CULTURA & SOCIETA'

MOLTO FREDDO, MOLTO SECCO CON LIME. Serve un tavolo, con gli adulti seduti. Non solo per “mangiare”.

di Lisa Divina

Il nostro Graziano Petrucci questa settimana ci ha deliziato con un’altra delle sue scudisciate. Cito: “Sarebbe un segnale importante vedere i sindaci dell’isola seduti allo stesso tavolo, magari proprio in una conferenza pubblica all’Hotel Re Ferdinando, davanti ai cittadini e davanti a domande e problemi. Non una passerella, ma un confronto vero, umano. Un luogo dove discutere apertamente di ciò che riguarda il futuro dei sei comuni…”. Vi consiglio di approfondire leggendo l’articolo per intero, ne vale la pena, ma è solo per intenditori. C’è un punto che ormai non possiamo più ignorare: l’isola parla, discute, litiga, s’infiamma — ma lo fa nei posti sbagliati. Nei commenti, nei post, nei video verticali. La politica, invece, tace. O meglio, parla solo quando non rischia nulla. Il risultato è un paradosso perfetto: un territorio pieno di problemi reali e una classe amministrativa che comunica come se questi ultimi un fastidio collaterale.

Gli incontri pubblici di questi giorni, due a caso, uno al Re Ferdinando e l’altro a Forio, hanno dimostrato una cosa semplice: quando si vuole, il confronto si può fare. E funziona. E serve. E la gente ci va, si appassiona. Allora la domanda non è più “se” sia possibile. La domanda, quella vera, è: perché non lo si fa mai? Serve un tavolo. Uno vero. Con sei sedie. E sei sindaci. Non per la foto. Non per la passerella. Non per dire “ci siamo visti”. Ma per rispondere — finalmente — a ciò che la comunità lamenta da anni: economia depressa, turismo che vive di inerzia, lavoro che manca, servizi che non reggono, traffico che soffoca, verde che scompare, giovani che scappano, famiglie che arrancano, cittadini che non sanno più a chi rivolgersi e mi fermo altrimenti la lista si fa interminabile. Ma non è fantascienza. È saper amministrare. È ciò che un territorio maturo dovrebbe pretendere. La politica deve tornare a “fare politica”, deve imporsi, fare di più e non accontentarsi di galleggiare in mezzo al Golfo. La Politica — quella vera — si fa guardando la gente negli occhi, ascoltando, rispondendo, assumendosi responsabilità. E soprattutto mettendo in moto processi, non solo parole. Per questo oggi serve un cambio di passo: tavoli di confronto permanenti, aperti, pubblici e tematici. Non “eventi”, ma strumenti. Non “occasionali”, ma metodici. Perché un’isola che vuole crescere deve prima imparare a parlarsi. E un’amministrazione che vuole governare deve prima imparare ad ascoltare. L’isola d’Ischia non ha bisogno di eroi. Ha bisogno di adulti. E di una politica che smetta di temere il confronto come se fosse un rischio. Il vero rischio, ormai, è continuare a evitarlo.

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