cosa del genere da chi ha portato avanti una linea in maniera ostinata, andando contro tutti e tutto, anche la logica e il buon senso. E così apprendiamo che nella mattinata di martedì – oltre alle ordinanze 45 e 46, che prevedevano l’utilizzo obbligatorio delle mascherine e il divieto assoluto di sbarco per i proprietari di cosiddette seconde case – il sindaci Enzo Ferrandino avesse pronto un terzo dispositivo, che prevedeva per l’appunto il divieto di svolgere le confessioni oltre che quello di ordinare che le celebrazioni religiose si svolgessero a porte rigorosamente chiuse per evitare quello che sarebbe stato un potenziale (se non addirittura inevitabile) afflusso di fedeli.

La circostanza che fosse stato effettivamente confezionato un atto a firma del primo cittadino è trapelata da fonti attendibilissime del palazzo municipale, anche se ovviamente non viene confermata dal diretto interessato. E’ probabile che Enzo Ferrandino abbia avuto un colloquio sereno e franco con i responsabili della Diocesi ischitana, lasciando intendere che certe “libertà” avrebbero potuto avere conseguenze pesanti in un momento in cui si lavora per limitare al minimo gli spostamenti della cittadinanza. Chiunque, per assurdo, avrebbe potuto riferire, una volta trovato in strada, di essere uscito dalla propria abitazione per andare a confessarsi, tanto per fare un esempio. Alla fine ha prevalso il buon senso e la bozza di ordinanza è rimasta nel cassetto invece che finire sull’albo pretorio del Comune di Ischia. Per chi invoca sicurezza massima e prudenza, per una volta, il primo cittadino ha vestito panni diversi dal solito. San Vincenzo, passateci la battuta, abita qui.

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Un commento

  1. Ma a nessuno viene mai in mente che la confessione potrebbe essere un’invenzione storica per tenere sotto controllo tutto e tutti? Ma di solito, le nostre preghiere fatte in silenzio a chi vanno? Che senso ha confessare ciò che spesso, considerato il contesto in cui viviamo e gli stessi confessori, sa di banalità? Ma dobbiamo per forza continuare a seguire un protocollo che non ha più senso? È il caso di insistere con queste stupide consuetudini in un momento storico unico e così drammatico? Un minimo di buon senso… Grazie!

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